Fantasmi orobici: storie di cavalieri, dame, orchi e misteriose presenze a Bergamo e provincia

Cinquanta sono gli articoli che ho già scritto su castelli e dimore storiche della Bergamasca e altrettanti potrei ancora scriverne visto il numero di manieri e ville antiche che vantiamo a Bergamo e dintorni. Come oltre 10 sono gli articoli già scritti che narrano storie di spiriti e fantasmi orobici o di incontri paranormali che punteggiano città e provincia di Bergamo di cui non si hanno spiegazioni scientifiche. Sono storie di fantasmi bergamaschi che risalgono alla notte dei tempi o a qualche epoca di cappa e spade che sono giunte fino a noi: qualcuna paurosa, qualcuna dichiaratamente allegorica, qualcuna perfino romantica. Ma ci sono storie di avvistamenti più recenti di fantasmi apparsi lo scorso secolo e perfino nei nostri giorni.

Bergamo e provincia: spiriti e fantasmi di casa nostra

Che ci crediate oppure no, ci sono studiosi di paranormale armati di sofisticate strumentazioni che trascorrono notti intere nei castelli infestati alla ricerca di una prova “scientifica” che dimostri la presenza di entità o fantasmi. E negli ultimi anni è arrivata anche la televisione con programmi legati al paranormale in cui si mostra l’attività di questi moderni ghostbuster che vanno alla ricerca della verità: ci troviamo in presenza di spiriti e fantasmi o si tratta di semplice suggestione? Le richieste di questi programmi sono talmente tante che un castello bergamasco, il Castello di Urgnano, ha deciso di farsi pagare l’affitto da tutti quelli che li contattano per trascorrere una notte alla ricerca di fantasmi. E a quanto pare le richieste sono continue.

Se analizziamo le storie dei fantasmi orobici una ad una, troviamo fantasmi diventati tali per colpa di un incidente o di una violenza, altri per amore, altri ancora per un errore o per un motivo che nessuno ha mai saputo spiegare. Alcuni si palesano con un lugubre rumore di catene, altri con urla e gemiti, altri con odore di zolfo. Ma non solo.  Ci sono fantasmi che si mostrano e sono gelidi come blocchi di ghiaccio, altri che si fanno trovare in letti dove è morto un parente, altri ancora si scivolano sulle acque, altri che si allungano a dismisura tanto che le persone ci passano addirittura sotto. E poi ci sono quelli che combattono durante la notte e poi spariscono e quelli che mettono a soqquadro le baite nel bosco. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Quanti tipi di fantasmi esistono?

Poltergeist: è uno spirito chiassoso; il termine, di origine tedesca, descrive tutti quei fenomeni come lo spostamento di oggetti, il rompersi di piatti, lo sbattere delle porte, ma anche voci e rumori. Si pensa che sia legato alla presenza di bambini o adolescenti. Non è pericoloso.

Residui psichici: appaiono sempre nello stesso identico modo, nello stesso posto, facendo gli stessi gesti. Il doppio o apparizione-crisi: è uno spettro ambasciatore di morte, si manifesta ai parenti di una persona morente con le sembianze del malato.

Gli spettri ciclici: fantasmi innocui che appaiono ciclicamente in un certo posto, in ricordo di un avvenimento a loro caro o temuto. Per esempio, dei soldati sul campo di battaglia dove hanno perso la vita.

Fantasmi domestici: spettri che infestano una casa anche nel corso dei secoli, probabilmente ignari di essere morti.

Ectoplasma: la materia nebbiosa che fuoriesce dal medium durante la fase di materializzazione, necessaria per la ricomposizione visiva di spiriti.

Banshee: fantasmi femminili tipici di Irlanda, Galles e Scozia. Sono legati a una particolare famiglia.


Fantasmi di Bergamo città

Tra i fantasmi orobici di più antica memoria troviamo quelli di Bergamo città. Gli avvistamenti si collocano a partire dal 1500. Ho selezionato un paio di avvistamenti: quello del soldato di Porta Sant’Alessandro, narrato anche nelle effemeridi di Padre Donato Calvi e quella dei quattro fantasmi dell’ex cattedrale di Sant’Alessandro.

Il soldato di Porta Sant’Alessandro

C’è il fantasma di un soldato secentesco cinto di catene che si aggira attorno a Porta S. Alessandro narrando a chi lo incontra la sua triste sorte. E’ il disperato racconto di un tentativo fallito di diserzione, di un efferato tradimento, di una vergognosa esecuzione e di una lentissima condanna a qualche secolo di Purgatorio.

Padre Donato Calvi nella sua opera “Effemeride sacra profana di quanto di memorabile sia successo in Bergamo” del 1676, annotava tra le memorie della città di un’apparizione di uno spettro sulle mura di Porta Sant’Alessandro in Città Alta a Bergamo. In data XXI Luglio del 1599 accadde ciò:

Era in sentinella sopra le mura verso il forte della città un tal Soldato Forlano, quando verso l’ore quattro di notte li comparve uno cinto di catene, che pareva passeggiare. Alzò la voce il soldato, chiedendoli “Chi va là?” rispose il fantasma “Amici” replicò il soldato chi fosse, quello disse esser l’anima d’un tal Cristoforo, suo compagno, che per aver tentato la fuga dalla piazza, era pochi giorni avanti stato fatto con un altro morire. Fece animo il Forlano e l’interrogò, come fosse così cinto di catene; rispose ch’il non aver pienamente perdonato a chi era stato causa cadesse nelle mani della giustizia, l’aveva per certo tempo condannato nel Purgatorio, dal quale però sarebbe stato ben presto liberato, quando con orazioni e digiuni l’avesse soccorso. Promise il soldato con ogni sua possibilità aiutarlo, indi l’interrogò che fosse stato del suo compagno con lui fatto morire; rispose Cristoforo esse egli all’Inferno sepolto, marcè che fingendo esteriormente sensi cattolici professava interiormente la setta di Lutero e ciò detto, spargendo fuoco, come un cumulo di polvere accesa disparve, lasciando atterrito il soldato in uno di pietra ripieno, che poi con suffragi procurò quell’anima aiutare.

I quattro fantasmi della Cattedrale di Sant’Alessandro

Questa leggenda, invece, ci riporta ancora più indietro, al tempo in cui le Mura non erano ancora state costruite e la cattedrale di Sant’Alessandro era posizionata all’incirca dove oggi parte la Funicolare di San Vigilio. La leggenda narra che la popolazione dei fedeli venne spaventata da ben quattro fantasmi che per diversi giorni uscirono all’improvviso dal pavimento della Cattedrale di S. Alessandro terrorizzando i fedeli presenti in chiesa. Solo dopo qualche tentennamento decisero di sollevare le lastre da cui uscivano i fantasmi e scoprirono le reliquie di quattro Santi Martiri dimenticati sotto da tempo a cui fu data degna sepoltura.

Fantasmi dell’Isola Bergamasca

L’Isola Bergamasca vanta diverse storie di fantasmi. Ne ho scelte due: una che narra la storia del Soldato  di Ronda del Castello di Marne, il militare rinascimentale che si aggira intorno al castello e l’altra che racconta di Misteriose presenze nel cimitero di Crespi d’Adda.

Il soldato di ronda del Castello di Marne

Un altro fantasma attende sul ponticello d’ingresso del castello di Marne solitari visitatori. Chi lo incontra si trova di fronte una figura in abiti cinquecenteschi, avvolto in un mantello nero e sovrastato da un cappellaccio nero in abiti cinquecenteschi. E sotto… uno scheletro ghignante. Questa immagine devo far così paura che nella zona per spaventare i bambini un tempo di diceva: “Guarda che ti porto a Marne dal fantasma!”. Se volete saperne di più vi invito a leggere questo articolo che ho scritto alcuni mesi fa, in occasione della mia visita al castello di Marne.
Se volete saperne di più su questo castello e sui misteri che lo circondano, leggete: Visitare di giorno il castello di Marne per paura di incontrare il famigerato fantasma di ronda. 

La donna che veglia sui bambini morti del cimitero di Crespi d’Adda

Al di là dell’autostrada, invece, troviamo Crespi e il suo misterioso cimitero. Diventata anni fa Patrimonio Unesco, il villaggio operaio voluto dalla famiglia Crespi per i propri dipendenti, negli ultimi anni è diventata anche  meta del turismo misterico per via delle numerose apparizioni e dei simboli esoterici di cui è costellato. Molti di quelli che hanno visitato il cimitero di Crespi hanno raccontato di aver avuto la sensazione di non essere soli. Qualcuno di loro ha anche avvistato delle figure fluttuanti nei pressi del viale del cimitero.
Non  mi addentro nel tema esoterico, ma ho deciso di riportarvi una storia su tutte che viene raccontata anche durante le visite guidate. Nei primi decenni del Novecento molti bambini morirono per l’epidemia di febbre spagnola e per gastroenterite.  La signora Crespi cominciò ad avere incubi e ad avvertire una presenza femminile che andava ad ucciderle il figlio neonato nella culla. La donna, presa dalla disperazione, si suicidò buttandosi dalla torre della residenza, infestando poi il castello con il suo fantasma, intravisto piangente e con una camicia da notte bianca.

Entrando nel cimitero, la cosa che colpisce è la quantità di piccole lapidi di bambini che spesso non superavano l’anno di età e la statua di una donna che sovrasta il mausoleo. Si dice che quella stessa donna, di notte si materializzi e scenda per proteggere tutti i bambini del cimitero spaventando gli incauti visitatori.

 

Se volete sapere di più sul villaggio Crespi, ecco l’articolo: Un viaggio nel passato al Villaggio operaio di Crespi d’Adda, patrimonio Unesco.

Fantasmi della Bassa Bergamasca Orientale

La Bassa Bergamasca Orientale è piena di castelli e ogni castello che si rispetti ha il proprio mistero e il proprio fantasma. Anche in questo caso ne ho scelti un paio: La dama bianca del Castello di Malpaga e La bambina che piange in fondo al pozzo del Castello di Pumenengo.

La Dama Bianca del Castello di Malpaga

Nella deliziosa cornice del castello di Malpaga, dimora del condottiero orobico Bartolomeo Colleoni, si aggirerebbe un discreto e silenzioso spettro. La leggenda vuole che si tratti del fantasma di un nobile del ‘500 innamorato di una castellana: scoperto dal marito della donna, fu ucciso e gettato in un pozzo. Da allora, la sua anima inquieta continua a ripercorrere malinconicamente quei luoghi, alla ricerca dell’amata. Inoltre il castello sembra esser noto fin dai tempi più remoti per la presenza di altri spiriti. Si narra infatti che già una figlia del Colleoni avvertì più volte strane presenze e vide uno spettro sul mastio del castello, una figura luminescente affusolata dalle vaghe sembianze femminili, che si guadagnò l’appellativo della “Dama Bianca di Malpaga”. Ancor oggi si narra che di tanto in tanto questo fantasma si manifesti in talune notti attorno la mezzanotte, ma sulla sua identità vi è ancora una coltre di mistero.

La bambina che piange nel Castello di Pumenengo

Nel castello di Pumenengo, nella Bassa Bergamasca Orientale si trova un pozzo dove si dice venissero lanciati i nemici in caso di attacco. Ma c’è un mistero ed è quello di un pianto misterioso che si sente ogni anno in particolari occasioni. E’ il pianto di una bambina che viene proprio da questo pozzo.

Se volete saperne di più su questo castello leggete:  Visitare il castello di Barbò a Pumenengo, nella Bassa bergamasca orientale. 


Fantasmi della Val Cavallina

Notizie di spiriti inquieti e fantasmi fluttuanti della Val Cavallina si rincorsero di bocca in bocca per anni. Ad un certo punto, negli anni Venti, il vescovo di Bergamo decise di “catturare” i fantasmi più temuti e di confinarli nella Torre di Babele. Da quel momento in poi, nessuno vide più le creature, ma se passate nella Valle delle Freddo o sul Lago d’Endine nelle ore più buie della notte o vi aggirate sul Lago d’Endine in particolari notti di luna piena è meglio tenere gli occhi ben aperti . Vediamone alcuni…

La Dama Bianca di Monasterolo del Castello

Ci sono fantasmi divenuti tali per amore come la Dama Bianca di Monasterolo del Castello. Si narra che una bella fanciulla del Castello fosse solita raggiungere un giovane di Bianzano di cui si era innamorata attraverso un passaggio segreto che univa i due castelli. Sfortunatamente fu scoperta dai genitori che la segregarono nel bellissimo parco di Monasterolo proprio in vista del Castello di Bianzano. Allora l’amore spinse la ragazza a scavalcare il muro del parco e a rubare una barchetta per attraversare il lago e così ricongiungersi all’amato. Ma una tempesta improvvisa travolse la fragile imbarcazione e la fanciulla scomparve tra i flutti. Molti ancor oggi affermano di aver visto uno spettro luminoso, di cui se ne può scorgere la figura di dama vestita di bianco muoversi silenziosa a pelo d’acqua verso il centro del lago per poi scomparire senza lasciare traccia. Questa leggenda tragica è molto romantica e lo diventa ancora di più immersi nel panorama del Lago d’Endine. Ve ne accorgerete partecipando ad una delle visite guidate organizzate al Castello di Monasterolo.

Se volete saperne di più ecco l’articolo: Alla scoperta del Castello di Monasterolo sul Lago d’Endine

Il Fantasma sul Fiume Cherio

E’ un caso successo sul Fiume Cherio a un viandante che sorpreso dall’oscurità e avendo perso la strada nel superare il corso d’acqua attraverso un guado viene aiutato da uno sconosciuto apparso all’improvviso che gli porge la mano. Solo che la sua mano è dolorosamente più fredda del ghiaccio polare e quando il silenzioso fantasma svanisce come vapore lascia il malcapitato squassato da un febbrone micidiale che lo porta addirittura in punto di morte.
Certo che, guardando la foto qui sotto,  sembra impossibile che un posto così bello, con tutta questa natura rigogliosa di notte possa acquisire un’atmosfera sinistra per la presenza di fantasmi. 😉

Val Cavallina (BG) Fiume Cherio

La Matacagnina e la Bianca della Val Cavallina

Sul sentiero verso il cuore della Valle del FreddoLa Matacagnina e la Bianca sono due figure spettrali che si aggiravano per la Val Cavallina, rigorosamente nelle ore notturne. Terrorizzare i passanti o gli amanti del buon vino era compito privilegiato della Matacagnina, mentre la Bianca era l’unico fantasma buono della zona che riaccompagnava a casa gli ubriachi che si erano persi.

Del Matacagnina ho già raccontato nell’articolo riguardante l’escursione alla Valle del Freddo. Se volete saperne di più leggete: Alla scoperta della Valle del Freddo, la riserva naturale dove crescono le stelle alpine

 

Fantasmi della Val Brembana

Orchi, spiriti e fantasmi si trovano anche nelle leggende della Val Brembana.

Il fantasma dell’Orco di Stabello

A Stabello si racconta che il fantasma dell’Orco discenda dalla valle Passogn a certe ore del mattino o della sera e che si metta sul ponte di confine tra Zogno e Stabello per divertirsi a veder passare i nottambuli o i troppo mattinieri sotto le sue gambe divaricate. Viene raccontato che un portatore di latte che non voleva passare sotto le sue gambe, dopo aver urtato una di queste, rotolò per una cinquantina di metri a causa di un calcio ricevuto dal fantasma stesso.
Anche a Gandino si parla di questo fantasma che giocò un brutto scherzo a una fanciulla che passava sotto le sue gambe tutte le mattine per recarsi a Messa. L’Orco infatti aveva donato alla ragazza un gomitolo di lana con il quale si era cucita uno splendido vestito, ma il giorno che lo poté indossare per la prima volta, appena entrata in chiesa, godendo dentro di sé per la gelosia delle compaesane, fu colta da un grande sbalordimento e in quattro e quattr’otto si ritrovò in sottana, perché il vestito le era sparito d’un soffio.

La casa infestata

Nei pressi di un paesello della Val Brembana, sorge una piccola casa al centro di una radura, vicino ad un bosco di faggi. Durante i suoi tempi d’oro, la casupola doveva sicuramente essere un edificio accogliente, ma lo stato di abbandono in cui versa è evidente anche soltanto guardandola. Ma se la casa era così bella, perché è stata abbandonata? Si dice che, fra le sue quattro mura, si avvertisse la presenza di inquilini indesiderati. Spiriti e fantasmi che, una volta calata la notte, si divertivano a distruggere tutto ciò che trovavano, spaventando a morte chi vi abitava tanto.

Storie di fantasmi orobici casa nel bosco

Si narra che un gruppo di boscaioli giunti dal fondovalle arrivò in zona, ignari delle dicerie sull’edificio. Per tutta la giornata lavorarono, abbattendo alberi e accatastandone i tronchi ai margini della radura, dove sorgeva la casa. Di notte si coricarono nella casa e ad un certo punto furono svegliati da un cigolio di porte e un gran tonfo. Pesanti passi salirono le scale rimbombando nel silenzio e alcuni individui pallidi si affacciarono alla camera prima di iniziare a correre dappertutto, facendo un baccano dell’altro mondo unito a lamenti, urla, risate, pianti e bestemmie. Terrorizzati, i boscaioli rimasero a guardare allibiti mentre l’orda iniziò a distruggere completamente la casa a suon di seghe e accette. I boscaioli scapparono appena in tempo per veder crollare la casupola, ma la mattina dopo, la casa era ancora là, nel bosco come l′avevano trovata il giorno prima. E se la diedero a gambe.

Fantasmi della Val Seriana

Donne fluttuanti con le gambe talmente lunghe da mettere un piede su un monte, e l’altro piede su un altro monte le troviamo in Valle Seriana, mentre il fantasma di un bambino ribelle lo troviamo in Valle Serina con assordanti boati.

La Dona del Zöch della Val Seriana

Abbastanza buffa è la leggenda della dona del zöch, il fantasma di una donna che si mostrerebbe di notte in atto di lavare vicino a qualche fontana o a qualche ruscello e che avrebbe la singolare caratteristica di allungarsi smisuratamente.
A proposito di questo fantasma viene raccontata la storia di un vecchietto, tanto avaro quanto povero, che si era accorto che qualcuno gli rubava le pere che cadevano di notte da una secolare pianta che si trovava poco lontano dalla sua abitazione. Volendo scoprire chi fosse il ladro, si alzava qualche volta prima dell’alba per sorvegliare l’albero. Una mattina, da una certa distanza, aveva scorto qualche cosa che si muoveva ai pedi dell’albero; avvicinatosi un poco, vide una donna piccola piccola che pian piano cresceva tanto che in pochi secondi era arrivata a toccare la chioma dell’albero. L’uomo fuggì a gambe levate!
Nei pressi di Valcava questo fantasma è stato visto con un piede sul monte Tesoro e uno sul Pralongone. Anche a Clusone la donna ha la capacità di allungarsi in modo straordinario; si dice addirittura che di notte può capitare di passarle attraverso le gambe senza accorgersene.
A Costa Serina la si può incontrare mentre lava i panni presso una fonte, ma si dice sia molto pericoloso parlarle…

I boati di Carletto a Serina

Si racconta che a Serina, fin da memoria d’uomo, si odono durante la notte lamenti e boati che sembrano provenire dalla profondità della terra. Per spiegare questi famosi “tonfi” si tramanda fin dal XVI secolo la “storia di Carletto”. Una leggenda che vede protagonista un bambino dispettoso e violento che, morto improvvisamente nel sonno, venne sepolto nel cimitero locale. All’indomani e nei giorni seguenti, però, la sua tomba risultava sempre in disordine e la bara dissotterrata. La gente allora decise di seppellire Carletto in un luogo più lontano perché, si diceva, la terra «non ce lo voleva». Il corpo del bambino venne cosi interrato sotto il vicino monte Blum. Ma da allora iniziarono i famosi boati che, durante la notte, con il silenzio delle tenebre, si avvertivano sempre più forti e inquietanti.

 

E infine…il Folletto dispettoso che colpisce tutti

Uno spirito di cui si parla molto nella zona bergamasca è quello del Folletto dispettoso. Viene descritto come uno spirito piccolo, peloso, rosso: una specie di scoiattolo senza coda, con occhi di brace, un viso tirato, pieno di malizia. Questo simpatico personaggio faceva tutti i dispetti possibili alle persone, soprattutto alle donne: sottraeva improvvisamente gli oggetti di cui uno aveva urgente bisogno, faceva scricchiolare i mobili, tintinnare i vetri, rompeva gli strumenti da lavoro, arruffava matasse e gomitoli di filo, tirava le coperte dai letti, scompigliava i vestiti negli armadi e gli oggetti nei cassetti, spegneva il fuoco nei focolari, rovesciava le pentole e i secchi d’acqua, faceva scappare gli animali dalla stalla. Come se non bastasse poi si faceva sentire, senza farsi vedere, a ridere di questi suoi dispetti.

 

Note: Foto in parte mie e in parte recuperate on line. 

49 commenti

  1. Ogni città ha le sue leggende e i suoi fantasmi, mi incuriosisce sempre leggerle. Tra l’altro, alcuni dei luoghi che hai citato mi hanno colpita e li visiterei volentieri, soprattutto il castello di Pumenengo (ho un debole per i castelli).

  2. Un articolo davvero coinvolgente, io sono molto attratta da questi misteri; bisogna che mi organizzi per fare un giro a Bergamo e provincia!

  3. Amo sempre leggere di storie di fantasmi, castelli infestati e leggende spaventose ma poi mi lascio subito impressionare e rimpiango di aver visitato o cercato informazioni! 😂 La curiosità è più forte, vince sempre! Poi in Italia è pieno, quindi non finiscono mai 😅

    1. Hai ragione. Ma nei miei viaggi ho anche scoperto che ci sono fantasmi e spiritelli che si ritrovano identici in molte parti d’Italia. E la cosa, come dire… mi tranquillizza abbastanza. 😉

  4. Non sapevo che dalle tue parti ci fossero tutte queste presenze inquietanti! Cosa che mi incuriosisce tantissimo soprattutto dopo aver visitato un castello infestato in Scozia, dove la storia è simile ad altre: ragazza che si innamora di chi non deve, il padre la uccide e il suo fantasma continua ad aggirarsi tra le stanze del castello. Mentre leggevo della bambina che piange dal fondo del pozzo e della casa nel bosco mi è venuta la pelle d’oca: queste storie mi piacciono tantissimo ma mi fanno paura al tempo stesso!

    1. ahahaha! anche a me, mentre me le raccontavano qualche brividino mi è venuto. E pensa che ho lasciato fuori le storie più terribili! 😉

  5. Stupendo questo articolo!! Siamo appena state a Crespi d’Adda, giusto la settimana prima del blocco totale e ci siamo ripromesse di tornare per visitare a modo l’industria tessile. Adoriamo le storie di fantasmi, spetti ed ectoplasmi, belle e affascinanti. Tra tutte, vorrei visitare la casa infestata in Val Brembana.

    1. Quella casa è davvero difficile da trovare. Sarà che molti ne hanno davvero paura e se ne guardano bene dal dire dove sia. 😉

  6. AHAHAH! Un articolo stupendo, complimenti perché ti sei superata! la differenza tra i vari tipi di fantasmi non era mai stata spiegata in maniera più chiara!

    1. Grazie! Alcuni luoghi sono così’ belli e romantici che ci si dimentica degli spiritelli che gironzolano. E detto tra noi: io li sto ancora cercando! 😉

  7. Del fantasma di Crespi d’Adda avevo sentito parlare ma non sapevo “chi fosse” mentre le altre storie mi erano talmente sconosciute. In occasione dei castelli aperti avrei voluto visitare Marne

    1. Quando sarà finita l’emergenza, ti consiglio di visitarlo. Lo aprono al pubblico una domenica al mese (solitamente la mattina) per le visite guidate. Spero che prima o poi si possa tornare a farle. A me piace andarci almeno un paio di volte all’anno per poter godere della bellezza dei colori del giardino. Ogni scorcio è una meraviglia da cartolina.

  8. Le storie che legano luoghi a fantasmi e soprattutto dimore e castelli ma affascinano moltissimo. Non sapevo però che Bergamo vantasse così tante leggende di fantasmi e strane presenze. I tuoi articoli sono sempre interessanti e curiosi.

  9. Conoscevo solo la storia del fantasma di Monasterolo. Tutte queste storie mi appassionano un sacco. Raffi, devo proprio venire dalle tue parti quando finirà la pandemia.

  10. Ma quanti fantasmi nel bergamasco! Sono molto affascinata dalle storie di entità vaganti per castelli arroccati,ma mi affascinano molto di più i gossip storici che li accompagnano. Vero o no, sono sempre leggende piacevoli da leggere o ascoltare.

  11. Una città così ricca di castelli non può che essere anche ricca di fantasmi e storie di altri mondi che incontrano il nostro. Io, sinceramente, un po’ ci credo. Anzi, ci credo e basta :-). Un abbraccio forte a tutta Bergamo.

  12. È una vita che sostengo di avere un poltergeist in casa, ma nessuno mi crede! Scherzi a parte il tuo articolo mi è piaciuto davvero molto, perché sono da sempre appassionata di entità paranormali e stregoneria. Credo proprio che dovrò fare un salto dalle tue parti per approfondire, perché conoscevo solo la leggenda dei boati di Serina.

  13. Wow! Bellissimo! mi è piaciuto molto leggere questo intrigante articolo, vorrilei proprio vedere quei luoghi e incontrare le sue presenze🎃

  14. Ma bellissimo il folletto dispettoso finale! 😂 Di tutti i tipi di creature che hai descritto io sarei senz’altro un fantasma domestico. Sono nata stanca, non mi prenderei mai la briga di andarmene in giro o fare chiasso o i dispetti. 😅

  15. Mi hanno sempre incuriosito le storie di fantasmi, a partire da quando, alle elementari, la maestra ci leggeva le leggende delle nostre valli. Quest’estate saremmo dovuti andare a caccia di fantasmi nei castelli della Scozia ma sarà per la prossima volta…

  16. Appena leggo spiriti o fantasmi sono troppo curiosa e clicco subito. Non credo alla loro presenza ( e non sapevo esistessero tutti quei “tipi”), ma sicuramente preferirei non trovarmi in nessuno di questi luoghi di notte da sola😅 A parte scherzi ho sempre pensato che in caso esistessero spiriti cattivi esisterebbero anche spiriti buoni a proteggerci da quelli malvagi 😉

  17. No vabbè, ma quanti sono!!! Certo non ve ne fate mancare nella zona, eh? Vedo che le atmosfere però ci sono tutte: il castello, il cimitero dei bambini, le montagne e i boschi sono luoghi che effettivamente possono stimolare la fantasia, complice una certa suggestione. Io per esempio, sono convinta di aver visto una notte un fantasma. Ma non mi trovavo in provincia di Bergamo!

  18. Posso dirti la verità?! Ho amato moltissimoquesto tuo articolo! Considera che io sono una che (quando si poteva) andava a visitare i posti abbandonati. Per cui tutto ciò che è leggenda a me piace da morire! Verrò a “verificare” tutte queste cose con i miei occhi appena sarà possibile *.*

  19. Ma quanto inquieta la casa infestata della Val Brembana?! E quanto è buffo il folletto dispettoso?! 🙂 Davvero interessante questo articolo, mi affascinano sempre moltissimo le storie di presenze e fantasmi (anche se rabbrividisco sempre un po’ quando le ascolto o le leggo)!

    1. ahahahaha! il folletto dispettoso è una costante in Italia: lo trovi sia al Nord che al Sud. Credo venga dalla cultura contadina antica per spiegare i problemi digestivi notturni.

  20. Amo le storie di mistero e di fantasmi, tanto che, ad esempio, quando sono andata a Praga ho partecipato ad un tour sull’argomento. Mi piacerebbe partecipare ad un tour del genere a Bergamo e provincia sulle tracce dei fantasmi. Nel frattempo mi sono goduta il tuo articolo 🙂

    1. Ti ringrazio! Una volta c’era una guida turistica che faceva un tour dedicato proprio al Mistero e ai fantasmi. Speriamo che finito questo momento pazzesco per il turismo, si possa riprendere.

  21. Ma quante storie di fantasmi nella bergamasca! Molto suggestiva la storia del povero soldato in catene, io però sono certa che il folletto dispettoso abita anche a casa mia dato che mi capita spesso di non trovare le cose che sono certissima di aver lasciato ordinatamente al loro posto…….!!

  22. Ma quanti ce ne sono???? 😀 mi piacciono quelli “che non sanno di essere morti”. C’era un bel film con Nichol Kidman che parlava della stessa cosa, “The Others”, te lo ricordi?

  23. Il folletto dispettoso qui in Salento si chiama Sciacuddhi o Laurieddhu.
    Ogni volta che perdo qualcosa, in casa, penso subito a lui.
    Molto interessante questo post, è un argomento che da sempre mi affascina e mi fa venire i brividi. Sarà perchè ci credo (e sento).

  24. Un articolo da Halloween! A parte gli scherzi…la bambina in fondo al pozzo che piange mi farebbe davvero paura. Il brutto è pensare che cosa succedeva un tempo a questi poveri bambini.

  25. Ho uno strano rapporto con le storie di fantasmi. Da un lato mi incuriosiscono molto e spesso vado poi anche a visitare i posti di cui leggo. Dall’altro lato però io questi fantasmi finisco con il sognarmeli la notte!

  26. Non sono un’amante del soprannaturale quindi ho letto il tuo post con una certa reverenza…scoprendo un sacco di cose nuove…e misteriose

  27. Questi misteri ci affascinano sempre…non sapevamo che i fantasmi avessero così tante caratteristiche e che a Bergamo ci fossero cosi tante leggende. Da approfondire sicuramente con una visita!

  28. Ma è incredibile scoprire che una zona limitata abbia così tante leggende! Io sono abbastanza attratta da queste leggende anche se mi fanno paura! Quanto tempo ci hai messo a fare queste ricerche?

    1. E pensa che ne ho tralasciati tantissimi… Ma non potevo scrivere un pezzo con 50 fantasmi! 😉

  29. Ciao mi hai aperto un mondo sui fantasmi, non aveva idea ce ne fossero così tanti nel mondo e a Bergamo. Anime ignare di essere morte ma spero che non spaventano nessuno

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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