Bergamo-Piazza-Vecchia

5 curiosità e cose da fare in Piazza Vecchia una volta scoperte

Impossibile girare per Bergamo Alta senza fermarsi in Piazza Vecchia. Qualcuno l’ha definita “La piazza più bella del mondo”, anche se quel qualcuno non era proprio uno qualunque, visto che era l’archistar Le Courbusier. Io direi anche che è quella più piena di curiosità tutte da scoprire e di cose che vorrete assolutamente fare (o che avete già fatto) una volta scoperte.

5 cose da scoprire e da fare in Piazza Vecchia e dintorni

C’è un detto inglese che dice che “la curiosità uccide il gatto” (Curiosity kills the cat), ma devo dire che a me non piace molto questo modo di dire per due motivi: il primo è perché i gatti mi piacciono e il secondo è perché la curiosità è uno dei motori fondamentali della conoscenza. E senza curiosità non avrei mai iniziato questo viaggio alla scoperta di Bergamo e delle 101 cose da fare almeno una volta nella vita nella Città dei Mille.

Non ci credete? Ecco le (prime) 5 curiosità che scoprirete osservando le pietre che si trovano sulla pavimentazione, sui muri e sulle colonne in Piazza Vecchia e dintorni che sono certa diventeranno 5 cose da fare. Parola di Gatto!

un-gatto-curioso

 

1. Cercare il vostro mese o il vostro segno zodiacale sulla Meridiana 

Partiamo dalle pietre scolpite e da un orologio solare o meridiana che si trova proprio in Piazza Vecchia e su cui potete addirittura camminare sopra. E’ quasi un luogo ipnotico: difficile arrivarci vicini senza esserne attratti e senza cercare il proprio mese di nascita o il proprio segno zodiacale.

Lo conoscono tutti, ma se non siete di Bergamo e non lo avete mai visto, si trova sotto il portico del Palazzo della Ragione, dando le spalle a Piazza Vecchia lo trovate a partire dall’angolo a destra, orientato di sbieco verso sinistra. Chissà quante volte ci siete stati a calpestare il mese in cui siete nati o quello in cui vi trovate. O quanto volte l’avete percorso camminandoci sopra per tutta la lunghezza.

la meridiana di Piazza Vecchia sotto il Palazzo della Ragione
@FAI

Se volete saperne di più su questa meraviglia astronomica realizzata nel 1798 dall’abate Giovanni Albricci con la collaborazione di Giuseppe De Vecchi che si occupò della parte meccanica, sappiate che l’insigne matematico scelse di collocarla in Città Alta sotto il Palazzo della Ragione perché questo  costituiva il centro pulsante della città – allora capoluogo del Dipartimento del Serio nell’ambito della Repubblica Cisalpina-; inoltre a quel tempo le condizioni di luce erano favorevoli a una meridiana come questa perché esistevano ancora le mura che chiudevano verso occidente il fianco del palazzo.

Quando, nel 1819 il Consiglio Comunale accolse – come accadrà in seguito a tante altre città italiane – l’indicazione di abbattere le mura dove si poteva, la quantità di luce conquistata rese disagevole la lettura della meridiana. Risultato: la stessa continuò a deteriorarsi, perché tutti ci camminavano sopra senza farci troppo caso.

Nel 1857 il restauro fu affidato all’ingegner Francesco Valsecchi che portò lo strumento ad essere ancor più bello di prima. Vi aggiunse infatti le coordinate del punto (long. 27°29′ e lat. 45°43′) e l’altezza sul livello del mare Adriatico – m. 360,85 – nonché una targa in bronzo che avverte che l’orologio segna sempre 12 ore quando lo spettro solare (il sole, in realtà. Lo spettro non c’entra niente) è sulla curva. Al restauro collaborò lo scultore Costantino Brassola che si occupò dei segni zodiacali e dei numeri del levante e del ponente.

La “curva” è la cosa più affascinante dell’intera opera. Alcuni la chiamano “l’otto allungato”, ma il suo nome vero sarebbe “lemniscata” e serve a segnare il mezzogiorno locale. Ogni giorno alle 12 in punto (solo quando è in vigore l’ora solare) indica la data e il segno zodiacale. Ciò avviene grazie ad un raggio di sole che filtra da un forellino collocato nello scudo che si trova in alto tra le arcate, sorrette da massicce colonne in pietra ancora oggi consumate ai lati dalle lance affilate dei soldati di un tempo.

 

 

2. Toccare i segni delle baionette lasciate dai soldati austriaci sul Palazzo della Ragione

Sui pilastri del Palazzo della Ragione , verso Piazza del Duomo, potete distinguere in alcuni punti (quelli più esterni) degli strani tagli. C’è qualcosa di segreto, di cruento dentro questi segni incisi, scolpiti e graffiati: è la storia. La storia dei soldati austriaci che affilavano la propria baionetta prima di cominciare il turno di ronda. Infatti durante la dominazione austriaca, il porticato del Palazzo della Ragione era il punto in cui si riunivano i soldati e da dove partivano per il proprio servizio di guardia. Ai piedi della torre del Campanone, un tempo si trovava il corpo di Guardia Austriaco.

Si tratta quindi di segni relativamente recenti rispetto alla storia del Palazzo Vecchio (anche così viene definito il Palazzo della Ragione). A quei tempi non esistevano gli arrotini e i soldati si servivano del pilastri del Palazzo per affilare le lame delle baionette.

Cercate quei segni e ditemi che non avete voglia di toccarli. Impossibile vero?

 


3. Sedersi al centro dello spazio dove è stato fuso il Campanone

La vedete la torre del Campanone? Vedete quella campana enorme che ogni sera alle 22 suona 100 rintocchi? Vi siete mai chiesti dove sia stata realizzata e come abbiano fatto a trasportarla fino in Città Alta nel 600 per issarla fin lassù?
Ecco, sappiate che non dovete andare troppo lontano. Infatti, è proprio sulla piazzetta su cui oggi si affacciano il Palazzo della Ragione, la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Duomo, la Cappella Colleoni e il battistero, a un passo da Piazza Vecchia, il luogo dove un tempo hanno fuso il Campanone.

Una scoperta recente: dagli scavi per la sistemazione della pavimentazione era emersa infatti un’enorme macchia scura di terra contenente gocce di bronzo fuso. Un particolare misterioso poi svelato andando indietro fino al 1600: quella buca è risultata essere la fossa di fusione della campana maggiore del Campanone. Quella stessa campana che, benedetta nel 1656 e ribattezzata dagli abitanti Campanone, alle dieci di ogni sera batteva e batte cento rintocchi per indicare il coprifuoco e la chiusura delle porte di accesso alla città. Questa usanza si ripete tutt’ora a memoria del passato.

Cercate il cerchio, mettetevi al centro. Ora sapete che quello è il punto esatto in cui venne fuso il Campanone. E adesso, se vi va, potete fare come me: farvi scattare una foto mentre siete seduti all’interno del cerchio di mattoni.

 


4. Sedersi sulla Pietra dei Condannati (o accanto)

Sotto il portico del Palazzo della Ragione in Piazza Vecchia, sulla seduta che trovate lungo il muro, potete distinguere una pietra bianca che sembra un cuscinetto, a due metri dal Bar del Tasso.

Le storie che si incrociano su quella particolare pietra sono due: la prima abbastanza tranquilla, la seconda invece più terribile.

Nella prima versione infatti si narra che quella sia una sorta di Pietra della Vergogna, ossia il posto preciso in cui venivano fatti sedere i commercianti scoperti a rubare o a imbrogliare i clienti durante il mercato.

Sotto il Palazzo della Ragione infatti si svolgeva il mercato delle stoffe. I tessuti venivano venduti utilizzando come unità di misura quelle che trovate sul muro accanto all’entrata di Santa Maria Maggiore. Se un cliente sospettava di essere stato imbrogliato chiamava i gendarmi e dopo una rapida indagine il mercante se ritenuto colpevole veniva frustato e fatto sedere sulla pietra con le terga nude esposto allo scherno e alla pubblica vergogna.

Più terribile è la seconda versione in cui si narra che la gradinata posta sotto Palazzo della Ragione, durante le udienze del tribunale veniva ricoperta di tappeti e cuscini per accogliere i temibili i giudici del Malefizio. Situata nel 1501 sotto il bassorilievo della “Beata Vergine col Bambino, in gloria di Angeli”, la gradinata veniva anche utilizzata come punto dove raccogliere gli imputati in attesa di sentenza, un luogo che potrebbe parere benevolo se si considera la protezione della Madonna, ma che tuttavia era semplicemente un posto di sosta in attesa di una pena da scontare, quasi sempre la tortura e financo la morte.

 

5. Cercare il segno dell’acquedotto

A pochi passi da Piazza Vecchia e all’ingresso della Cattedrale, se aguzzate bene la vista potete individuare una pietra con due segni grafici molto netti: una A e una Q che sembra più una chiocciola. Se la prima cosa che vi viene in mente è l’incisione sulla pietra delle iniziali di due amanti, sappiate che non è così. Si tratta invece del segno per riconoscere l’esatta localizzazione dei punti di ingresso per la manutenzione dell’acquedotto di Città Alta. Sono i punti da cui i fontanari, già nel Settecento, accedevano alla rete idrica quando c’era qualche necessità di ripristino o di pulizia delle condotte di approvvigionamento dell’acqua.

incisioni su pietra A e Q
@bergamostories

Si trovano nelle vicinanze di Piazza Vecchia, precisamente vicino alla base dell’edificio che ospita l’Ateneo delle Scienze, Arti e Lettere. Ma non sono gli unici. Ne potete trovare altri sparsi per la città.

Visto che non ho foto in questo momento se non questa, che ne dite di cercare queste pietre, fotografarle e mandarmele?

E adesso ditemi che non avete fatto mai nessuna di queste cose o che non vi è venuta voglia di farle!

Note

Le foto sono mie, ad eccezione di quelle altrimenti segnalate. 

2 commenti

  1. Grazie per questo post che ho letto con piacere e con curiosità! Alcune cose non le sapevo ed altre sono state un interessante approfondimento!

  2. Amo leggere della mia amata città natale , manco da molti anni , ma la porto nel cuore e sono orgogliosissima di essere nata nel vicolo di San Lorenzo 💙💙

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.