Scoprire Giorgio Oprandi con una mostra e i suoi quadri proiettati sulle facciate a Lovere

Confesso: non conoscevo Giorgio Oprandi. L’ho scoperto solo quest’estate a Lovere, sua cittadina d’origine, che l’ha celebrato con una mostra molto interessante all’Accademia Emilio Tadini e con un progetto di lighting art delle sue opere più famose proiettate sulle facciate della piazza principale, Piazza Tredici Martiri, e sul palazzo dell’Accademia.

Lo stimolo di addentrarmi (con molta umiltà) nell’opera di Giorgio Oprandi l’ho avuto all’inizio dell’estate da una persona originaria del lago d’Iseo e sono contenta di averla ascoltata. Scoprire il mondo e Lovere con Giorgio Oprandi, attraverso le sue opere, è sicuramente una delle 101 cose da fare in provincia di Bergamo nel 2018 (e se possibile anche oltre).

Giorgio Oprandi era un artista meraviglioso, capace di trasmettere con il suo tratto e i suoi colori l‘incantesimo dei luoghi che visitò durante i suoi viaggi nelle colonie italiane e nel suo territorio d’origine. Per anni viaggiò per il mondo con una casa mobile antesignana dei moderni camper, completa di tutto, anche del suo studio d’artista. E se la cosa non vi sembra straordinaria, ricordatevi che parliamo di un periodo a cavallo tra gli anni Venti e Trenta. Oprandi era uno spirito avventuroso, moderno e con la capacità di cogliere e trasmettere nelle sue opere le atmosfere di mondi che, nell’Italia tra le due guerre, erano conosciute solo attraverso i libri o i racconti dei militari d’occupazione.

Chi era Giorgio Oprandi

Oprandi nasce a Lovere nel 1883. La sua formazione artistica comincia all’Accademia Tadini con i corsi di disegno e prosegue alla Scuola d’arte applicata all’industria di Bergamo (1898-1900). Tra il 1901 e il 1907 frequentò l’Accademia Carrara sotto la guida di Ponziano Loverini. In quel periodo si divise tra Bergamo, Milano e Roma raccogliendo diversi consensi. Vince il premio Premio Piazzoni (1907) a pari merito con Natale Morzenti e nel 1913 vince il primo premio del Legato Oggioni. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale l’artista parte per il fronte con l’incarico di segnare le linee nemiche. L’Alpino morente La battaglia bianca sono le opere che meglio riassumono la sua esperienza al fronte.

Gli Anni Venti rappresentano il momento dell’incontro con i paesaggi africani, tema caratterizzerà l’opera di Oprandi per più di 10 anni. Molti i viaggi del’artista in Africa e in particolare nel Nord Africa: Algeria nel 1923; Egitto nel 1925 dove su incarico della famiglia reale egiziana partecipa alla decorazione del palazzo reale di Ras el Tin ad Alessandria d’Egitto; Eritrea nel 1926. I viaggi in Tripolitania e Cirenaica (1929-1930), in Somalia e Palestina (1932) e in Libia (1935) si alternano alla partecipazione a importanti esposizioni d’arte coloniale a livello nazionale e internazionale. Si ricordano: l’Exposition Internationale coloniale, maritime et d’art flamand (Anversa, 1930), l’Exposition Coloniale Internationale de Paris (1931), la Prima mostra Internazionale d’arte coloniale (Roma, 19311932) e la Seconda mostra Internazionale d’arte coloniale(Napoli, 1934).

La costituzione dell’Africa Orientale Italiana (A.O.I.) nel 1936 segna la svolta imperialista nella comunicazione del regime da cui Oprandi prende le distanze. Nel 1940, infatti, muoverà il proprio interesse d’artista verso l’Albania. Le opere che dipingerà in quel periodo chiudono ufficialmente l’epoca dei suoi viaggi. Nel 1941 le esporrà in una mostra ufficiale a Roma con il favore della critica e di eminenze del governo in carica.

Dagli anni Cinquanta torna nella bergamasca, e ormai settantenne, si dedica a dipingere le vedute di Bergamo e del Sebino.

Lovere celebra Oprandi con una mostra antologica, un catalogo e uno spettacolo di luci serale

Una mostra antologica su Giorgio Oprandi non poteva che svolgersi a Lovere, presso l’Accademia Tadini, cittadina che l’ha visto nascere anche come artista.

La mostra “Giorgio Oprandi. Lo sguardo del viaggiatore”  unisce al nucleo di opere risalenti agli anni Venti e Trenta prestiti importanti provenienti dall’Accademia Carrara, dal Seminario Vescovile Giovanni XXIII e l’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo, nonchè da significative presenze di prestiti privati (Galleria San Tomaso di Bergamo e altri collezionisti), per un totale di 70 opere.

Ma non solo. Se desiderate saperne di più potete acquistare il catalogo della mostra. E’ molto ben fatto e con il biglietto della mostra avete diritto ad uno sconto sul prezzo di copertina pari al costo del biglietto.

Se vi fermate a Lovere anche la sera e attendete l’imbrunire potete lasciarvi sorprendere da un’installazione di light art strepitosa (fino al 9 settembre 2018). Un’illuminazione artistico-scenografica, proiettata sulle facciate dei palazzi di Lovere, capace di trasportare in un sogno ad occhi aperti. Un’emozione che consiglio di vivere passeggiando con lo sguardo sui 10000 mq di facciate illuminate, soffermandosi ad ammirare i colori e i tratti dei quadri proiettati, in un gioco di luci e ombre emozionante. I giochi di luce li troverete fino alla data indicata sopra nello splendido anfiteatro di Piazza Tredici Martiri, in Piazza Vittorio Emanuele, sull’Accademia Tadini e sul lungo lago Lady Montagu.
E, se siete degli impallinati come me, fotografate questo tripudio di luci e colori condividete il tutto sui vostri Social.

Scoprirete attraverso le immagini che le sensazioni provate rendono questo borgo ancora una volta magico.

La Galleria Tadini nell’elenco del #quotidianoaccessibile alla sezione #museoaccessibile

Quando ho visitato la Galleria Tadini ho espressamente chiesto e verificato che non ci fossero barriere architettoniche insormontabili e che potessi segnalarlo per l’iniziativa #quotidianoaccessibile lanciato a luglio dal blog www.mammahalerotelle.com.

Così come all’Accademia Carrara (di cui ho già fatto una recensione per l’iniziativa #museoaccessibile), all’Accademia Emilio Tadini sono stati tutti estremamente disponibili e mi hanno mostrato il percorso per chi si muove con la sedia a rotelle. C’è un’ascensore per raggiungere i diversi piani della pinacoteca al quale si accede su richiesta dal cortile interno dell’Accademia. L’unica difficoltà la si può avere andando a vedere la formella di Canova nella cappella che ha un gradino all’ingresso, ma le guide e gli operatori museali sempre presenti sono a disposizione per aiutare chi ne ha bisogno.

Durante la chiacchierata mi hanno anche raccontato che su richiesta organizzano delle visite “tattili” per i non vedenti.

Nota
Le foto sono mie e sono state scattate durante la visita regolarmente pagata. Lo scontrino è archiviato su supporto digitale. Anche il libro è stato regolarmente pagato. 

La mostra e il gioco di luci saranno allestiti fino al 9 settembre 2018. Il libro sarà in vendita anche successivamente.
So che durante il periodo in cui la mostra è rimasta allestita sono state organizzate delle iniziative culturali molto carine dedicate a questo artista. 

Libro dedicato alla mostra Giorgio Oprandi. Lo sguardo del viaggiatore
GIorgio Oprandi. Lo sguardo del viaggiatore. Libro