Libri ambientati nella Bergamasca | Al di qua del fiume, il sogno della famiglia Crespi, di Alessandra Selmi

Al di qua del fiume, il sogno della famiglia Crespi, di Alessandra Selmi.Un mondo che prende vita. E’ bellissimo camminare accanto ai protagonisti di questo romanzo storico, gioire con loro, soffrire con loro, sperare con loro” sono queste le parole di Stefania Auci, autrice dei Leoni di Sicilia, che trovate sulla fascetta del libro dedicato a Crespi d’Adda e alla famiglia che trasformò un sogno in realtà.

Se vi piacciono i libri corti, lasciate perdere, ma se vi piacciono le saghe familiari condite di storia, quella vera, di sogni e tanti sentimenti tutti molto umani, allora questo è il libro che fa per voi. Al di qua del fiume racconta la storia di Crespi d’Adda, dalla sua fondazione nel 1877 al declino, cominciato negli anni Trenta. Lo fa attraverso la storia della famiglia che fondò il villaggio operaio oggi Patrimonio Unesco. E lo fa anche attraverso la storia e le voci delle persone che vissero in quel microcosmo all’apparenza autosufficiente, ma non privo di spinte e di influenze che venivano dall’esterno.

Se anche quando visitate Crespi d’Adda vi chiedete come fosse veramente la vita delle persone, cosa pensavano, cosa mangiavano, che relazioni avevano, che storie si raccontavano tra loro, questo è il libro che dovete assolutamente leggere. Leggere e poi visitare Crespi con occhi nuovi.

Al di qua del fiume, di Alessandra Selmi: la storia di un sogno

Crespi d’Adda è solo un triangolo di terra delimitato dal fiume Adda, lo si può abbracciare con uno sguardo. Ma, nel 1877, agli occhi di Cristoforo Crespi rappresentava il futuro. Lui, figlio di un tengitt, di un tintore, ha fatto sorgere un cotonificio all’avanguardia e, soprattutto, un villaggio per gli operai come mai si era visto in Italia, con la sua chiesa, la sua scuola, case accoglienti con giardino. Si è giocato tutto quello che aveva, Cristoforo, per realizzare quel sogno. I soldi, la reputazione e anche il rapporto col fratello Benigno, ammaliato dalle sirene della nobiltà di Milano e dal prestigio di possedere un giornale. Per Cristoforo, invece, ciò che contava era produrre qualcosa di concreto e cambiare in meglio la vita dei suoi operai.

E la vita della giovane Emilia cambia il giorno in cui si trasferisce nel nuovo villaggio. Figlia di uno dei più fedeli operai dei Crespi, e con una madre tormentata da cupe premonizioni del futuro, Emilia è spettatrice della creazione di un mondo autosufficiente al di qua del fiume, e la sua esistenza, nel corso degli anni, si legherà ineluttabilmente a quella degli altri abitanti di Crespi d’Adda. Come la famiglia Malberti, l’anima nera del villaggio, o gli Agazzi, idealisti e ribelli. Con loro, Emilia vive i piccoli e grandi stravolgimenti di quel microcosmo e affronta le tempeste della Storia: i moti per il pane del 1898, la prima Guerra Mondiale, le sollevazioni operaie…

Tuttavia il destino farà incrociare la sua strada anche con quella di Silvio Crespi, erede dell’azienda e della visione del padre Cristoforo. Nonostante l’abisso sociale che li divide, tra i due s’instaura un rapporto speciale che resisterà nel tempo, e sarà Emilia il sostegno di Silvio nel momento in cui i Crespi – forse diventati troppo ricchi, troppo orgogliosi, troppo arroganti – rischieranno di perdere tutto. Fino all’avvento del fascismo, quando il villaggio Crespi, come il resto del Paese, non sarà più lo stesso.

Leggere per comprendere: un racconto corale che svela l’impatto di un sogno sulla vita degli uomini

Al di qua del fiume  è la storia del primo villaggio industriale in Italia, Crespi: un sogno diventato una grande realtà, a cavallo tra mondo contadino e mondo industriale, un sito all’avanguardia, e a misura d’uomo. La base storica e il racconto diventano l’occasione per riscoprire il passato di un luogo unico dal 1995 inserito nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità e una parte della nostra identità.

La Selmi, nonostante intitoli il libro “il sogno della famiglia Crespi”, sceglie di dar vita ad un racconto corale. Perché non sono solo gli imprenditori a scrivere la storia, ma sono soprattutto le persone che lavorano per gli imprenditori. È proprio sulle persone che l’autrice costruisce il suo racconto di oltre cinquant’anni di vita del Villaggio Crespi: non solo una storia di imprenditoria, ma una storia umana, che incrocia universi sociali accomunati da un solo progetto.

Le pagine di questo romanzo storico mostrano ogni sorta di sentimento: rabbia, gelosia, invidia o amore. Le vite dei residenti di Crespi d’Adda, si intrecciano in un vortice di vicissitudini, inimicizie e tragedie che, incuranti del ceto sociale a cui appartengono, colpiscono un po’ tutte le famiglie. Quello che esplode con una forza inaudita sono proprio le emozioni, autentiche e violente, spesso dettate dai bisogni più elementari dei personaggi che le animano.

Crespi d’Adda, un luogo unico, da (ri)visitare con occhi nuovi

Crespi d’Adda è un villaggio operaio, patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1995. Si trova nell’Isola Bergamasca a pochi chilometri da Bergamo. Fondato nel 1878 da Cristoforo Benigno Crespi, imprenditore tessile di Busto Arsizio, e situato sulla sponda sinistra del fiume Adda che provvedeva a fornire energia alle macchine dell’opificio, il Villaggio operaio Crespi era una vera e propria piccola città moderna, un centro residenziale con edifici che rispecchiano i ruoli aziendali, dalla casa per gli operai alla villetta per i dirigenti, e dotato di servizi d’avanguardia.

L’idea della famiglia Crespi era quella di dare vita a un vero e proprio “villaggio ideale del lavoro”, nel quale potessero fondersi in maniera armonica le necessità imprenditoriali e i bisogni della classe operaia.  A tutti gli operai, infatti, era messa a disposizione una casa dotata di orto e di giardino, ma anche tutti i servizi necessari alla costruzione di una vera e propria comunità, come ospedale, chiesa, scuola, teatro, bagni pubblici e illuminazione elettrica. Il tutto, tenendo sempre insieme innovazione tecnologica e attenzione sociale.

Leggete: 

 

Un tour col libro in mano per scoprire Crespi con gli occhi di Emilia

L’Associazione Crespi d’Adda che da anni cura le visite guidate all’interno del paese ha studiato un tour, della durata di 2 ore e 30 minuti, che tocca tutti i luoghi simbolo del romanzo storico “Al di qua del fiume” di Alessandra Selmi  per scoprire il sito Unesco con gli occhi di Emilia, il personaggio forte e sensibile frutto della fantasia dell’autrice.

Si inizia quindi dall’amata scuola di Emilia e si passeggerà tra le casette e i cosiddetti palasocc dei Malimberti. Si camminerà lungo il canale del triste ritrovamento di un cadavere. Scoprirete l’ambulatorio dove il dottor Pagani lavorava. Vedrete l’osteria dell’Agazzi e la fabbrica dove si recavano gli operai, giorno dopo giorno. Un tour unico per fare un tuffo nel romanzo e nella storia di questo luogo!

Tariffe

Euro 10,00 a persona; bambini omaggio fino ai 6 anni. Persone diversamente abili omaggio. La tariffa comprende visita guidata a tema “Al di qua del fiume” nel villaggio operaio e nelle sale museali multimediali.

Ritrovo e partenza

Il punto di ritrovo e partenza è l’UNESCO Visitor Centre di Crespi d’Adda in Corso Manzoni 18 (edificio bianco vicino alla chiesa, all’ingresso nel villaggio sulla sinistra).

Per prenotare la visita cliccate QUI

Se ti piace visitare i luoghi raccontati nei libri

Visitare i luoghi dove sono ambientati i libri è una di quelle esperienze che i lettori amano senz’altro fare, soprattutto quando il libro che hanno letto li ha catturati dalla prima all’ultima pagina.

Nella bergamasca abbiamo la fortuna di avere diversi luoghi che fanno da sfondo alle vicende narrate dai romanzi. Qui sotto vi segnalo alcuni titoli di libri che dovete assolutamente leggere per guardare con occhi nuovi molti luoghi di Bergamo e della sua provincia.

 

Note: le foto sono in parte mie e in parte recuperate in Rete. Questo articolo è frutto di una mia decisione e il libro è stato regolarmente acquistato. Il link per l’acquisto del libro che trovate in questo articolo è in affiliazione e non incide in alcun modo nel costo di acquisto del cliente finale. 

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