Leggere Nostalgia del Sangue, il noir ambientato nell’Isola Bergamasca, in 7 modi diversi

Nostalgia del sangue Il noir di Dario Correnti ambientato nell'Isola Bergamasca

 

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Copertina del noir Nostalgia del Sangue

Nostalgia del sangue è un libro molto particolare che ogni bergamasco dovrebbe leggere e non solo perché è entrato nella rosa dei sei vincitori del Premio Bancarella 2018 (che già di per sé non è poco). Il romanzo di Dario Correnti è molte cose: è un noir, è un libro pieno di misteri ma è anche un affresco sul territorio bergamasco, sulle genti e sulle vicende della provincia.

Ci potete trovare dentro di tutto: il noir, il giornalismo di cronaca, la storia del crimine italiana, i luoghi dell’Isola bergamasca, i riferimenti alle indagini per il delitto di Yara Gambirasio, e l’analisi delle virtù di cui i bergamaschi vanno tanto fieri. Senza dimenticare il mistero del nome dei due autori che si celano dietro lo pseudonimo Dario Correnti.

E’ un romanzo che può essere letto un 7 modi diversi e che può accontentare davvero un pubblico vastissimo di lettori. Ecco quindi come potete leggere Nostalgia del sangue.

1. Per leggere un noir (no spoiler)

La trama di Nostalgia del sangue ricalca gli stilemi del noir classico all’italiana più moderno. Dove c’è la coppia improbabile che indaga su un crimine e arriva alla soluzione con intuito e capacità di vedere cose che tutti gli altri non vedono.

Siamo in Italia, nella Bergamasca, e più precisamente a Bottanuco, dove visse Vincenzo Verzeni, un serial killer, il primo della storia italiana. Chiamato “il Vampiro della bergamasca” e “lo Strangolatore di donne”, era stato bollato così perché aggrediva le vittime, le strangolava, beveva il loro sangue e dopo averne mutilato i corpi ne mangiava alcuni pezzettini.  Ed ecco che a distanza di un secolo il Vampiro della Bergamasca sembra essere tornato, o almeno qualcuno che lo emula e uccide le donne nello stesso modo.

Un giornalista vicino al pensionamento, Marco Besana, e una giovane stagista con poche speranze di essere assunta, Laura Piatti, si mettono sulle tracce del killer partendo dall’unico indizio che hanno: la modalità del killer di Bottanuco per uccidere le sue vittime.

Ma il serial killer di Nostalgia del sangue, che riprende pedissequamente il modus operandi di Vincenzo Verzeni, non è un giovane campagnolo come invece era il suo predecessore.  E’ invece una sottile e lucidissima mente distorta che nell’uccidere pare voglia una sua personale vendetta o redenzione. Mira al fuoco dei riflettori e, giocando al gatto e al topo con gli inquirenti, seminerà per tutto il tempo delle indagini indizi che ricondurranno al suo modello.

E questa coppia improbabile di giornalisti alla ricerca alla ricerca dello scoop della vita (e della loro personale redenzione o affermazione ) arriveranno alla risoluzione del caso unendo le loro forze e frugando nei profondi recessi del passato del paese, e vincendo la sfida lanciata dal male.

2. Per carpire i segreti del giornalismo di cronaca nera

cronaca-neraI due protagonisti sono una coppia all’apparenza strampalata: lui un giornalista di cronaca nera di lungo corso, che sta per essere spinto alla pensione anche se non ne ha nessuna voglia. Lei è una stagista entrata per imparare il mestiere di giornalista ma giudicata senza futuro e prossima ad essere lasciata a casa.

Entrambi hanno una storia familiare complicata: lui fresco di separazione con un figlio adolescente con cui scambia a malapena qualche parola, lei con una storia familiare ugualmente difficile.

I due si ritrovano insieme a lavorare al caso del mostro di Bottanuco per caso. E per caso scoprono che possono lavorare molto bene insieme: lui le trasmette tutto quello che sa sul giornalismo di cronaca e le racconta aneddoti che chi ha veramente sentito l’odore delle redazioni sa riconoscere con nostalgia. Lei è una spugna e impara tutto quello che può e che le servirà per arrivare alla risoluzione del caso.

Attraverso Nostalgia del Sangue sarà possibile scoprire come si conduce un’indagine giornalistica di “nera”, tra informatori, interviste, contatti, tribunali, caserme dei carabinieri o di polizia, bar e ristoranti. E tanti chilometri in macchina per incontrare gente, ascoltare e mettere insieme gli indizi. E freddo, tanto freddo.

3. Per conoscere la storia del primo serial killer italiano

La trama di questo romanzo si intreccia dunque ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1800 e che racconta la storia del primo serial killer italiano: Verzeni, un biondino ventitreenne dall’aria innocua, sviscerato minuziosamente da Cesare Lombroso che, in caccia di “avi cretinosi”, voleva dargli una qualsivoglia giustificazione secondo le sue assurde teorie che hanno dominato la italica scienza forense di fine Ottocento.

Verzeni.jpgVincenzo Verzeni (Bottanuco 1849 –  Bottanuco 1918) ha il primato di essere il primo serial killer analizzato approfonditamente e scientificamente dal punto di vista psicologico. Fu proprio a partire dal suo caso che Cesare Lombroso elaborò la teoria del criminale nato.

I macabri rituali che inscenava durante i suoi omicidi fecero guadagnare a Vincenzo Verzeni due soprannomi con i quali e è passato alla storia dei serial killer italiani: il vampiro di Bergamo e lo strangolatore di donne.

Fu quello che si definisce anche oggi un serial killer stanziale, poichè tendeva agguati nei boschi attorno a Bottanuco (al tempo una zona decisamente rurale nei dintorni di Bergamo).

Divenne un vero e proprio mostro delle storie folcloristiche. Nonostante i racconti dei concittadini che si tramandarono negli anni e che lo dipingevano come un killer seriale che non lasciava scampo, le vittime della sua passione omicida furono due, mentre i tentativi di aggressione furono molti di più.

A 100 anni di distanza dalla sua morte lo ritroviamo nelle pagine di questo noir puntellato anche di citazioni di cronaca nera contemporanea e di casi irrisolti.

4. Per ripercorrere i luoghi dell’Isola Bergamasca

Isola-bergamasca-map.jpgLa vicenda di Nostalgia del sangue si svolge quasi tutta nell’Isola Bergamasca. Il primo paese che incontriamo è Bottanuco.
Seguiranno Bonate Sotto, Madone, Crespi, Capriate, Mapello…

L’Isola Bergamasca viene descritta come la tipica provincia del nord Italia, dove pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness. I due protagonisti incontrano gli abitanti di queste zone nelle loro villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con soprammobili in cristallo. Dove l’autostrada (la A4, per intenderci) che collega Milano a Bergamo è costeggiata da capannoni industriali, a volte attivi a volte semplicemente ridotti alla stregua di fantasmi. Dove la nebbia, il freddo, la neve non lasciano scampo e costringono gli abitanti a chiudersi in casa e a rintanarsi “nel sottosuolo”.

5. Per riconsiderare le virtù bergamasche

giustiziaQuesto libro può essere anche uno spunto di riflessione sulle virtù bergamasche tanto declamate. Ecco, preparatevi, perché pare che a declamarle siano solo i bergamaschi mentre quelli che vengono da fuori in realtà la pensano proprio diversamente.
“Grandi lavoratori” e “che si fanno gli affari loro”, diventano “drogati di lavoro” e “omertosi”. Ma non solo.

La “dedizione alla famiglia” in realtà cela un risvolto della medaglia fatta di tradimenti e doppie vite che crolla come un castello di carte ogni volta che qualcuno guarda un po’ più da vicino.

La descrizione dei bergamaschi e della “bergamaschità” che leggerete tra le righe di Nostalgia del sangue è  impietosa e può essere a tratti respingente. Riservatezza” è il nome che si attribuisce a un’omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia. Il bergamasco che non parla, che si rintana in casa, che non va nei ristoranti ma preferisce ritrovarsi coi suoi simili mangiando la pizza nei cartoni, nella tavernetta di casa.

Ma l’Isola Bergamasca è un pretesto per raccontare vizi e virtù della provincia italiana, qualunque essa sia.

6. Per scovare tutte le citazioni legate alla vicenda di Yara Gambirasio

Se avete letto i giornali e visto tutti i programmi di approfondimento che parlavano di Yara Gambirasio, la ragazzina uccisa e ritrovato in un campo nell’Isola Bergamasca, non stenterete a riconoscere tutti i riferimenti a quel delitto contenuti nel libro.

Io ne ho ritrovati un sacco: dal luogo dove è stato ritrovato il cadavere della sfortunata ragazzina, un campo di Bottanuco, al cantiere di Mapello oggi diventato centro commerciale, al comportamento degli abitanti di Brembate i giorni della scomparsa di Yara, alle ipotesi avanzate dagli avvocati della difesa del colpevole che lamentavano non si fosse indagato abbastanza tra gli omicidi irrisolti avvenuti nella zona e non si fossero trovati dei collegamenti.

Non voglio dirvi altro: se quel caso vi ha appassionato, troverete certamente pane per i vostri denti. Dalle descrizioni dei luoghi alle ipotesi più strampalate che sono state fatta durante le indagini dai media e dai personaggi da bar dei nostri paesi. E forse (spero) qualche nuovo spunto di riflessione.

7. Per cercare di scoprire chi c’è dietro lo pseudonimo Dario Correnti

Nostalgia del Sangue è un noir pieno di misteri, non solo nella trama del libro, ma anche nell’autore. Infatti sotto lo pseudonimo Dario Correnti si celano due autori che hanno scritto insieme il romanzo.

Si è detto molto su di loro senza arrivare ad un soluzione: quello che si intuisce è che almeno uno dei due conosce molto bene l’Isola Bergamasca, uno dei due conosce bene la vita dei giornalisti di cronaca nera, uno dei due conosce bene la vicenda di Yara Gambirasio, uno dei due è un vero scrittore di noir, uno dei due ha nozioni di psicologia del crimine, uno dei due conosce bene la storia di Lombroso e dei serial killer…

Si dice che siano un giornalista e un criminologo, o due scrittori di noir, o un criminologo e uno scrittore di gialli, una coppia sposata che scrive libri e che si diletta negli archivi. Possono essere tutti e nessuno. Ma in una intervista rilasciata via email hanno detto di essere molto amici e di amare gli stessi ristoranti.

Insomma, se avete degli indizi, usateli per cercare non il colpevole, ma lo scrittore. Anzi, gli scrittori.

 

Note
Il libro l’ho acquistato e letto questa estate. Ci ho messo un po’ a scrivere questo post perché mi sono riletta il libro un paio di volte sottolineandolo in alcuni punti. 
Il libro costa 19 euro (prezzo di copertina ma lo trovate già con diverse percentuali di sconto) ed è nella mia libreria personale, con scontrino archiviato su supporto cartaceo. 

Le foto e le immagini sono pescate dal web.