Assistere a un battesimo nel Battistero del Duomo di Bergamo

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Non avevo mai riflettuto sulla bellezza di questo luogo finché non mi è capitato un giorno di entrarci per assistere al battesimo della mia nipotina e di osservarlo da una prospettiva così privilegiata.

Era un pomeriggio di novembre, faceva abbastanza freddo e pioveva. Siamo arrivati in Piazza Vecchia passando da via Gombito, dopo aver parcheggiato a pochi passi dal Ristorante le Tre Torri. Ci siamo fermati sotto i portici del Palazzo della Ragione qualche minuto in attesa che il Battesimo prima del nostro terminasse. E io non ho potuto fare a meno di fotografarmi i piedi sulla meridiana.

Alle quattro del pomeriggio non c’era molta luce. C’era un gruppo di cantori gospel sotto il portico. Siamo rimasti ad ascoltare fino a quando il parroco non è venuto a chiamarci. Era tutto molto particolare, anche la giornata.

Ci chiedevamo come fosse l’interno del Battistero e se ci saremmo stati tutti. Sarà che non eravamo tantissimi, ma sorprendentemente il Battistero ci ha accolti tutti e ci ha colpiti per la sua bellezza.

L’elegante costruzione, a pianta ottagonale, è cinta da una cancellata in ferro battuto e alleggerita da una piccola loggia sostenuta da colonne in marmo rosso veronese: ricorda i battisteri fiorentini, ma se ne differenzia per le decorazioni tipiche del gotico lombardo, che caratterizzano le costruzioni di Giovanni da Campione.

Esternamente è caratterizzato dal portale strombato a tutto sesto e da un finto loggiato costituito da esili colonnine affiancate poste in alternanza alle otto statue. La copertura dell’edificio è costituita da un tiburio privo di tamburo, completato da una piccola lanterna sormontata dalla statua di un Arcangelo.

Una sorta di luogo magico dove un numero ricorre più volte, il numero otto.

Otto come i lati del monumento che disegnano geometricamente la sua sagoma e lo rendono così particolare. Otto come le statue trecentesche che raffigurano le tre Virtù teologali (FedeSperanzaCarità) e le quattro Virtù Cardinali (Giustizia, Prudenza, Fortezza, FortezzaTemperanza), con l’aggiunta di un’ottava virtù, la Pazienza.  Otto come i bassorilievi che ornano le pareti interne del Battistero con scene della Vita di Gesù, opera del famoso scultore del Trecento Giovanni da Campione.

 

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Al centro dell’unica aula ottagonale da cui è costituito, si possono ammirare le decorazioni gotiche del fonte battesimale, ovvero la vasca che conteneva l’acqua per battezzare le persone secondo il rito cattolico. Alle sue spalle, invece, l’altare sormontato da una statua marmorea raffigurante San Giovanni Battista.

 

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Un Battistero nomade, che sembra non trovare pace: l’edificio così come lo vediamo oggi è infatti l’esito di numerosi spostamenti subiti durante i secoli. Costruito nel 1340 all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta, vi resta fino al 1661. Successivamente, è smembrato e ricomposto in modo del tutto arbitrario, con aggiunte e rifacimenti, per altre due volte. Trova infine la sua collocazione ultima nel 1898-99 sul lato ovest della piazza del Duomo in Città Alta, dove viene ricreato in stile neogotico.

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Il sacerdote che ha officiato la cerimonia ha fatto una battuta, dicendo che spostare monumenti e muretti è tipico dei bergamaschi e non dobbiamo esserne così sorpresi. Ma un po’ di sorpresa, secondo me ci sta bene, visto che un tempo era addirittura posizionato in quella che poi sarebbe diventata l’area della Funicolare che porta in San Vigilio.

Note: 
Le immagini sono mie e sono state scattate in momenti diversi. Alcune durante il Battesimo della mia nipotina e altre una mattina dall’alto del Campanone. Le informazioni storiche e artistiche invece sono state recuperate in rete. 

Questa sono io con la mia nipotina.