Speciale Natale: regalare i libri gialli di Fabio Paravisi a chi vuole fare un tuffo nella Bergamo ottocentesca (e non solo)

Le Impronte del Male e Uno di Troppo sono i due libri gialli ambientati a Bergamo nell’Ottocento, scritti dal giornalista scrittore del Corriere della Sera, Fabio Paravisi, che non dovete proprio perdervi. Ma non  solo. Direi che avvicinandoci a Natale, sono un regalo perfetto per chi ama leggere, Bergamo e i gialli. Io li ho letti entrambi qualche giorno fa e mi sono affezionata talmente ai due protagonisti (due improbabili investigatori alle prese con misteri che nessuno ha veramente voglia di risolvere a parte loro) che non vedo l’ora di leggere il terzo.

La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è l’ambientazione che ripropone una Bergamo così com’era nell’Ottocento, con le sue vie, le case fatiscenti in Città Alta, le case di tolleranza, i palazzi nobili, la Fiera, l’Ospedale di San Marco, il Carcere di Sant’Agata, le cascine e le filande. Per non parlare dei modi di dire che capiscono solo i bergamaschi, che hanno una storia antica e che sono arrivati fino a noi, dei vizi e delle virtù che caratterizzano gli uomini e le donne di Bergamo che vi faranno sorridere . E c’è una cosa che ho letteralmente adorato: ritrovarmi nella sorpresa di chi incontra e si scontra con questo popolo e la sua cultura per la prima volta. Insomma, un tuffo nella storia, nel passato e nel presente di Bergamo. Con un pizzico di divertimento, che non guasta mai.

Le Impronte del Male e Uno di troppo di Fabio Paravisi (in breve)

Ovviamente prima di leggere un libro è bello saperne qualcosa di più. Ecco quello che si trova scritto nella seconda di copertina dei due volumi.

Le Impronte del Male (2018)

Le impronte del male.jpegUna storia vera, un omicidio commesso in una strada di campagna, una domenica di nebbia, il 7 febbraio 1859. Un delitto che sembra non interessare a nessuno se non a una strana coppia di investigatori. A dispetto di molti e spinti da una forse inconsapevole voglia di riscatto, Fainella Nino, carabiniere del sud Italia, e Pagnoncelli Defendente, guardia di Pubblica Sicurezza bergamasco al 100%, conducono fino in fondo la loro strampalata indagine. Ambientato in una Bergamo postunitaria affollata di nobili e popolani, garibaldini e prostitute, feste in maschera e fuochi d’artificio, il romanzo è tutto racchiuso in quattro giorni della settimana di Carnevale del 1869. Una caccia serrata che, tra colpi di scena e guizzi di umorismo, si legge tutto d’un fiato e si conclude solo all’ultima riga.

Uno di Troppo (2019)

uno-di-troppo

Bergamo, sempre 1869. Tornano Nino e Fendo, gli improbabili investigatori  che avevano risolto il caso di febbraio. Anche qui vengono travolti da una serie di eventi mai visti prima, tra le severe mura del Carcere di San’Agata, tra omicidi e gallerie sotterranee, suore e secondini. L’indagine si allarga tra filande, assassini e portinaie fino a risalire a una brutta vicenda rimasta sepolta per anni.

4 modi per leggere Le Impronte del Male e Uno di troppo

Quando leggo un libro, ho l’abitudine di sottolineare alcuni passaggi: i motivi possono essere diversi, ma hanno sempre un filo logico. In questo caso ho sottolineato alcune parti usando 4 colori diversi.  Ho sottolineato un sacco di cose e mi sono divertita molto. Si, lo so: sono tutta matta. Ma questo libro si può leggere in 4 modi diversi e ognuno merita di essere evidenziato perché diventa un vero e proprio itinerario.

Come si legge un libro giallo

Sia Le Impronte del Male sia Uno di Troppo sono due libri perfettamente adatti a chi ama il genere crime. Infatti rispettano entrambi le caratteristiche del genere (giallo, se lo volete dire all’italiana) e se li leggete attentamente vi farete condurre dall’autore alla scoperta del colpevole in modo davvero piacevole. Se desiderate leggere questi due libri per andare alla scoperta del colpevole, senza preoccuparvi di altro, ecco alcuni suggerimenti di cui tenere conto:  

  1. Il colpevole è presente fin dall’inizio (o dalla primissima parte del romanzo), è sotto i vostri occhi, ma Fabio Paravisi (l’autore) vi distrarrà per tutto il romanzo affinché non ve ne accorgiate. Quindi fate attenzione e leggete attentamente tutto senza saltare neanche una riga: potrebbe essere quella risolutiva.
  2. La trama è curata nei minimi particolari.  Non ci sono passi falsi nella catena logica degli eventi o nelle motivazioni che spingono i personaggi. Tutto l’intreccio è abilmente disseminato di indizi.  Cercateli.
  3. La soluzione è logicamente deducibile. Man mano che si procede nella lettura del giallo, gli indizi aumentano. Collegateli tra loro come si collegano i puntini e i sospetti diventeranno più nitidi.
  4. La soluzione non è scontata. Gli indizi portano ad almeno un paio di sospettati, ma sappiate che potrebbero essere anche di più e solo uno alla fine sarà quello giusto (ovviamente).
  5. La soluzione è assolutamente univoca. Alla fine del romanzo saprete che il colpevole, quello vero, è assicurato. Tutto sarà spiegato e avrà una logica. Non avrete nessun dubbio. E ne sarete soddisfatti, credetemi.

Come si legge un romanzo storico

Sull’angolo destro di entrambi i romanzi troverete la fascetta Crime Story Inside. Ed è così che potete leggere questo romanzo “giallo dentro la storia”. Qui infatti troverete dei riferimenti importanti alla storia d’Italia (sono entrambi ambientati nel 1869 a pochi anni dall’Unità d’Italia) e alla storia di Bergamo. Ma non solo. Troverete dei riferimenti storici che vi catapulteranno proprio in quegli anni.

Perché, si legge nella premessa de Le Impronte del Male:

Anche le pietre possono parlare. Le lapidi sparse per le città maltrattate dal tempo e ignorate dai passanti, ci ricordano dove dormì il generale, dove nacque il famoso direttore d’orchestra e dove morì il grande poeta. Oppure con poche parole possono raccontare intere storie.

Lungo via Borgo Palazzo, alla periferia orientale di Bergamo, chi guarda con attenzione può notare un piccolo cippo in arenaria di 65 centimetri per 40. regge una lapide di marmo che recita:

Monticelli Francesco fu Pietro
qui assassinato il 7-2-1869 d’anni 43
I figli

Il cippo ha resistito per un secolo e mezzo al mondo che gli è cambiato intorno, e sembra impaziente di narrare la sua storia. E forse vale la pena di chinarsi su quella pietra e sentire cos’ha da raccontare

Volete degli esempi?

Nei due romanzi troverete un sacco di riferimenti ad eventi storici realmente accaduti e vissuti dai personaggi che si alternano nelle pagine. Ad esempio incrocerete chi ha seguito Giuseppe Garibaldi nella Spedizione dei Mille ed è tornato a casa per raccontarlo. Scoprirete come vivevano veramente i piccoli spazzacamini che venivano dal Nord Europa per pulire le canne fumarie dei nobili bergamaschi, affidati a personaggi senza scrupoli dai genitori che pur di non avere altre bocche da sfamare durante l’inverno li mandavano in Italia ben sapendo che sarebbero vissuti in condizioni grame. Oppure ancora leggerete dei brani di ritagli di giornale dell’epoca citati nelle pagine. O passaggi del regolamento carcerario del ministro Minghetti citati a memoria da uno dei personaggi del romanzo. Ma ce ne sono molti altri. Che ne dite di cercarli e sottolinearli? 

Romanzo storico.jpeg

Come si legge una guida turistica scritta 150 anni fa

Questo modo di leggere è sicuramente quello che mi ha intrigato di più: leggere i due gialli di Fabio Paravisi come se fossero due guide turistiche scritte 150 anni fa.
Se siete degli amanti di Bergamo e avete seguito qualcuna delle visite guidate che vengono organizzate in città ogni settimana, ritroverete i personaggi nelle vie e nelle storie che vi vengono raccontate. Ma i luoghi non saranno solo citati, diventeranno “vivi” e acquisteranno un sapore e un colore. Tutto sarà davanti a voi.  Ogni luogo (qualcuno c’è ancora e qualcuno invece non c’è più e lo leggiamo solo nei libri d’arte) è un pezzo di storia della città che prende vita.

Guida turistica e romanzo storico

Così vedrete la costruzione di quello che oggi ospita il palazzo della Provincia in via Torquato Tasso, vedrete la statua di Giuseppe Garibaldi in Piazza Vecchia, scoprirete chi ha progettato il Carcere di Sant’Agata, incontrerete le prostitute nella zona delle case di tolleranza (quelle con tanti comignoli che si vedono dal Monastero di San Giuseppe, per intenderci), andrete a bere con le donne alla fontana del Vagine, entrerete nel Foppone della Fara pieno di spazzatura, passerete nell’Osteria dove era solito fermarsi Donizetti, finirete nella Morla, andrete a visitare le filande, costeggerete le Muraine…

Fate come me, sottolineatelo, prendetelo in mano e andate in Città Alta ripercorrendo quelle stesse strade, guardando gli stessi luoghi e leggendo le descrizioni. Sarà una visita guidata pazzesca, credetemi.

Guida turistica.jpeg

Come si legge un libro di cultura e tradizioni

C’è un altro modo di leggere questo libro che mi è piaciuto da morire: ed è quello di chi vive lo sbigottimento quando si scontra con la cultura bergamasca per la prima volta. I due protagonisti infatti sono molto diversi tra loro: uno è di Bergamo e l’altro è del Sud Italia.

Ci sono modi di dire, ad esempio, tipici dei bergamaschi che quando sono arrivata a Bergamo quasi trent’anni fa mi lasciavano di stucco e che ho ritrovato in questo testo. Come ad esempio l’usanza di alcune persone anziane di dare del Lui a qualcuno (e non del Lei) perchè è un uomo. Oppure l’abitudine di dire “in parte” al posto di “accanto”. Ma ce ne sono  mille altre, citate all’interno dei due libri di Paravisi che mi hanno fatto sorridere più di una volta. Anche questi ovviamente li ho sottolineati…

cultura-e-lingua-bergamasca-nei-libri-di-Paravisi.jpeg

Dove acquistarli

Questi libri sono entrambi nella mia libreria. Se volete acquistarli vi consiglio di andare sul sito di ellelibri, la Libreria su Bergamo e la cultura bergamasca e acquistarli direttamente on line. Vi risparmierete un sacco di tempo e potrete approfittare delle promozioni attive.

Se ti piace leggere i libri che consiglio in modi diversi, ecco un altro titolo che potrebbe interessarti: 7 modi di leggere Nostalgia del Sangue di Dario Correnti 

Note

Le foto sono mie e riprendono alcuni passaggi dei due libri a spiegazione di quanto scritto nel post.

 

7 commenti

  1. Amo i libri Gialli e scoprire sempre nuovi titoli, mi é piaciuta molto la trama di tutti e due i libri che proponi quindi penso proprio che li regalerò a me stessa.

    1. In effetti è un autore molto locale: i suoi libri sono ambientati a Bergamo e la casa editrice è bergamasca. 😉

    1. Grazie, che bello aver ricevuto questo messaggio. Non vedo l’ora di leggerlo e magari di fare una piccola intervista per raccontare ai miei lettori come nascono queste storie ambientate nella bergamo ottocentesca, e qualche segreto non ancora svelato sui due protagonisti. 😉

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.