Freccia Orobica

Tutti al mare (e non solo): con Orobic Line, la storica Freccia Orobica, in estate si viaggia da Bergamo a Pesaro

Lo chiamano il Treno delle Vacanze, ma la Freccia Orobica è il treno regionale di Trenitalia, servito da TPER (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna), che collega le città di Bergamo e Brescia con Pesaro, attraversando tutte le principali località marittime dell’Emilia Romagna prima di raggiungere il capoluogo di provincia marchigiano. Il servizio è attivo da oltre 50 anni (52 nel 2022 per la precisione) nel periodo estivo che va da giugno a settembre. E anche se i bergamaschi continueranno a chiamarlo Freccia Orobica, l’azienda dei trasporti l’ha ribattezzata Orobic Line, per darle una nota più moderna e internazionale.
Se volete sapere quali sono gli orari di partenza e quali sono le fermate della Freccia Orobica, leggete i prossimi punti. E siccome presto sarà l’anno di Bergamo e Brescia capitali della cultura 2023, se avete voglia di farvi un giro in questi territori viaggiando in treno, ecco qualche dritta su quello che potete visitare.

Gli orari di partenza e arrivo della Freccia Orobica e le fermate

Il treno 1771 Orobic Line più conosciuto come Freccia Orobica parte tutti i giorni alle 7:27 da Bergamo e arriva a Pesaro alle 13:15. Al contrario, il treno 1770 parte da Pesaro alle 16:42 per rientrare nella città orobica alle 22:40. Il treno che parte da Bergamo effettua le fermate di Grumello del Monte, Palazzolo sull’Oglio, Rovato, Brescia, Nogara, Ostiglia, Poggio Rusco, Sermide, Ferrara, Ravenna, Classe, Lido di Classe, Cervia-Milano Marittima, Cesenatico, Bellaria, Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica – S. Giovanni – Gabicce. Un percorso che si snoda su circa 400 chilometri. 

Nel 2022 le corse avranno inizio il 12 giugno e termineranno l’11 settembre.

Viaggiare in treno | Freccia Orobica | Tutte le fermate nelle provincie di Bergamo e Brescia (capitali della cultura 2023)

Bergamo

Bergamo

Per quelli che non conoscono ancora questo blog dove potete trovare oltre 555 articoli dedicati alla storia e alle bellezze di Bergamo e provincia, ecco un breve riassunto di quello che potete visitare nel capoluogo orobico, fermata di partenza e di arrivo della Freccia Orobica.

Arrivando a Bergamo in treno e uscendo dalla stazione vi troverete sullo stradone principale che porta in Città Alta.  Percorretelo fino ad arrivare alla stazione della Funicolare che parte dalla Città Bassa e che vi porta a Bergamo Alta, la città antica perfettamente conservata di Bergamo. Ma potete decidere di raggiungere Bergamo Alta a piedi, approfittando di 8 splendidi itinerari.

Nel raggiungere Bergamo Alta lo sguardo si allargherà piano piano fino alle Alpi mentre le mura antiche (Mura Venete Patrimonio Unesco) si fanno più vicine e ci si passa attraverso. Raggiungete Piazza Vecchia, una delle più armoniose e belle piazze italiane. Qui c’è quasi tutto quello che merita una vostra visita: il Museo delle Storie, il Palazzo della Ragione con la sua meridiana e il museo degli Affreschi.

Sempre sulla piazza affaccia un altro palazzo storico, quello del Podestà, e il Campanone, la torre simbolo di Bergamo. Ancora pochi passi e si arriva nel cuore religioso di Bergamo: la Piazza del Duomo con la Basilica di Santa Maria e la Cappella Colleoni. Se avete tempo, prendete l’altra funicolare di Bergamo (San Vigilio) che dalla Città Alta porta fino a San Vigilio. Da qui lo sguardo abbraccia tutto. Prima di salire nella Città Alta, o dopo esserne discesi, non dimenticate una visita al piccolo ma meraviglioso museo dell’Accademia Carrara o la Gamec. Questa è Bergamo, un piccolo gioiello che sempre più italiani stanno scoprendo. Non manca una straordinaria cucina che viene incontro all’appetito con sostanza e semplicità, come scoprirete con questo articolo dedicato ai piatti tipici bergamaschi da provare assolutamente.

Grumello del Monte  (BG)

Situato ai piedi delle prime propaggini collinari delle Orobie dista circa 19 chilometri ad est da Bergamo. Siamo nella zona del Valcalepio e dell’omonimo vino. Il nucleo storico, caratterizzato dalle antiche costruzioni in pietra locale che, negli esempi architettonicamente più preziosi, sono corredate dei tipici atri a colonne in pietra di Sarnico e chiavi di volta scolpite (palazzo Micheli, casa Signoroni secolo XVII).

I primi documenti in cui il nome del paese viene citato risalgono all’epoca medievale; il più importante di questi è indubbiamente quello in cui il cardinale bergamasco Guglielmo Longhi, morto ad Avignone nel 1319, cita il paese di Grumulus.

Nel Medioevo Grumello risentì a lungo delle lotte di parte tra gli abitanti del paese, di parte guelfa, e i ghibellini del lago d’Iseo. Proprio per questo gli abitanti decisero di dotarsi di un castello e torre d’avvistamento a scopo difensivo. Le vicende storiche di Grumello sono le stesse di Bergamo e del suo territorio, dalla Signoria Viscontea, alla dominazione veneziana, da quella napoleonica a quella austriaca fino all’Unità d’Italia.

Il Castello  e gli edifici religiosi di Grumello

Dominante sul paese è il castello, la cui costruzione medievale conserva la poderosa torre, la cinta muraria e la corte interna. Costruito nel XIII secolo come fortificazione militare, il castello costituì una postazione strategica durante le lotte che videro contrapposti dapprima guelfi e ghibellini e, successivamente, Ducato di MIlano e Repubblica di Venezia. Al periodo medievale risalgono tanto la torre merlata (guelfa) e la sala delle guardie quanto le cantine e le prigioni.

Già proprietà del cardinale Guglielmo Longhi, il castello fu adibito a dimora già dal XV secolo, quando Bartolomeo Colleoni amava trascorrervi i suoi rari momenti di tempo libero. Dopo essere passato nelle mani dei Suardi e dei Del Carretto, il castello divenne proprietà di un ramo cadetto della nobile famiglia Gonzaga (precisamente: i Gonzaga di Vescovado).

Molti sono gli edifici religiosi degni di nota: in primo luogo la chiesa parrocchiale, dedicata alla Santissima Trinità ed edificata nel 1720 su progetto di Giovan Battista Caniana e che custodisce opere di notevole valore, come un polittico di Vittore Carpaccio, sculture di Andrea Fantoni, dipinti del Carobbio ed un organo del Serassi.

Altre chiese meritano menzione: il santuario della Madonna del Buon Consiglio, risalente al XV secolo, la chiesa di San Pantaleone ed il santuario del Calvario, queste ultime due poste sui colli circostanti.

Ecco un link che potrebbe esservi utile se decidete di gironzolare a Grumello del Monte

Palazzolo sull’Oglio (BS)

Palazzolo sull’Oglio (Palasöl in dialetto bresciano e in dialetto bergamasco, Palahöl nella variante palazzolese) è un comune italiano di 19 975 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Si trova al confine con la provincia di Bergamo in una posizione equidistante dai due capoluoghi.

Il comune ebbe la denominazione di Palazzolo fino al 1862, quando con Regio Decreto 24 agosto 1862, n. 802, fu aggiunta la specificazione sull’Oglio per sottolineare il legame con il fiume, sulle cui rive sorge il principale centro abitato.

Rovato (BS)

Rovato (Ruàt in dialetto bresciano) è un comune italiano di 18 966 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia, situato nella parte meridionale della Franciacorta, al confine con la bassa Bresciana e ai piedi del Monte Orfano. Il 2 giugno 2014 ha ottenuto il riconoscimento del titolo di città.

Rovato appartiene al territorio della Franciacorta: la sua produzione vinicola è quindi legata al Terre di Franciacorta DOC, come il bianco, il bianco Vigna, il rosso e il rosso Vigna. La città vanta anche una lunga tradizione nel campo delle carni bovine, qui ogni anno tra marzo e aprile si tiene una delle manifestazioni zootecniche più importanti del Nord Italia: Lombardia Carne.

Prodotto tipico di Rovato è il manzo all’olio, che viene festeggiato nella cittadina durante il mese di novembre e che recentemente è stato tutelato con il marchio De.Co. Il piatto vanta una tradizione culinaria antichissima: la prima ricetta, della nobildonna Veronica Porcellaga, è datata fra il 1500 e il 1600, ma esistono altre ricette scritte anche del 1800.

Brescia, la Leonessa d’Italia

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Nel 2023 insieme a Bergamo, Brescia, diventerà Capitale della Cultura. Già si stanno organizzando le prime campagne di comunicazione per dare un senso a questa accoppiata che un tempo sarebbe sembrata impossibile. Infatti, nonostante i legami tra Bergamo e Brescia siano tantissimi, compresa la condivisione di un lago, il Sebino o più comunemente detto Lago d’Iseo, la rivalità tra le due città è molto accesa, soprattutto quando si parla di fede calcistica. Ma superate le chiacchiere sui campanilismi, vi invito a visitare Brescia che vanta moltissime attrazioni e luoghi di straordinaria bellezza.

Brescia, “leonessa d’Italia” come la definì Carducci per il coraggio mostrato durante le 10 giornate di rivolta con gli austriaci (23 marzo-1 aprile 1849), di cose da offrire ne ha tante.

Partiamo dalle piazze: quella della Loggia, ancora oggi tristemente famosa per l’attentato ma così bella con l’edificio da cui prende il nome e i portici, riparo ideale per le fredde giornate d’inverno; poi piazza dei Duomi, ben due, uno antico e uno più giovane che si contendono l’attenzione dei turisti; infine piazza del Foro con il teatro e il Capitolium, testimonianze della Brescia romana. Poi tante chiese, una splendida pinacoteca e, sopra tutto, il Castello che guarda la città, le prealpi e la Franciacorta. A proposito, a Brescia si mangia bene e si beve meglio, perché questa è terra di vini e grande cucina. Segnate: c’è tanto da vedere e fare per chi ama l’arte, la natura e il buon cibo.

Se siete a Brescia, dovete assolutamente assaggiare i casoncelli (quelli bresciani, perchè quelli Bergamaschi sono un’altra cosa), deliziosi ravioli a mezzaluna ripieni di carne, parmigiano ed erbe aromatiche, conditi con tantissimo burro fuso aromatizzato alla salvia. Tra gli altri piatti tipici bresciani troviamo anche la polenta, accompagnata dalla carne; ottimi salumi e formaggi saporiti come il bagoss. Ovviamente, dei piatti così ricchi, necessitano dell’accompagnamento adatto: come non scegliere uno dei meravigliosi vini della Franciacorta, una delle regioni vinicole più rinomate d’Italia?! Tra le bevande alcoliche, inoltre, all’ora dell’aperitivo, non possiamo dimenticarci del pirlo, il tipico drink bresciano a base di vino bianco.

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Il fascino del viaggio: 5 motivi per cui amo viaggiare in treno

Viaggiare in treno

Viaggiare in treno significa lasciare scorrere lo sguardo sul mondo che scorre lateralmente, dal finestrino. Ma anche vivere quel movimento con gli altri, gli sconosciuti compagni di viaggio, in un rapporto unico e magico insieme. Il treno ci parla anche se è fermo, ci parlano la sua forza, il peso, la lunghezza: è il mezzo di trasporto su terra più lungo e più pesante in assoluto, e la vecchia locomotiva a vapore, anche in sosta, esibisce una “fine e gigantesca eleganza, con le grandi ruote leggere unite da bracci d’acciaio, il petto ampio, le reni allungate e possenti, fabbricata con tutta la logica e tutte le garanzie di sicurezza che fanno la sovrana bellezza di quegli esseri di metallo” come scrive Émile Zola.

Guardare fuori dal finestrino

Il treno è il mezzo di trasporto che più di tutti permette di viaggiare con lentezza. Si può osservare il paesaggio che scorre fuori dal finestrino, apprezzare il continuo divenire, cogliere le differenze che chilometro dopo chilometro diventano sempre più marcate.

A differenza degli aerei, in treno si può godere di viste incredibili, mentre paesaggi perfetti si dipanano davanti ai vostri occhi! Ed è anche meglio della macchina perché avete la possibilità di guardare tranquillamente fuori dal finestrino a ammirare il paesaggio mentre qualcuno guida per voi.  Mentre l’aeroplano ti catapulta dall’altra parte del mondo, il treno ti permette di conoscere un nuovo paese prima ancora di visitarlo. Ti fa immergere metro dopo metro nella sua essenza.

Permette di fare nuove amicizie

E’ il metodo più efficace per fare un po’ di people watching e ad avere un primo impatto con la cultura locale è proprio spostarsi usando i mezzi pubblici. Prendendo un treno in un paese straniero potrai entrare in contatto più facilmente con la gente del luogo, osservare le loro usanze, scambiare quattro chiacchiere e fare degli incontri interessanti che potrebbero diventare la vera svolta del tuo viaggio.

Niente unisce le persone come ritrovarsi a condividere lo stesso scompartimento di un treno. E, anche se a volte può essere un po’ scomodo, ti farà vivere un’esperienza molto più autentica rispetto al tranquillo, ma asettico abitacolo di una macchina a noleggio.

Potete passare il tempo leggendo

E se non avete voglia di chiacchierare? Potete trascorrere il tempo del vostro viaggio leggendo, facendovi cullare dal movimento del treno. Sarete trasportati lontano dal mezzo di trasporto e dalla vostra fantasia. Cosa c’è di meglio?

E’ veloce, pratico ed economico

Per quanto riguarda gli aspetti più pragmatici, il treno resta ancora oggi il mezzo di trasporto più pratico, veloce ed economico. Qualcuno potrebbe dire che i voli low cost sono una soluzione migliore, ma non è sempre così.

Prendere l’aereo significa presentarsi almeno un paio di ore prima in aeroporto. Una volta a destinazione, ci vuole almeno un’ora prima di uscire. Spesso si tende a sottovalutare le infinite attese negli aeroporti, ma questa circostanza rende il volo in aereo molto meno rapido di quanto si creda.

Allo stesso tempo, non si può certo dire che volare sia pratico. In treno puoi portarti dietro ciò che vuoi, mentre in volo devi affrontare controlli e restrizioni di ogni tipo.

Anche al giorno d’oggi, il treno sa essere il mezzo di trasporto più economico. Basta conoscere i segreti per trovare i biglietti a prezzi convenienti.

Rispetta l’ambiente

Viaggiando in treno è indubbio che stiate facendo la vostra parte per l’ambiente: i treni consumano meno energia e generano meno emissioni rispetto agli aerei, o alle automobili, quindi state riducendo la vostra impronta di carbonio.

 

One comment

  1. Mi fa scoprire alcune cose che nemmeno immaginavo esserci.è proprio vero il detto che il calzolaio ha le scarpe rotte e chi è nato e cresciuto a Bergamo tante cose le da per scontate e purtroppo non le apprezza.grazie gfsuardi

Grazie di aver letto il post. Se desideri lasciare un commento sarò felice di leggerlo

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