Il panettone pere e cioccolato e quel bicchierino di Moscato di Scanzo che ti fanno subito pensare a Giacomo Quarenghi

Natale si avvicina e presto  inizierà lo scambio di dolci e regali. C’è chi ama il Pandoro e c’è chi ama il Panettone. Io non so cosa mi piaccia di più e, nel dubbio, li mangio volentieri tutti e due. L‘importante è che sia qualcosa di goloso realizzato artigianalmente con materie prime di qualità. Ma c’è una cosa che mi intriga molto di più e sono i viaggi nel gusto e nella storia. Proprio per questo oggi voglio raccontarvi di un panettone che mi ricorda Quarenghi, ma non chiedetemi perché. Anzi, chiedetemelo pure, visto che quando mi hanno regalato questa confezione di Panettone Pere e Cioccolato della Pasticceria Brembati la prima cosa che ho pensato è che avrebbe dovuto chiamarsi Panettone del Quarenghi. E sapete come me lo sono gustato? Con un bicchierino di Moscato di Scanzo, il vino delle Terre del Vescovado che Giacomo Quarenghi portò con sé in uno dei suoi viaggi in Russia.

Già pregusto la bontà di questo nuovo abbinamento:  l’incontro della fetta di panettone pere e cioccolato, seguito da un sorso di Moscato di Scanzo dell’Azienda Agricola Fejoia di Scanzorosciate. Il tutto a comporre una sinfonia di sapori che mi fa entrare nello spirito del Natale anche se mancano ancora un po’ di giorni.

C’è tutto: il dolce della tradizione, il passito rosso, l’Albero, le luci e gli gnomi…


Due ingredienti, un personaggio. Giacomo Quarenghi entra di diritto nel (mio) panettone

Panettone Brembati.jpegIl gusto fresco, dolce e leggermente acidulo della pera, unito alla golosità e al profumo del cioccolato è sempre di gran effetto. Ecco perché questo panettone secondo me è perfetto.  Mi sono sempre piaciute le citazioni storiche che entrano nella gastronomia e per questo quando mi hanno fatto assaggiare questo panettone pere e cioccolato di Marco e Luca Brembati di Villa d’Almè ho subito pensato al personaggio della cultura che ha esportato non solo Bergamo, ma anche la Valle Imagna e le Terre del Vescovado nel mondo: Giacomo Quarenghi.

Chi era Giacomo Quarenghi

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Quarenghi lo conosciamo tutti ormai: è l’architetto che ha portato il gusto neoclassico alla corte della zarina di Russia, a San Pietroburgo per la precisione. Per molto tempo fu molto più famoso all’estero che in Italia tanto che se chiedevi ad un bergamasco chi fosse Quarenghi ti rispondevano “Chi, quello della via?” Solo dopo qualcuno aggiungeva “Era un architetto”. Quasi nessuno sapeva però dire cosa avesse realizzato di tanto importante per meritare di finire nella toponomastica di molte città italiane. Ma da qualche anno, grazie alle celebrazioni del bicentenario della sua morte (1817-2017),  lo abbiamo riscoperto e finalmente  è diventato non solo una via, ma un personaggio bergamasco di cui andare tutti fieri e da raccontare.

Giacomo Quarenghi è  considerato la figura-chiave nell’ambito dei  rapporti culturali tra la città di Bergamo e la Russia tra il Sette e l’Ottocento. Questo non solo in virtù del suo evidente e fondamentale contribuito allo sviluppo architettonico delle città russe, ma anche della molteplicità dei suoi interessi culturali e della sua posizione di rilievo presso la corte dell’Imperatrice Caterina II. Ma non solo. Abbiamo, ad esempio, notizie del suo ruolo di mediatore per il rilascio dei marchesi Terzi, di patrocinatore artistico del pittore trevigliese Giovanni Dell’Era, di appassionato cultore della poesia di Torquato Tasso.

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La pera che ricorda il nasone di Quarenghi

Cubetti-di-Pera-Candita.jpgUn panettone a base di pera candita e cioccolato fondente a me ricorda proprio il Quarenghi. Si, lo so, a molti questa cosa non dirà molto, ma se pensate al nasone di Quarenghi, converrete con me che la pera un po’ lo ricorda. Guardate la foto: non ho ragione? E infatti non sarebbe la prima volta che questo ingrediente associato ad una ricetta dedicata al Quarenghi. Ricordate la Torta Quarenghi?

Un’altra curiosità sulle pere: nel Settecento, ai tempi di Quarenghi erano per antonomasia i dolci da passeggio, vendute cotte, infilzate su un bastoncino e ricoperte di caramello. Una vera prelibatezza che avrebbe apprezzato molto in un dolce a lui dedicato, torta o panettone che fosse. Si lo so, è un discorso privo di fondamento storico, ma non importa, qui siamo nel mondo del cibo e delle suggestioni: tutto è permesso. Anche immaginare che Giacomo Quarenghi avrebbe adorato un panettone pere e cioccolato (o cioccolato e pere).

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Il cioccolato fondente si sposa con il passito rosso che Quarenghi portò in Russia

A parte gli scherzi, c’è un’altra cosa che mi fa pensare che questo nome sia perfetto ed è proprio il cioccolato fondente. E il fatto che il cioccolato si sposi perfettamente con un bicchierino di Moscato di Scanzo è il secondo motivo per cui questo panettone per me, d’ora in avanti sarà sempre e solo il “Panettone del Quarenghi.

Infatti forse non tutti sanno che il celebre architetto di origine valdimagnina aveva una tenuta sulle colline di Scanzo (anzi, in realtà era di sua moglie, originaria proprio di quelle zone) nella quale si produceva l’antesignano del Moscato di Scanzo. E dopo essere tornato in Italia per sposarsi e sistemare degli affari, tornò in Russia con diverse bottiglie di Moscadello. E si dice che, oltre a consumarlo personalmente, ne offrì anche qualche bottiglie all’imperatrice di Russia.

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Panettone e Moscato di Scanzo

Be’,  a questo punto  passo nuovamente alla Pasticceria Brembati (ormai ogni scusa è buona per soddisfare la mia voglia di dolce) per farmi consigliare un vino da abbinare al panettone. Esco dalla pasticceria con una bottiglia di Moscato di Scanzo dell’Azienda Agricola Fejoia, vino della DOCG più piccola d’Italia. E’ un vino passito a bacca rossa, dal colore rosso rubino carico e brillante, il sapore è corposo, armonico e molto persistente, regala note aromatiche uniche che richiamano l’incenso, la rosa appassita, la salvia sclarea, la cannella, il miele di acacia.

Panettone pere e cioccolato e moscato di ScanzoIl gusto corposo e rotondo del vino regge sicuramente la struttura di questo dolce della tradizione delle feste. Il tannino, astringente, aiuta a bilanciare la pastosità dell’impasto del panettone. L’intensità aromatica del panettone cioccolato e pere è ben bilanciata dalla persistenza aromatica intensa del vino, che aggiunge una nota di fresca acidità, per preparare il palato alla… seconda fetta.

E ora eccomi qui a parlarne come se fossi un’intenditrice, ma la verità è che sono un’appassionata di panettone e di vino. E che sono soprattutto una golosa che ama i prodotti bergamaschi.

E quindi? Quarenghi, pere, panettone, cioccolato, Moscato di Scanzo, Quarenghi: è un cerchio che si chiude.

Panettone e Moscato Fejoia

Note

Le foto sono mie e sono state scattate dopo una delle mie visite alla Pasticceria Brembati poco prima di consumare panettone e moscato. Articolo scritto in collaborazione con Turismo e Innovazione nell’ambito di un progetto per la promozione e valorizzazione dei sapori bergamaschi. 

16 commenti

  1. Mi piace la tua spiegazione e ho riso di fronte al nasone da cui prende spunto la forma delle pere. Un panettone e vino da provare assolutamente, ciao

  2. Normalmente al Panettone preferisco il pandoro, ma quelli che proponi te hanno dei gusti talmente particolari da ingolosire anche me.

  3. No vabbè, pere e cioccolato deve essere assolutamente una delizia di panettone. Diciamo che l’abbinamento di per sè è ottimo, poi sul panettone sarà ancora meglio.
    Noi ancora non abbiamo acquistato i panettoni da consumare e regalare durante le feste, grazie della dritta.

  4. Il naso a forma di pera é davvero divertente come paragone!
    E comunque a sentir parlare di panettone cioccolato e Pere mi é venuta l’acquolina in bocca

  5. Io non amo particolarmente l’abbinamento pere e cioccolato e io adoro il pandoro! Ma ottimo il tuo articolo e potrebbe essere un’idea per portare a casa dei parenti o amici!
    Grazie per le informazioni accuratissime!

  6. Bellissima questa descrizione che fa venir voglia di gustare una fetta di questo panettone e al contempo conoscere un po’ di più questo personaggio storico.

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