Dall’arte alla pasticceria bergamasca: 5 curiosità sui baci di Bergamo (che amo di più)

A pochi giorni dalla Giornata Internazionale del Bacio (6 luglio), ecco 5 curiosità sui baci che si trovano nella bergamasca che possono diventare un itinerario del tutto inedito per chi ha voglia di mettersi alla prova e cercare. Tra la città e la provincia, da Piazza Mascheroni al quartiere Santa Lucia, dalla GAMeC all’Humanitas Gavazzeni, da Bergamo a Lovere sul Lago d’Iseo, 5 baci famosi, selezionati a mio insindacabile giudizio (per fortuna il blog è il mio e posso scegliere) che possiamo ammirare, assaggiare, o anche solo sognare. O illuminare, come nel caso di Lovere e dell’iniziativa Borgo della Luce giunto alla quinta edizione. 

Non c’è niente di più romantico di… un bacio

Il bacio è espressione di sentimenti di differente natura che contemplano non solo l’amore, ma anche l’affetto materno e filiale, la tenerezza, la simpatia, la gratitudine, la compassione, la gioia, il dolore e perfino il tradimento.  Gli artisti di ogni epoca e di ogni arte lo sanno bene e l’hanno rappresentato in molti modi, dalla pittura alla pasticceria.

Un atto di bellezza, elegante e passionale, come in tutti i baci che abbiamo avuto la fortuna di vedere nelle opere d’arte degli artisti. Molti di loro hanno raccontato questo gesto, ognuno a suo modo, ognuno con una diversa storia celata dietro splendide pennellate o scolpite nel marmo.

Ricordate Il Bacio di Klimt, quello di Amore e Psiche del Canova, il Bacio di Hayez, Gli amanti di Magritte, o il Bacio di Picasso? E sono solo alcuni dei baci più belli…
Ecco, i primi tre li ritroviamo sulle facciate dei palazzi di Lovere per la quinta edizione di Borgo di Luce. Per tutta l’estate illumineranno i palazzi delle piazze più belle dello splendido borgo affacciato sul lago d’Iseo.

Amore e psiche a Lovere

Insomma, baci baci, ce n’è per tutti i gusti.

Cinque baci bergamaschi da conoscere

Anche Bergamo ha la sua carrellata di baci celebri e baci curiosi. Ne ho scelti 5, quelli che preferisco, per raccontarveli come sempre alla mia maniera e per invitarvi ad andare a vederli o provarli di persona.

Eccoli, dunque, partendo da Città Alta, scendendo verso Città Bassa, passando dal quartiere di Santa Lucia e allontanandosi fino a Lovere. 

1 Bacio non bacio – Coppia Amorosa, di Giovanni Cariani, in piazza Mascheroni a Bergamo Alta

Bacio non bacio di Piazza Mascheroni.jpg

Qualcuno di voi l’ha sicuramente riconosciuto. Per scovarlo basta andare in Città Alta, in Piazza Mascheroni, alzare lo sguardo sulla facciata del palazzo settecentesco ex-Roncalli-Benaglio (dando le spalle alla Cittadella, è sulla destra nell’angolo). Nella deliziosa lunetta “Coppia amorosa” affrescata nel 1521 dal noto artista bergamasco Giovanni Cariani possiamo scorgere due corpi che si avvicinano per un bacio appassionato.

Fin qui tutto molto romantico, ma quando si studiano le immagini e i luoghi si finisce per scoprire che spesso le cose non sono come sembrano. E così, in tempi recenti, si è scoperto che questa lunetta affrescata, da sempre descritta e citata come “Coppia amorosa”, in realtà raffigura due mercanti fra sacchi di granaglie impegnati a contrattare il prezzo del grano. Siamo infatti in quella che all’inizio del Cinquecento era la “loza” mercantile con magazzino delle granaglie, che si affacciava sul polo commerciale di Piazza Mascheroni.

Spero che questo non vi abbia demolito un mito, ma se vogliamo continuare a vederci degli amanti che stanno per baciarsi, why not?

 

2. Bacio inevitabile – Grandi Amanti, di Giacomo Manzù nel cortile della GAMeC a Bergamo Bassa

grandi-amanti-gamec.jpg

Si abbracciano e stanno sicuramente per baciarsi invece i Grandi amanti di Giacomo Manzù, la grande scultura che si trova nel cortile della GAMeC, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Lo scultore bergamasco ci ha raccontato con ques’opera le sfumature dell’amore:  due figure – lei vestita, lui nudo – che diventano una cosa sola, “in movimento – scrive Manzù – fino a formare un tutto unico”.

Realizzata nei primi anni Settanta ha una potenza erotica molto forte. Le bocche dei due amanti non si stanno ancora toccando, ma vengono fermate appena un attimo prima del bacio, quando i due respiri sono così vicini che non ci si può aspettare altro. Un bacio davvero inevitabile!

 

3. Bacio riprodotto – Paolo e Francesca di Giuseppe Luigi Poli, Humanitas Bergamo (fino a dicembre 2019)

Paolo e Francesca_humanitas.jpg

Il bacio che vedete nella foto è la riproduzione di un particolare del quadro Paolo e Francesca di Giuseppe Luigi Poli che viene dalla collezione dell’Accademia Carrara. L’originale si trova nel caveau dell’Accademia Carrara, mentre la copia la potete ammirare alla clinica Humanitas di Bergamo per l’iniziativa La Carrara in Humanitas – La cura e la bellezza.

Raffigura un bacio di Paolo a Francesca, gli amanti per antonomasia che ritroviamo spesso nella pittura romantica. Giuseppe Luigi Poli, artista attivo a Bergamo nella prima metà dell’Ottocento, interpreta l’attimo fuggevole di un bacio rubato. Figlio di un medico di Alzano Maggiore, a 19 anni Giuseppe Poli si reca a Roma per perfezionare la sua educazione artistica. Sono gli anni del neoclassicismo e poi della prima invasione francese (1798), che provoca un vero e proprio esodo di artisti e il ritorno dello stesso Poli a Bergamo.

Il dipinto, rimase invenduto nello studio del pittore fino alla sua morte, e venne donato all’Accademia Carrara nel 1877 dalla nipote Maria Teresa Milipi Poli, insieme a opere pittoriche, grafiche e libri d’arte raccolti dallo zio.

 

4. Bacio iconico – Il Bacio di Francesco Hayez (1861), collezione privata nel quartiere Santa Lucia di Bergamo

Forse non tutti sanno che una delle tre copie del Bacio di Hayez (quella del 1861) si trova a Bergamo, in una collezione privata. Appartiene ad un collezionista e mercante d’arte che ha la fortuna di poterlo ammirare ogni giorno nella sua residenza bergamasca situata nel quartiere Santa Lucia.

Da sempre mi piace dire che “Non puoi dire di avere davvero baciato qualcuno finché non ti ritrovi a pensare che sei dentro il Bacio di Hayez“.  Tutti gli ideali del Romanticismo sono affidati a questi due amanti, travolti dalla passione amorosa, mentre si salutano forse per l’ultima volta. L’uomo, che bacia e accarezza dolcemente il viso della sua amata, si trova nella posizione di chi sta per andarsene o di chi sta scappando. Probabilmente lo attende una battaglia. La donna non lo trattiene e sembra avere estrema fiducia in ciò che attende il suo uomo.

Il Bacio di Hayez è una metafora che permise all’artista di non essere accusato cospirare contro l’autorità dell’Impero Asburgico e di dare voce agli ideali di coloro che lottavano per l’Unità d’Italia. Questo è il bacio che rappresentare l’alleanza franco-italiana contro l’Impero Asburgico, che spera di vincere ma che è anche consapevole che solo con l’abilità e la discrezione sarà possibile raggiungere lo scopo di raggiungere l’Unità d’Italia. 

Le tre versioni del bacio di Hayez 

Molti come me avranno avuto l’occasione di ammirarlo a Milano durante la mostra dedicata ad Hayez in cui si riunivano eccezionalmente le tre versioni del celebre Bacio. Se non ve le ricordate o non avete visitato la mostra nel 2015, eccole, una accanto all’altra.

3 versioni baci di Hayez.jpg

La prima versione dell’opera, e anche la più famosa, si trova presso la Pinacoteca di Brera a Milano. Si tratta del dipinto commissionato all’artista dal conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto, che chiese di realizzare un dipinto in cui descrivere le speranze di un’alleanza politica tra il Regno di Sardegna e la Francia.
L’opera venne presentata nel 1859 e poi andò a decorare la residenza del conte, che nel 1866 la offrì alla Pinacoteca di Brera, dove si trova ancora oggi.

La seconda versione  era destinata alla famiglia Mylius, nel 1861 e ora fa parte della collezione privata che si trova a Bergamo.
Questa versione del Bacio si distingue dalla prima perché la ragazza indossa un abito bianco.

La terza versione, che si distingue dalle altre due per un velo sugli scalini, fu dipinta nel 1867 e probabilmente si tratta del dipinto a cui Hayez era più legato, perché rimase di sua proprietà fino alla sua morte. Gli eredi dell’artista la vendettero alla granduchessa Elena Romanova, nipote dello zar Alessandro III di Russia, e ora fa parte di una collezione privata dopo essere stata venduta all’asta nel 2016.

 

5. Bacio da gustare – Il Bacio di Lovere, Pasticceria Wender

Siamo partiti dal Borgo di Luce di Lovere e torniamo nuovamente sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo, in uno dei borghi più belli d’Italia. Qui possiamo deliziare la nostra bocca e i nostri sensi con un biscotto chiamato Bacio di Lovere.

Così ce lo racconta la pasticceria Wender di Lovere che si trova in Piazza Tredici Martiri:

“Il gusto del Burro, la fragranza del Frollino, la scioglievolezza del Cioccolato…”

Be’ che dire… Io ho voglia di baci solo a guardarli!

 
 
Tipici-baci-di-lovere.jpg

 

Note
Le foto sono recuperate in rete.

8 commenti

  1. Davvero bello questo articolo, e’ proprio vero che il bacio e’ una delle espressioni piu’ romantiche in assoluto e si presta bene ad essere accolto sia dall’arte che dalla cucina. Mi sarebbe piaciuto tantissimo andare nel 2015 alla mostra di Hayez a Milano, ma purtroppo in quel periodo non mi trovavo in Italia…se ho capito bene pero’, la seconda versione del bacio che si trova a Bergamo non e’ visitabile, giusto?

    1. Proprio così. E’ in una collezione privata e la può vedere solo il proprietario (e i suoi ospiti).

  2. Quanto mi piace l’idea di conoscere Bergamo attraverso i suoi baci, artistici e di pasticceria. Trovo molto bella la scultura che raffigura i ‘Grandi Amanti’, romantica e di grande impatto.
    Maria Domenica

  3. Un tour davvero particolare sul simbolo dell’amore…un itinerario che potrei seguire la prossima volta che vengo a Bergamo con il mio ragazzo! 😚

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.