Alla scoperta di Piazza Mascheroni in compagnia di Barbara Savà, guida turistica della Città di Bergamo

Una piazza che pochi percepiscono come tale; anzi, a volte non la si la nota nemmeno, nella fretta di percorrere la Corsarola da Colle Aperto a Piazza Vecchia (o viceversa). Ma se ci fermassimo qualche minuto oziando sulle panchine, sotto le fronde degli alberi, e ci guardassimo intorno, ecco la rivelazione: in pochi metri quadrati scopriremmo un ineguagliabile concentrato di storia della nostra città, godibile da un palcoscenico d’eccezione (anche in leggera pendenza, proprio come nei teatri!)“. E’ così che Barbara Savà, guida turistica professionista dell’Associazione Guide Turistiche Città di Bergamo, ha descritto Piazza Mascheroni, quando le ho chiesto di raccontarmi un luogo imperdibile della città di Bergamo. Ed eccoci insieme a lei in questo tour alla scoperta di una piazza in Città Alta davvero sorprendente.

piazza mascheroni_copertina

Storia di una piazza Nuova

La piazza che oggi è dedicata a Mascheroni venne realizzata nel Cinquecento dai veneziani ed era la «piazza Nuova» (per distinguerla dalla piazza Vecchia) nata come piazza del mercato, delle contrattazioni, secondo lo schema di tutte le piazze delle erbe che i veneziani realizzarono nelle loro città.

La piazza fu uno degli interventi urbanistici più importanti della politica veneziana a Bergamo e doveva diventare il punto d’arrivo della strada che, tagliando la città in due parti uguali da Porta Sant’Antonio (Pignolo, strada per Venezia), arrivava in Cittadella.

Venne realizzata in stile rinascimentale. Aveva tutte le carte in regola per diventare il cuore commerciale di Bergamo, ma dopo un inizio promettente la piazza non mantenne le attese. Con la costruzione delle Mura Venete, infatti, i commerci si spostarono sempre più fuori dalla città-fortezza, verso sud, in piazza Pontida e alla fiera.

In piazza Nuova si teneva tuttavia il mercato dei grani, tre volte alla settimana, fino al 1676. In particolare, era il luogo del mercato di granaglie e biade. Nel corso dei secoli la piazza ha cambiato diverse volte funzione e aspetto, ma dopo 500 anni, sono d’accordo con Barbara, resta uno dei gioielli di Città Alta.

Dove si trova Piazza Mascheroni

Piazza Mascheroni si trova a Bergamo, in Città Alta. Sembra una via di passaggio tra la Cittadella e via Colleoni. Ma venendo dalla Cittadella e superando il passaggio sotto la torre della Campanella, facendo correre lo sguardo da destra a sinistra vi renderete conto che è una vera piazza con tanto di palazzi nobiliari, ristoranti, hotel di lusso e un pozzo settecentesco.

piazza mascheroni placchetta turistica

Torre della Campanella

Torre della Campanella

È la torre di accesso alla Cittadella, eretta da Rodolfo Visconti intorno al 1385 per difendersi dagli attacchi nemici e come presidio in caso di insurrezione popolare, e chiamata “Hospitium Magnum”, ovvero la Grande Residenza.

Ve la trovate proprio di fronte una volta giunti in Piazza Mascheroni, arrivando da via Colleoni. La riconoscete perché è interamente intonacata (probabilmente dal restauro eseguito nel XIX secolo) e perché è arricchita da un originale affresco dipinto nel ‘800, in periodo di dominazione austroungarica. Oltre all’aquila bicefala, simbolo della dominazione asburgica, nell’affresco sono presenti gli stemmi delle due grandi signorie che hanno caratterizzato la storia di Bergamo: il biscione con un uomo fra le sue fauci, simbolo dei Visconti, e il leone alato, stemma dei veneziani che dominarono Bergamo per oltre tre secoli e mezzo, dal 1428 al 1797. Il restauro di questo affresco del XIX secolo, fu eseguito da Andrea Mandelli negli ultimi decenni del XX. Le raffigurazioni dei santi Fermo e Rustino indicato dal Tassi, così come i dipinti del Busi non sono più visibili.

La torre presenta una porta ogivale unghiata che collega piazza Mascheroni alla Cittadella. Sopra la porta, un originale balconcino con ringhiera in ferro, del XVIII secolo.

Alla sommità della torre troviamo una cella campanaria di foggia slava, che dà il nome alla stessa (Torre della Campanella). I cinque pinnacoli vennero aggiunti nell’Ottocento e non hanno nessuna corrispondenza architettonica italiana del tempo. Tutta questa parte ricorda infatti l’architettura boema o polacca, difficile vedere la mano di un architetto italiano.

Sulla facciata sinistra all’interno del sottopassaggio, in una nicchia dai contorni blue e rosso vi è la raffigurazione della Madonna benedicente con il Bambino con una aureola luminosa, un san Cristoforo dalla veste rossa con il Bambino sulla spalla, raffigurazioni che erano ex voto risalenti al XVI secolo.

L’esterno della torre ha bugnature monocrome a prisma che riprendono il colore dei due pinnacoli posti a fianco del balconcino. Il sotto-gronda presenta un motivo ad archi spezzati che segue tutto il contorno della torre anche se poco visibili sulla facciata verso la piazza visconte, dipinti risalenti al XVII e XVIII secolo.

Palazzo Roncalli

Palazzo Roncalli si trova sulla sinistra della piazza Mascheroni, venendo dal centro; oggi è in stile settecentesco, ma durante i restauri dei primi anni ’80 sono stati portati alla luce affreschi ben più antichi, decorazioni appartenenti dell’antica loggia mercantile cinquecentesca incorporata nelle successive ristrutturazioni.

Tutto il fabbricato infatti doveva essere originariamente adibito a magazzino per le mercanzie, soprattutto granaglie, che giungevano a Bergamo dalla Val Brembana e dalla parte bassa della città. Il progetto iniziale del palazzo, su di un preesistente fabbricato, venne affidato nel 1520 ad Andrea di Giacomo Ziliolo mentre per la realizzazione si curarono Pietro Isabello e a Francesco Cleri, incaricati dalla famiglia proprietaria, i Roncalli.

I Roncalli, originari della Valle Imagna, si stabilirono a Bergamo nel XIV secolo, risultando già presenti nel 1353 nella vicinia di Sant’Andrea, nel 1472 in quella di san Lorenzo. La famiglia acquistò differenti soprannomi, come Negro e Biagini, corrispondenti a diversi rami. Nel XVI secolo Roncalli del Negro abitavano una casa in via Pignolo 74 e 76, zona scelta successivamente anche da altre famiglie di mercanti arricchitisi con la vendita di panni di lana, come i Casotti de Mazzoleni con i quali erano probabilmente imparentati.

Il palazzo subì nel tempo varie modifiche, venendo acquistato dalla famiglia Sonzogno nel XVIII secolo, che lo restaurò su progetto degli architetti Ferdinando Caccia e Giovanni Francesco Lucchini. Successivamente divenne proprietà degli Albani e nel XVII secolo fu acquistata dalla famiglia Benaglio.

La ristrutturazione del ‘900 ad opera di Sandro Angelini è uno degli esempi di ristrutturazione che risolve la necessità di modernizzare pur mantenendo le caratteristiche storiche e architettoniche delle facciate.

Bergamo Palazzo Roncalli

Gli affreschi di Palazzo Roncalli

Come dicevamo, le facciate presentano preziosi affreschi tornati alla luce in tempi recenti, dopo i restauri del 1981 condotti da Francesco Gilardi, anche grazie a alcuni cedimenti del vecchio intonaco; decoravano l’antica loggia e si pensavano perduti.

Sono attribuiti al pittore bergamasco trapiantato a Venezia Giovanni Busi, detto Il Cariani, allievo del Giorgione, a partire da documenti del sec. XVI che attestano che “ La loza e la fazzada nova sopra la piazza nova verso la Cittadella fu dipinta da Zuan di Busi Bergamasco”. Vi sono raffigurate due teste leonine, un giovane con uno scettro, una Venere purtroppo molto danneggiata, un suonatore di flauto, e due garzoni che spostano sacchi di granaglie. Sulla parte di palazzo che era casa Benaglio vi è l’affresco della bella Ciprigna. Al di sotto degli affreschi un fregio monocromo raffigurante girali fantastici con putti, cavalli e uccelli.

Per conoscere la storia di questo affresco leggete il post: Curiosità sui baci bergamaschi

Bacio-non-bacio-di-Piazza-Mascheroni

La vera da pozzo

Dalla parte opposta di Palazzo Roncalli, sulla destra della piazza, troviamo una vera da pozzo ottagonale, in marmo di Zandobbio, costruita nel ‘700 per estrarre l’acqua dall’enorme cisterna che si trova sotto la piazza, una riserva d’acqua importante durante l’epoca veneziana.

La cisterna, costruita fra il 1605 ed il 1606, conteneva circa 1400 metri cubi di acqua ed era alimentata inizialmente solo da una piccola sorgente che sgorgava nei pressi del lato ovest della Cittadella e dalle acque piovane, successivamente è stata derivata una tubazione dall’acquedotto Magistrale per ottenere una maggior quantità di acqua.

Dalla cisterna l’acqua poteva essere prelevata proprio dal pozzo ottagonale che ancora oggi si può ammirare sulla piazza, pozzo fatto costruire dal prefetto Marino Cavalli nel 1763, come viene ricordato nelle parole incise sul marmo bianco. Durante il XIX secolo all’interno del pozzo è stata installata una pompa a stantuffo. La cisterna è dotata di un cunicolo di scarico dell’acqua utilizzato durante le manutenzioni e le pulizie del fondo della stessa.

Vera da Pozzo

Porta del Pantano

La porta del Pantano inferiore, insieme a quella Superiore (ora scomparsa), costituiva l’accesso principale alla città da Colle Aperto; affreschi del Cinquecento e del Seicento decorano la facciata dell’abitazione sovrastante (e anche altre nella piazza), un ricordo degli antichi fasti di quell’epoca in cui Bergamo era nota come Urbs Picta, la Città Dipinta.

Porta del Pantano Piazza Mascheroni

La scultura Torus

La scultura moderna in prossimità della Porta del Pantano, un grande anello di acciaio che rispecchia l’architettura e la vegetazione della piazza, è stata realizzata da David Harber. Venne realizzata durante l’edizione 2018 de “I Maesti del Paesaggio”, quando l’intera piazza venne trasformata in un giardino dalla rivista Gardenia. L’opera fu talmente apprezzata che si decise di mantenerla nella sua collocazione anche dopo la fine della manifestazione.

L’opera in acciaio inossidabile e alta due metri, è un invito a guardare in modo diverso il paesaggio. La scultura ha una superficie liscia e specchiata per una forma perfetta, il cerchio, ma con un foro al centro. Riflette l’ambiente che la circonda e funge da cornice, come ad invitare lo spettatore a guardare verso un altro mondo attraverso un portale.

Piazza Mascheroni nella scultura Torus di Harber_copertina

Si tratta di un elemento moderno che si integra perfettamente nella piazza e nello spazio che la accoglie, piena di alberi e con alcune panchine per la sosta e la lettura di un buon libro.

Non a caso, nelle vicinanze trovate anche una casetta per il book crossing. A proposito, in Città Alta ci sono diversi punti di Book crossing: al Circolino (ristorante vicino all’ex Carcere di Sant’Agata), in via Mario Lupo a pochi passi dall’Antico Lavatoio e nel Gombithotel.

Area Archeologica

A pochi passi dalla scultura di Harber, una chicca: un’impressionante area archeologica con resti romani, medioevali e seicenteschi; un po’nascosta, dato che è inglobata all’interno del ristorante dell’esclusivo Relais San Lorenzo, ma che si rivela in tutta la sua bellezza a chiunque abbia la curiosità di varcare quel portone.

Scavi condotti tra il 1998 e il 2011 hanno portato alla luce resti di notevole importanza, che vanno dall’età protostorica all’età rinascimentale. Un muro di terrazzamento del III/II sec. a.C. è il ritrovamento più antico di quest’area. Pochi frammenti, ma che hanno rivelato l’esistenza di ambienti absidati con copertura a volta (oggi perduta), riutilizzati in età medievale e moderna come botteghe, taverne e magazzini, utilissimi vista la presenza del mercato nella piazza e la vicinanza alla principale porta di accesso alla città da ovest.

Se volete saperne di più, vi invito a leggere un articolo dedicato alla Bergamo Romana: Alla scoperta della Bergamo romana, con un’App, una mostra e una tappa alla Domus di Lucina

Hotel San Lorenzo

Una curiosità: la corrida del Giovedì Santo in Città Alta

Nel corso degli anni l’attuale Piazza Mascheroni (ex Piazza Nova) è stata utilizzata anche per…le corride! I veneziani andavano matti per questo tipo di eventi, specialmente durante i freddi inverni che portavano alla Pasqua.

In particolare abbiamo notizia di un grande spettacolo allestito in occasione del Giovedì Grasso del 1673: erano stati radunati nella piazza 12 tori, alla caccia dei quali erano stati scatenati ben 30 cani. Il lato aperto della piazza, verso via Colleoni era stato bloccato da uno steccato, ma poi…

due tori saltati sopra lo steccato, posero ogni cosa in confusione correndo come inspiritati per Corsarola onde diverse persone che non ebber tempo di fuggire, vi restorno ferite con pericolo di morte. Infine con spiedi furono uccisi i tori e la festa finì

(da “Memorie di Gio. Pietro Quarengo”).

Altro che Pamplona!

Insomma, piazza Mascheroni è davvero un mosaico di bellezza, storia e vita quotidiana della Bergamo che fu…da non perdere!

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in rete.

18 commenti

  1. Noi amiamo Bergamo e ci andiamo regolarmente, soprattutto in autunno e in inverno. Grazie del suggerimento: terrò presente per la prossima visita!

  2. Grazie mille per avermi fatto scoprire di più su questa piazza ben conosciuta da noi bergamaschi. La storia però non la sapevo proprio. D’ora in poi la guarderà con occhi diversi.

  3. credo di esserci passata qualche volta perchè ciclicamente facciamo un giro in questa città ma ci farò attenzione la prossima volta che andrò 🙂

  4. Mi sto segnando tutte queste chicche perché Bergamo è la prima città che vorrei visitare appena sarà possibile tornare a viaggiare. I tuoi articoli sono sempre illuminanti.

  5. C’è da passarci un intera giornata in questa Piazza. Sono incuriosita da palazzo Roncalli tanto quanto dal cerchio “panoramico”. Speriamo di ritornare presto alla normalità e di dedicarci quello che amiamo fare. Viaggiare!

  6. Mi sono resa conto che è veramente tanto tempo che non vengo a bergamo dal fatto che non ricordo della scultura moderna in Piazza Mascheroni. Che poi anche la piazza sinceramente non l’avevo mai considerata molto e invece è bellissima e ricca di palazzi stupendi.. e dire che mia nonna di cognome di chiamava proprio Mascheroni….

  7. Non sono mai stata a Bergamo, ma da quando seguo regolarmente il tuo blog mi sembra di conoscere già questa città. Ciò non toglie che appena possibile dovrò assolutamente organizzarci un soggiorno. Mi piace molto il tuo modo di soffermarti su di un dettaglio della città per poi collegarti con tutto il resto.

    1. Ti ringrazio Raf. Sei molto gentile. Commenti come il tuo mi danno la spinta per non fermarmi e continuare a scovare nuove cose da raccontarvi della mia terra.

  8. È una delle poche città del nord Italia che non ho mai visitato (sono stata solo allo stadio per una partita in trasferta), ma vorrei rimediare perché il centro storico deve essere stupendo!

  9. Sono stupita da quante bellezze nasconda Bergamo. Ci sono stata poche volte e distrattamente. Mi sono ripromessa qualche settimana fa di rivisitarla con calma, senza perdermi nessuna delle meraviglie che hai descritto. Appena possibile verrò. E magari scriverò anche io qualcosa!

  10. Non sono mai stata a Bergamo, ma una volta i miei genitori si sono fermati per un pranzo veloce e ne sono rimasta affascinata. Prometto che sarà una delle prime mete che visiterò non appena si potrà!

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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