Da Bergamo alla Val Seriana con il film Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino

Ci sono film che guardi con curiosità, per la storia o il valore di chi l’ha realizzato. Ci sono film che guardi per il fatto che sono stati candidati a quattro Oscar e che ne hanno vinto uno. Ci sono film che guardi perché sai che alcune scene sono state girate a Bergamo e hai voglia di scoprire che effetto fa rivedere la città e la provincia nelle scene finali. Ci sono film che guardi perché sei curiosa di  vedere come è stato affrontato un argomento che pochi hanno avuto il coraggio di portare sul grande schermo. Ci sono film che guardi con tutte queste curiosità e che ti entrano semplicemente nel cuore e che alla fine vorresti rivedere mille e mille volte. Come Chiamami col tuo nome, il film di Luca Guadagnino.

L’ho visto ieri sera, da sola, a casa su Sky Cinema. Sapevo che alcune scene erano state girate a Bergamo e ho pensato che sarebbe stato carino scrivere un pezzo proprio su quelle. Ma ho sottovalutato la cosa. Il film è semplicemente stupendo e struggente e meriterebbe un commento più professionale del mio. Ma tant’è. Farò del mio meglio per spiegarvi perché tra le 101 cose da fare a Bergamo e provincia almeno una volta nella vita c’è anche ripercorrere i luoghi del film di Guadagnino.

La trama del film (attenzione forse è un po’ Spoiler)

Tratto dal romanzo di André Aciman, Chiamami col tuo nome è una struggente storia d’amore e di amicizia. La vicenda è ambientata nella bassa padana durante la calda estate del 1983.

Elio PerlmanElio Perlman è un diciassettenne italoamericano che nonostante la sua giovane età è un musicista colto e sensibile, maturo e preparato. Figlio di un importante professore universitario, ama leggere, trascrivere e suonare musica classica e uscire con gli amici. E’ tuttavia un adolescente ancora impacciato che comincia ad affacciarsi all’amore come tutti i suoi coetanei.

Oliver personaggio di Chiamami col tuo nomeCome ogni anno la famiglia Perlman ospita nella villa del XVII secolo in cui trascorrono l’estate uno studente straniero impegnato nella stesura della tesi di post dottorato.  E’ così che Elio conosce il giovane Oliver, allievo del padre, un ventiquattrenne americano bello e affascinante.   I suoi modi colpiscono subito Elio che però non capisce cosa sta provando e comincia ad interrogarsi e ad interagire con Oliver.

Elio e Oliver si dichiaranoDopo un’altalena di schermaglie e incomprensioni reciproche, i due si rivelano l’uno all’altro e si lasciano trasportare dalla passione. Così, tra lunghe passeggiate, nuotate e discussioni nasce a poco a poco un desiderio travolgente, che vede il suo culmine nei tre giorni trascorsi assieme a Bergamo prima del ritorno di Oliver in America. Il 1983 diventerà quindi l’estate che cambierà per sempre le loro vite.

Le scene di Chiamami col tuo nome che si svolgono a Bergamo

Il film si svolge quasi tutto nel cremasco, nella villa di famiglia del giovane protagonista. Bergamo arriva solo nel finale, quando ormai l’amore tra i due giovani è sbocciato e i due stanno per essere separati dall’Oceano.

Il loro rapporto sta diventando sempre più profondo e intenso. Mancano pochi giorni alla partenza e Oliver deve andare all’Università di Bergamo a fare delle commissioni. Così Elio, con il consenso dei genitori, lo accompagna e ne approfittano per girare Città Alta e andare alle Cascate del Serio. Sono tre giorni intensi, fatti di risate, giochi, baci e abbracci intensi. Ma anche di dolore per l’imminente separazione.

Cascate del Serio - Oliver e ElioIl primo giorno li troviamo sul sentiero che porta alle Cascate del Serio, in Valbondione. E’ una bellissima giornata e i due giovani sono innamorati e felici.  E’ uno dei momenti più suggestivi del film: i due protagonisti cor­ro­no su un pen­dio al­la ba­se di una ca­sca­ta ur­lan­do, mentre in sottofondo si sente Mi­ste­ry

Piazza Rosate - Chiamami col tuo nomeLa sera sono a Bergamo e camminano in Città Alta. Si ritrovano in Piazza Rosate, nel parcheggio del Liceo Sarpi. Lì ci sono dei ragazzi che ascoltano l’autoradio della macchina e ballano sulle note di una canzone di Richard Butler. E Oliver si ferma per ballare tra  leoni stilofori bianchi della Basilica di Santa Maria Maggiore. Elio ha bevuto troppo e si sente male. Ma i due finiscono abbracciati vicino alla scalinata dell’Ateneo di Arti e Lettere e si baciano appassionatamente.

Elio e Oliver si salutano alla StazioneIl giorno dopo alla stazione di Clusone Oliver saluta Elio e prende il treno per andare all’aeroporto di Linate e tornare negli Stati Uniti. Elio chiama la madre in lacrime e si fa venire a prendere per tornare a casa.

3 curiosità sulle scene che si svolgono a Bergamo e in Val Seriana

La prima curiosità è che la presenza di Bergamo nel film lo dobbiamo a Luca Guadagnino che ha scelto questa città indipendentemente dal libro. Nel libro, infatti, questi ultimi tre giorni d’amore tra  Elio e Oliver sono ambientati a Roma. Ma non è l’unico cambio di ambientazione, infatti nel libro la vicenda si svolgerebbe in Liguria, mentre nel film il regista ha scelto delle zone a lui note, la Bassa Cremasca.

La seconda è riferita alla scena della cascata, girata alle Cascate del Serio, in Valbondione. Le cascate del Serio, che vengono aperte solo 3 o 4 volte l’anno in particolari occasioni, è stata aperta proprio per girare la scena del film. Per motivi di sicurezza sono rimaste aperte solo mezz’ora.

Cascate del Serio - Chiamami col tuo nome

Durante la conferenza stampa Luca Guadagnino ha raccontato che girarla non è stato affatto facile: «Ave­va­mo vi­sto le immagini del­la ca­sca­ta e ci era­no pia­ciu­te mol­to. Ma sapevamo anche che non  avremmo potuto gi­ra­re la sce­na nei gior­ni delle aperture, con tutti i turisti sul prato e nei sentieri.  Per questo abbiamo cercato di ottenere un’apertura straordinaria per girare le nostre scene. La richiesta e i permessi sono stati la parte più complessa, ma grazie all’aiuto del Comune di ­Val­bon­dio­ne siamo riusciti ad ottenere dall’ENEL di poter filmare dal vivo la cascata, che però per motivi di sicurezza è rimasta aperta solo mezz’ora».

Anche l’ultima scena sul suolo bergamasco offre una curiosità. Infatti mentre la sera prima i due protagonisti erano in Città Alta (vediamo Oliver ballare tra i leoni stilofori di Santa Maria Maggiore), la mattina seguente li rivediamo in stazione, dove i due si salutano in modo struggente. Ma dopo i saluti, Elio chiama la madre chiedendole di venirlo a prendere alla stazione ferroviaria di Clusone, ed è un’incongruenza logica visto che a Bergamo esisterebbe una stazione che invece a Clusone non esiste più da tempo. Infatti all’epoca in cui è ambientato il film, ossia il 1983, la Ferrovia della Val Seriana non era più in funzione da ben 16 anni: aveva smesso di funzionare nel 1967, sostituita nel 2009 dalla Linea tranviaria che da Bergamo porta ad Albino.

Ma nonostante questo la ricostruzione storica del percorso è corretta e durante l’ultimo abbraccio tra Elio e Oliver sentiamo in sottofondo l’altoparlante che elenca tutte le fermate del treno.

Volete l’elenco delle stazioni? Clusone, Ponte Selva, Ponte Nossa, Vertova, Cazzaniga, Cene, Albino, Nembro, Alzano Lombardo, Ranica Torre Boldone, Redona, Borgo Santa Caterina, San Fermo, Borgo Palazzo e, infine, Bergamo.

Perché Chiamami col tuo nome mi è piaciuto

Il film ha ottenuto quattro nomination: miglior film, canzone originale (Sufjan Stevens-Mistery of love), migliore sceneggiatura non originale e Timothée Chalame migliore attore. Alla fine è arrivato un Oscar, proprio per la miglior sceneggiatura non originale.

Mentre Ivory  ritirava l’Oscar ha detto qualcosa che spiega perché questo film mi ha rapito il cuore e perché tutti si possono riconoscere in questo film: “Che siamo omo o eterosessuali tutti siamo passati attraverso l’esperienza del primo amore”.
Non importa che sia l’amore di due ragazzi, di due ragazze o di un ragazzo e una ragazza, questo film racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso l’euforia e il dolore del primo amore.
Ecco perché, mentre guardavo questo film mi sono emozionata.

Elio e Oliver si appoggiano l'uno all'altroChiamami col tuo nome sottolinea come le fragilità, che spesso tendiamo a nascondere per paura e pudore, possano diventare proprio quello che in realtà di speciale ha visto in noi. E ciò, quando accade, è raro e prezioso .

Chiamami col tuo nome è la chiave di volta che ci racconta un amore unico e totale. Chiamandosi l’uno col nome dell’altro, Elio e Oliver divengono un’unica identità, interscambiabili perché custodi dei più profondi segreti dell’altro, coinvolti in un sentimento che non ha limiti e confini ma chiede solo di essere vissuto fino in fondo, rimandando a domani i conti con le conseguenze.

L’urgenza della passione è la molla che metterà da parte ogni incertezza, spingendo i due ragazzi a vivere con coraggio quella che sanno essere una storia destinata a finire con lo scadere dei giorni di Oliver in Italia, ma non per questo meno meritevole di essere vissuta.

Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio. Perché amarsi significa fondersi. Nulla più di queste semplici parole dette in un momento di grande intimità tra due anime. Nulla più di un amore profondo e totale.

Le frasi del film da ricordare

– Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio… Oliver, Elio… Elio, Oliver…

– Cosa si fa qui?
– Leggo libri, trascrivo musica, faccio il bagno al fiume, esco la sera…

– Tu sembri sapere tutto
– Sapessi quanto poco so delle cose importanti….

– Di queste cose non dobbiamo parlare.
– Forse non dovevo dirti niente. Allora parliamo per finta?

– Sei contento che sono venuto qui?
– Ti bacerei, se potessi.

– Mi piace tutto questo!
– Intendi noi?
– Anche. Non è male, non è male…

-Abbiamo fatto rumore?
– Non credo
– Qualcuno è sempre in cerca d”indizi!
– Non ne troverà.

– Sai, quando meno te lo aspetti la natura trova modi ingegnosi per scovare il nostro punto debole…
– Per non soffrire soffochiamo così tanto di noi che a trent’anni siamo in bancarotta ed ogni volta che ricominciamo abbiamo sempre meno da offrire.
– Io non ho mai avuto ciò che avete avuto voi. Ci sono andato molto vicino ma c’era sempre qualcosa che mi bloccava.

–  Penso che tu piaccia a lui più di quanto lui piaccia a te.

– I miei sanno tutto di noi.
– Lo so. Tuo padre mi ha fatto sentire come un genero. Sei fortunato. Mio padre mi avrebbe mandato in un centro di recupero.

Note
Le foto le ho screenshottate da Youtube e le ho trovate in rete.