Oasi naturalistica del Bolgià Mulino ad acqua

Una passeggiata con i bambini nell’Ecomuseo di Valtorta per scoprire la storia e le storie dell’Alta Val Brembana

Se dovessi spiegare in poche righe perché mi è piaciuto così tanto l’Ecomuseo di Valtorta, non so se ci riuscirei. Forse dovrei partire dalla cosa che mi ha colpito di più quando mi hanno raccontato tutto il progetto, ossia che questo è un museo “partecipato” dagli abitati di Valtorta che prestano il proprio servizio per raccontare e tramandare la cultura locale della valle.

Se siete in vacanza in Lombardia, sappiate che visitare l’Ecomuseo di Valtorta con i bambini è un’esperienza assolutamente perfetta per una famiglia. Valtorta è un paese abbarbicato sulle Orobie a poco più di 900 metri sul livello del mare, ad appena 50 minuti da Bergamo e a soli 15 km dal Passo San Marco: un viaggio in uno dei borghi più belli dell’Alta Val Brembana (provincia di Bergamo).

Valtorta conserva perfettamente la sua origine medievale. Rimarrete sorpresi dalla bellezza di Valtorta, dalle sue affascinanti viuzze oggi sistemate e abbellite con affreschi e murales, dagli scorci panoramici, dalle scalinate, dalle case in pietra e sopratutto dalla natura che avvolge tutto il paese!

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Ecomuseo di Valtorta

Valtorta è un esempio tipico di piccola comunità montana dell’Alta Valle Brembana, vissuta per secoli lontano dai grandi centri ma ben caratterizzata nel passato da un’attività propria, favorita dalla ricca presenza di acque e di risorse minerarie. Divenne per queste ragioni un’importante tappa della “Via del ferro”, che collegava l’Alta Valle alla Valsassina. Della sua storia millenaria, costellata dalla presenza di illustri dominatori – feudo dell’arcivescovo di Milano e dei Visconti prima, vicariato con statuto autonomo della repubblica Veneziana poi – restano tracce evidenti che il paese ha saputo valorizzare con un interessantissimo Ecomuseo Etnografico.

Negli ultimi anni sono state ripristinate antiche strutture produttive – mulini, fucine, segherie – che furono la principale fonte di sussistenza dell’intera comunità e sono state trasformate in un Ecomuseo Diffuso: il tour molto ben segnalato consente di comprendere le vicende umane ed economiche della valle, partendo dalla bellissima raccolta di oggetti esposta nel Museo Etnografico nel Palazzo Pretorio, proseguendo con un percorso nella natura ai margini del paese per vedere magli e mulini e un’antica segheria all’opera.

Lo consiglio veramente: sia i bambini, sia gli adulti lo apprezzeranno.

Museo Etnografico nel Palazzo Pretorio

Entrando nel paese e seguendo la via principale, dopo la chiesa parrocchiale, sulla sinistra, si trova il Museo Etnografico. Qui, collocata in un bel palazzo quattrocentesco un tempo dimora del Vicario, è conservata una ricca collezione di utensili e arredi di uso comune che ha permesso di ricreare tutti gli ambienti domestici e raccontate le attività artigianali di un tempo. Gli oggetti esposti sono circa 2000 e sono stati donati nel corso degli anni dagli stessi abitanti della zona per conservare e tramandare la storia del tempo che fu alle nuove generazioni.

Entrando  troverete alcuni ambienti lavorativi e gli spazi abitati di una tipica casa tradizionale dell’Alta Val Brembana.

Piano Terra Museo Etnografico

Al piano terra si trova una cucina con il tipico focolare al centro della stanza (senza camino), una bottega di calzolaio e una casera dove sono disposti alcuni strumenti per la lavorazione del latte e una caldaia utilizzata dalla Latteria Sociale di Valtorta per produrre il Formai de Mut e l’Agrì.

Primo Piano Museo Etnografico

Al primo piano si trova una cucina sala da pranzo con un bel camino in pietra e il lavandino con lo scolapiatti in legno; una camera da letto arredata in maniera molto semplice con il pagliericcio tipico usato come materasso, una culla, un cassettone con gli abiti da tutti giorni e quelli della festa. Accanto una sartoria con una collezione di macchine da cucire antiche che mi hanno fatto venire in mente le nostre bisnonne.

Secondo Piano Museo Etnografico

Al secondo piano è stata allestita la stanza della filatura con un bel telaio usato e tutti gli attrezzi per lavorare la lana, il lino e la canapa. Accanto, si trova la stanza del fabbro con decine di oggetti e attrezzi in ferro.

Il Mulino e l’Antica Segheria

A monte della via principale di Valtorta, all’ingresso del paese, accanto al torrente Val Marcia si trovano un mulino idraulico e un’antica segheria (sempre idraulica).

Il Mulino è il primo a cui si accede con una brevissima camminata ed è stato donato dalla famiglia Canfer di Ubiale e qui trasportato e ricostruito in prossimità del torrente.

 

L’Antica Segheria, più in alto, è accessibile dalla strada con un’altrettanto breve camminata. Anche questo fabbricato non è originario di Valtorta: proviene infatti da Dossena, ma riproduce fedelmente le caratteristiche della struttura per la lavorazione del legno. Il lato che si affaccia a valle è completato da un portico dove è alloggiata la ruota ad acqua in legno e ferro che alimenta il meccanismo all’interno: un completo sistema di ingranaggi consente il movimento della sega e del relativo banco mobile.

E’ un edificio su due livelli: in quello inferiore è possibile vedere come la forza dell’acqua generi il movimento che viene trasmesso tramite un sistema a cinghie al livello superiore dove un telaio e una sega tagliano i tronchi in assi.

Se vi piace e i vostri bambini sono interessati a scoprire come funzionano magli e mulini, vi segnalo un altro luogo dell’Alta Val Brembana che vale la pena di visitare: si tratta del Mulino Fai di Baresi a Roncobello. Per saperne di più, potete leggere: Gita fuori porta coi bambini: al Mulino FAI di Baresi a Roncobello (Val Brembana), un luogo tutto da scoprire

L’Oasi Naturalistica del Bolgià

La camminata nel Museo diffuso a Valtorta prosegue nell’Oasi naturalistica del Bolgià, dove ancora si possono ammirare gli antichi edifici del Maglio e del Mulino, attivi fino agli anni Quaranta. Si tratta di un’oasi ambientale e storica: la zona è posta ai bordi del torrente Stabina e prende il nome dall’antico ponte romanico ad un’arcata detto Ponte del Bolgià, che collega le due sponde: a destra l’abitato del centro storico di Valtorta e sulla sinistra le contrade di Costa e Scasletto. Il torrente forma delle bellissime cascatelle e ci sono anche dei tavoli a disposizione per chi desidera fermarsi a mangiare. E’ un luogo fantastico e tranquillo, perfetto per un pic nic.

Raggiungere l’oasi del Bolgià è molto semplice: superata la chiesa parrocchiale e costeggiando il campo di calcio si arriva ad un sentiero in terra e sassi. E’ il sentiero CAI 104 che conduce fino al torrente Stabina. Arrivati al torrente potrete attraversarlo con l’antico ponte a sella d’asino. Questo, per secoli, fu l’unico collegamento tra i due versanti della valle. Vicino al ponte si trovano un mulino e le «peste» per granoturco, segale, orzo e  un maglio per la lavorazione del ferro.

Il ponticello e i due edifici del mulino e del maglio costituiscono un complesso di grande interesse storico ed antropologico e sono ormai diventati parte integrante di un itinerario museale. Nei locali sono disposti tutti gli attrezzi propri dell’attività di macinazione (pale, setacci, stadere) e di metallurgia (mazze battenti con stampi per bulloni e puntoni, incudini, pinze, martelli), organizzati come se dovessero riprendere a funzionare dopo decenni di quiete. Animate dal motore ad acqua, possono funzionare, da una parte le macine del mulino e i pestoni per l’orzo e dall’altra il martello del maglio, la forgia, le mole e tutti gli altri meccanismi che consentivano ai ciodaröi di Valtorta di lavorare il metallo con l’abilità ovunque riconosciuta.

Informazioni utili

Il Museo etnografico e gli edifici dell’Ecomuseo sono in genere visitabili il sabato e la domenica in estate oppure su prenotazione. Nel 2020, a causa delle norme anti COVID, per sapere se è aperto e visitabile è meglio contattare l’ufficio turistico o il Comune.

L’ingresso al Museo Etnografico costa 5 euro per gli adulti e 3 euro fino a 15 anni.
Per ulteriori informazioni clicca qui

 

Note: Le foto sono tutte mie e sono state scattate il 9 agosto 2020.

 

 

 

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