Alla scoperta dell’Antica Via Porticata di Averara, in Alta Val Brembana. Un tuffo nella storia della valle.

Averara è un piccolo comune della Val Brembana, in provincia di Bergamo, che vanta un passato ricco di storia, evidente dai numerosi edifici storici presenti. L’ho visitato ieri e mi ha davvero lasciato delle belle sensazioni: “Good vibes” direbbero i giovani. L’antica Via Porticata di Averara (o Strada Porticata) e la parrocchiale di San Giacomo con i loro affreschi e la misteriosa costruzione ottagonale con i macabri dipinti, il tutto immerso nella natura rigogliosa dell’Alta Val Brembana, dovrebbero essere una tappa obbligata se si vuole vivere e conoscere davvero la storia di questa valle.

Averara era un antico centro commerciale nelle vicinanze della Via Mercatorum, che per secoli collegò il territorio bergamasco con la Valtellina e con i Grigioni e quindi con l’oltralpe. Le due torri di vedetta, erano a difesa di possibili intrusioni non gradite vista la vicinanza ai confini. La stessa Casa Bottagisi, costruzione imponente in località Redivo, a lungo ritenuta un’antica dogana è certamente un edificio notevole che dovete assolutamente vedere e fotografare.

L’importanza storica di Averara

Il paese di Averara è attraversato da un ramo del fiume Brembo, ed è sicuramente una delle località più importanti della Valle Brembana dal punto di vista storico. Il borgo è sempre stato un importante luogo di sosta e crocevia di antiche strade di collegamento come la Via Mercatorum e la Via del Ferro.

Averara era la capitale di tutta la valle omonima perché era l’ultimo paese lungo l’itinerario di questa strada medievale, che risaliva la Val Mora verso il Passo di Verrobbio e di Albarino, chiamato poi di San Marco. Tale percorso era quello che consentiva il collegamento al Passo prima che la Via Priula tracciasse, da Mezzoldo, un accesso più comodo.

Averara

Cosa vedere ad Averara

Potrei consigliarvi un percorso storico ad anello (e lo farò dopo) ma sono certa che la prima cosa che vorrete fare una volta arrivati ad Averara (in località Fontana) sarà andare sotto i portici dell’Antica Via Porticata. E avete ragione perché questa è una delle cose imperdibili che dovete assolutamente fare e vedere.

La Strada Porticata di Averara ha origini antiche: nella conformazione attuale potrebbe essere stata realizzata tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento. Anche gli edifici che la attorniano sono notevoli e documentano preesistenze spesso medievali. Ancora oggi troviamo lungo la via porticata gli stemmi delle maggiori imprese gentilizie e commerciali preesistenti all’avvento della dominazione veneta, quando la Valle di Averara era autonoma e governata da propri Statuti.

Via Porticata di Averara tutta da scoprire

Poco sopra la via porticata troviamo due solide torri, a presidio degli opposti versanti del fiume. In questi avamposti di confine le precauzioni non erano mai troppe, e questo è documentato anche nel portico della Chiesa Parrocchiale di San Giacomo Maggiore dove è dipinta la Torre della Sapienza, che testimoniava i rapporti di fiducia e di correttezza che erano alla base dei principi che reggevano la comunità civile e religiosa. Oltre ad ammirare agli affreschi che ornano la facciata della parrocchiale e il portico, vi consiglio di andare a visitare l’interno dove è conservato un organo Serassi. Accanto, un singolare edificio ottagonale, normalmente riservato ai battisteri, mostra iconografie macabre, indicando che si dovrebbe trattare di una sepoltura collettiva.

La Parrocchiale vista dalla Via Porticata

Casa Bottagisi è uno degli edifici più singolari o e più fotografati dell’Alto Brembo per la geometrica simmetria delle scale che impreziosiscono l’architettura della facciata. Si trova nella contrada di Redivo, ed è un antico palazzo originariamente utilizzato come residenza signorile al servizio di un ricco mercante locale, e poi diventato edificio rurale. Il cinquecentesco impianto sfoggia una splendida facciata composta da due avancorpi laterali fra i quasi si issano su tre piani due belle scale in legno sotto forma di loggiato che catturano subito l’attenzione.

Casa Bottagisi ad Averara


L’Antica Via Porticata

La Via Porticata è la conferma dell’importanza di questa terra di confine. Si trova proprio all’imbocco del paese e si identifica nel borgo storico per la lunghezza degli edifici che la costituiscono, tutti a tre piani che si innalzano da un alto basamento con le dieci ampie arcate dei portici. Questi sono rimasti in perfetto stato conservativo, con le grandi travature lignee e con la pavimentazione acciottolata, con le due corsie in pietra per il passaggio dei carri.

Antica strada porticata di Averara

Gli affreschi dell’Antica Via Porticata

La Via Porticata di Averara è affrescata con immagini sacre, come quella di San Antonio protettore degli animali, e con gli stemmi delle maggiori imprese gentilizie e commerciali preesistenti all’avvento della Repubblica Veneta. Nella parte centrale dei portici troviamo anche un’edicola votiva, con la raffigurazione della Pietà, che dovrebbe essere settecentesca, come le decorazioni del prospetto principale riferite all’ultimo intervento sull’immobile.

Affreschi a soggetto religioso sotto la Via Porticata di Averara j

Gli affreschi sono stati realizzati a cavallo fra il XV e il XVI secolo attraverso i quali è possibile percorrere la storia del paese. Le prime immagini, ad oggi quasi scomparse, vennero dipinti nel Quattrocento e rappresentano soggetti votivi come la Madonna con il Bambino e i Santi Gottardo, Sebastiano e Rocco, oltre che alcuni disegni ornamentali posti all’esterno. La seconda fase sarebbe invece datata al 1565 quando probabilmente Giovan Battista Guarinoni operò nella località che in precedenza aveva dato i natali ai propri antenati.

La via porticata e gli stemmi delle antiche famiglie del luogo

L’artista orobico si occupò di raffigurare stemmi di alcune famiglie della zona come i Bottagisi, simboleggiati da una botte; i Mazzoleni, rappresentati da una mano che impugna una mazza ferrata; oppure i Baschenis, effigiati con due bastoni incrociati; senza dimenticare il casato di provenienza.

Stemmi familiari affrescati sotto la Via Porticata di Averara

Lungo la facciata si estende invece l’ultima fascia affrescata, eseguita nel 1700 e in grado di racchiudere finestre e porte-finestre, oltre a presentare due busti in finto marmo, forse riferibili ai proprietari degli edifici.

Affreschi settecenteschi sulla facciata principale della via porticata di Averara

Averara e le sue contrade: itinerario tra natura e arte 

L’itinerario, consigliato tutto l’anno, parte dalla chiesa parrocchiale di San Giacomo. Si può lasciare l’auto al parcheggio vicino al Municipio.

Ponte Averara

Prima di mettersi in cammino è consigliata una visita alla chiesa parrocchiale che presenta un portico ricco di affreschi quattro-cinquecenteschi tra i quali spicca la Torre della Sapienza.

Prima parte camminata j

Dal sagrato si imbocca via Lungo Valmora e in poco tempo si raggiunge il ponte sul Torrente Acqua Nera, per poi proseguire fino a una larga mulattiera lungo cui si sale fino a Piazzola. Si procede verso i resti della Torre della Fontana, posti in una bella posizione panoramica, per poi salire lungo la mulattiera.

Si attraversa un bosco e si imbocca il sentiero in direzione Val Tomasa. Lungo il percorso non passano inosservati i numerosi castagni, i cui frutti in passato erano un prezioso alimento per le popolazioni rurali montane.

Seconda Parte Passeggiata

Lasciata la mulattiera, si tiene la destra fino a raggiungere le contrade Sommavalle e Bastianelli. Il percorso continua in piano e porta al piccolo centro di Lavaggio fino alla chiesetta di San Rocco. Qui si imbocca il sentiero che scende in Valle Grassa, lungo la mulattiera che unisce le contrade Romolo e Valle. Giunti sul ponticello si riprende a salire tra prati e boschi fino a sbucare tra le case di Valle.

Si giunge all’antica contrada di Redivo dove sorge Casa Bottagisi.  Non lontana si trova la chiesa di San Pantaleone, una piccola chiesetta dalla foggia abbastanza ordinaria se non fosse per il campanile in pietra del ‘400 caratterizzato dalle bifore  che dà respiro alla cella campanaria.

Contrada di Redivo Averara

Si prosegue lungo via Val Tomasa fino a raggiungere il cuore della contrada Fontana, l’Antica Via Porticata. Il lungo tracciato coperto regala un’atmosfera molto suggestiva. Al termine della galleria ci si trova nuovamente presso il ponte sul Torrente Acqua Nera e si prosegue fino alla chiesa di San Giacomo Maggiore.

Come raggiungere Averara

Arrivare ad Averara è molto semplice. In auto basta percorrere la statale 470 della Val Brembana fino al bivio di Lenna. Poi svoltare a sinistra e imboccare la Strada Provinciale 1 in direzione Passo San Marco. All’altezza del km 42 prendere la Strada provinciale 8 e raggiungere Averara.

La stazione ferroviaria più vicina è Bergamo e si può prendere l’autobus con collegamento diretto al paese. L’aeroporto di riferimento è il Caravaggio Orio al Serio di Bergamo.

Una curiosità

Ad Averara si trova la Casa Cantoniera nei pressi del passo San Marco, a 2000 metri. Se volete saperne di più leggete questo post.
Alla Ca’ San Marco, sulle stracce dell’antica via Priula

 

Note: Le foto sono in parte mie e in parte recuperate in Rete. 

14 commenti

    1. Si, in effetti è proprio così. La natura e la storia sono delle risorse importantissime per questa valle, a differenza della Val Seriana che invece è riuscita a sviluppare moltissimo l’industria (tessile).

    1. Era una pratica molto frequente durante il medioevo perchè affermava il potere e la ricchezza delle famiglie più importanti del paese.

  1. Non avevo mai sentito parlare di questo borgo ma il suo passaggio porticato è incantevole. La vista scenografica mentre si passeggia sotto un portico è qualcosa che per ora non ho mai visto da altre parti. Ma come fai a trovare tutte queste chicche?

    1. Ho degli ottimi suggeritori di luoghi imperdibili 😉
      A parte gli scherzi, questo è uno dei luoghi iconici della Valle ed era un po’ che desideravo andarci.

  2. Il porticato è molto suggestivo, ne ho visti diversi l’ì al nord, i locali dicevano che potevano attraversare il paese senza bagnarsi. Un borgo mantenuto molto bene da visitare

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