Cavellas area archeologica entrata laterale Migros

L’area archeologica Cavellas di Casazza, una minuscola Pompei sigillata dall’acqua, a due passi dal Lago d’Endine

Se la colonna con le varie epoche geologiche viste all’interno del Museo della Val Cavallina (di cui vi ho già parlato in questo articolo) vi ha fatto sognare catapultandovi indietro di ere geologiche così lontane da essere difficili da immaginare, sappiate che sotto il supermercato Migross  di Casazza c’è una macchina del tempo che vi permetterà di fare un salto all’indietro fino al tempo degli antichi Romani. Basterà scendere una scalinata posizionata sulla sinistra del supermercato, varcare una porta a vetri per trovarvi all’interno di una “minuscola Pompei sigillata dall’acqua” dove scoprirete com’era la vita in un villaggio rurale per periodo romano. Si tratta dell’Area Archeologica Cavellas: un antico villaggio romano abitato fino al 5° – 6° secolo da un gruppo di famiglie impegnate nell’agricoltura e nell’allevamento e abbandonato in tutta fretta per fuggire alla piena del torrente Drione che lo sommerse completamente per farcelo ritrovare secoli dopo intatto.
Una visita perfetta per grandi e piccini. Scopriamo insieme perché.

Area archeologica Cavellas: di cosa si tratta

Il Sito archeologico di Cavellas è oggi tra i siti più importanti della Lombardia e di tutta l’Italia Settentrionale. Si tratta di un antico villaggio rurale romano riscoperto per caso durante i lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo di un supermercato. Sotto quattro metri di detriti sono affiorati resti che testimoniano momenti di una vita domestica fatta di coltivazione dei cereali, agricoltura, allevamento e tessitura di stuoie.

Disegno che riproduce la vita nell'antico villaggio Cavellas

L’area archeologica Cavellas è parte del PAD (Percorso archeologico Diffuso): una rete di luoghi di interesse archeologico e culturale, compresi nel bacino territoriale della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi.
Questi siti archeologici sono:
– la necropoli di età romana di Lovere,
– il Gabinetto dell’archeologia di Palazzo Tadini di Lovere,
– l’impianto termale della villa romana di Predore,
– la Parra Opidum di Parre
– Cavellas, l’antico villaggio romano di Casazza.

Se volete saperne di più sul Percorso Archeologico Diffuso, ecco il sito con i vari approfondimenti. 

La gestione dell’area archeologica Cavellas è affidata al Museo della Val Cavallina. Insieme formano il Museo Cavellas.

Se volete saperne di più sul Museo della Val Cavallina, forse vi interesserà leggere: Visitare il Museo Cavellas di Casazza, partendo dal museo storico ambientale della Val Cavallina.

Cavellas: una piccola “Pompei bergamasca” sigillata dall’acqua

L’immagine è forte (qualcuno mi ha fatto notare che è “un po’ troppo forte“) ma è stata la prima cosa a cui ho pensato quando ho visitato il sito archeologico Cavellas e ho scoperto la storia di questo villaggio rurale romano, lasciato così com’era in tutta fretta dai suoi abitanti mentre una piena del torrente Drione lo stava per sommergere completamente.

Anche Cavellas ebbe una storia di abbandono abbastanza simile a quella della magnifica Pompei, anche se le dimensioni del villaggio sono decisamente diverse e non si può vantare la stessa sontuosità pompeiana: questo villaggio rurale venne abbandonato al suo destino mentre le acque lo sommergevano e rimase intatto perché sigillato dalla furia della natura. Si è scoperto infatti che in seguito ad un allagamento dovuto probabilmente ad un’esondazione o ad un alluvione fu abbandonato velocemente, lasciando tutto quanto com’era. Il fango e i detriti sigillarono gli edifici e il loro contenuto e a distanza di secoli li ritroviamo così come furono lasciati.

Area archeologica Cavellas di Casazza

Le persone scapparono lasciando il villaggio e gli animali lì dove si trovavano. Tanto è vero che a distanza di 14 secoli è stato rinvenuto lo scheletro di un bovino adulto pronto per la macellazione, con le zampe legate in alto. Ma non è l’unico indizio che lascia pensare ad un abbandono in tutta fretta: suppellettili, pentolame e macine sono stati rinvenuti durante la campagna di scavo nelle loro posizioni originarie, sotto metri di terra e detriti trasportati dall’acqua del fiume.

A questo si aggiunge che, a differenza di quanto avveniva in genere, qui non si trova una stratificazione di edifici uno sopra l’altro, segno di ricostruzioni su edifici preesistenti. Qui, la vita del paese cessò con l’inondazione e questo luogo nei secoli divenne un semplice campo da arare. Ci vollero i lavori di scavo di un supermercato della fine del ventesimo secolo per riportarlo alla luce senza che prima se ne avesse notizia.

Storia del ritrovamento dell’antico villaggio romano Cavellas

Una delle cose che mi affascina di più quando visito un sito archeologico è sapere come questo è stato scoperto: cerco di immaginarmi la sorpresa, lo stupore e l’emozione di chi si trova di fronte ad un reperto archeologico affiorato per caso dal terreno.

In questi anni ho avuto la fortuna di sentire con le mie orecchie il racconto dalla viva voce di Piervaleriano Angelini sul ritrovamento della  Domus Lucina nella cantina di casa sua in Città Alta e, recentemente, il racconto del direttore del Museo della Val Cavallina – Museo Cavellas che era presente nelle primissime fasi del ritrovamento del villaggio romano durante gli scavi delle fondamenta del supermercato: “Nessuno immaginava che potesse esserci un villaggio romano proprio in quell’area scelta per la costruzione di un supermercato. Nella seconda metà dell’Ottocento nella zona erano state ritrovate alcune sepolture e questo aveva fatto pensare che potessero esserci degli insediamenti nei dintorni, ma da allora si erano ritrovati pochi reperti sparsi nel territorio e mai veramente significativi”.   

Gli scavi della fine degli anni Ottanta

Quando nel 1986 durante gli scavi si accorsero che c’era qualcosa di strano e che cominciavano ad affiorare delle costruzioni in pietra, i lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo del supermercato si fermarono e si cercò di capire a cosa si era di fronte. Quando si capì che effettivamente era un antico villaggio, si fece in modo che i lavori continuassero senza intaccare le antiche costruzioni. Ecco perché oggi voi vedete i piloni che sostengono il supermercato al centro del perimetro degli antichi edifici. Questo ha dato la possibilità di continuare gli scavi e gli studi archeologici al coperto, preservando tutto il sito e permettendone l’accesso al pubblico. Una scelta felice, lasciatemelo dire!

Il primo lotto dei lavori di scavo, condotto nel 1987, ha rivelato un grande edificio, con ambienti di buone dimensioni, con lati anche di sei-sette metri, appartenenti a fasi costruttive e ad epoche diverse; uno degli ambienti in particolare conservava abbondante materiale ceramico da mensa, come olle, coperchi, tegami peduncolati e segnalava attività artigianali legate ad ambienti domestici, come una piccola macina in porfido per cereali.

Se volete saperne di più sulla Bergamo Romana, e sul ritrovamento della Domus di Lucina in Città Alta, di cui vi ho detto sopra, potete leggere: Alla scoperta della Bergamo romana, con un’App, una mostra e una tappa alla Domus di Lucina

Vasellame romano ritrovato a Cavellas

 

Visitare l’area archeologica Cavellas

Oggi si può visitare l’area Cavellas percorrendo una passerella che passa appena sopra lo scavo, tra i piloni che sostengono il supermercato posto al piano superiore.
Focolari, muri e gli antichissimi pavimenti di quest’area archeologica sono oggi visitabili guidati da un allestimento interattivo che ne spiega la storia e le caratteristiche.

Qui potrete davvero scoprire com’era la vita prima che questo villaggio fosse abbandonato in tutta fretta per via di un’alluvione che aveva reso inagibile tutta l’area. Potrete distinguere le mura delle case, i cortili, i pozzi e i focolai sospesi. E delle immagini vi mostreranno come lavoravano le donne e gli uomini.

Lo scavo archeologico ha evidenziato innanzitutto l’ampia stratificazione per la presenza di molti piani pavimentali, con tanti focolari e ambienti che si sono progressivamente evoluti, fino al V e VI secolo dopo Cristo.

Focolaio o pozzo del villaggio romano Cavellas

Un allestimento studiato per raccontare l’area archeologica Cavellas ai bambini

Nello studio dell’allestimento dell’area Archeologica Cavellas si è voluto privilegiare il visitatore bambino, pensando ad un livello di comunicazione rivolto ai più piccoli.

Il percorso lungo la passerella rialzata viene accompagnato dalla comunicazione che tappezza i pilastri: su una facciata sono posizionati i pannelli con le spiegazioni più tradizionali, sulla seconda facciata invece si trovano pannelli a fumetti, con la presenza di una bimba e di un piccolo lupo suo amico. La bimba, una sorta di mascotte, fa le domande al lupacchiotto e insieme aiutano i bambini a comprendere alcune particolarità dell’area che stanno visitando.

area archeologica Cavellas e allestimento dedicato ai bambini

Informazioni utili per la visita dell’Area Archeologica Cavellas

Sotto, alcune informazioni utili per raggiungere e visitare l’area archeologica Cavellas di Casazza.

Come raggiungere l’area archeologica Cavellas

L’area archeologica Cavellas si trova sotto il supermercato Migross di Casazza lungo la strada principale. Basta seguire le indicazioni per il supermercato, entrare nel parcheggio e sul lato sinistro dell’edificio si trova la scala per scendere nell’area archeologica.

Quanto costa visitare il Museo Cavellas

Il costo del biglietto è di 4 euro per gli adulti e gratis fino a 15 anni o per gli abitanti di Casazza.

Orari d’apertura

Questi gli orari di apertura al pubblico:
Sabato ore 15.00-18.00
Domenica ore 10.00-12.30/15.00-18.00

Cosa fare nei dintorni di Casazza

Se avete deciso di fare una visita all’area Archeologica Cavellas con i vostri bambini, non perdetevi anche la visita al Museo della Val Cavallina (è gratis), oppure una bella passeggiata intorno al Lago d’Endine (leggete l’articolo qui sotto dove all’interno troverete altri suggerimenti).  Vi consiglio anche di andare a Grone alle Panchine Giganti (sono due e offrono una vista magnifica sulla Val Cavallina.
Perfetta anche per una giornata all’insegna della natura una visita all’Oasi del WWF Valpredina.

Trekking per tutti: il giro ad anello del lago d’Endine, in Val Cavallina tra natura e arte

Visitare il Museo Cavellas di Casazza, partendo dal museo storico ambientale della Val Cavallina

In gita con i bambini alla scoperta dell’Oasi WWF Valpredina: per lasciarsi incantare dalla natura

Alle due Panchine Giganti di Grone per ammirare la Val Cavallina dai verdi prati dei Colli di San Fermo

 

Note: Le foto sono mie e sono state scattate il 28 luglio 2020.

Articolo scritto in seguito ad un blog tour individuale organizzato da In ValCavallina per Cosedibergamo.com nell’ambito delle iniziative per la valorizzazione del territorio. 

Raffi Garofalo in visita all'area archeologica Cavellas

 

12 commenti

  1. Mercoledì tornando da Lovere, ho letto con la coda dell’occhio Cavellas. Mi ero ripromessa di cercare notizie e oggi mi sono ritrovata nelle mail questo articolo proprio sul museo Cavellas. Molto interessante come tutti gli altri articoli di Cosedibergamo. Grazie e allla prossima scoperta.

    1. No, no. Era partito. E’ che con il nuovo sito non appare la scritta che il commento è in moderazione.

  2. Grazie per l’informazione. Ho frequentato Casazza da piccola quando soggiornavo a Gaverina coi nonni, ma non conoscevo qst luogo

  3. Un bellissimo esempio di come lo sviluppo urbanistico possa portare a scoperte e , soprattutto tutele, davvero interessanti. Mi immagino il villaggio nel pieno delle sue attività quotidiane, abbandonato in fretta e lasciato lì con le pentole sul fuoco fino alla nostra scoperta….una meraviglia!

    1. Si, davvero. E in questo caso, non aver impedito di continuare a costruire il supermercato ha permesso di continuare gli scavi e condurre gli studi archeologici in sicurezza e… all’asciutto. 😉

  4. Mi piacciono molto i siti archeologici. Mi fanno sempre immaginare come quel luogo era in età fiorente e quali potessero essere le abitudini degli abitanti. Una materia affascinante l’archeologia, sia in fase di ritrovamento, sia di studio quando si cerca di capire cosa si ha tra le mani. 😍

  5. Che bello scoprire i resti antichi così, per caso, e poi riuscire a valorizzarli come in questo caso.
    Bene che si possa visitare questa “piccola Pompei”, da tenere a mente per la prossima volta che visiterò queste zone!

  6. Molto interessante questo luogo nella mia stessa regione. Mi rendo sempre più conto di quanti resti archeologici e quanti luoghi importanti per la storia romana ci siano in Italia e soprattutto in Lombardia. Lo visiterò quanto prima perchè mi interessa moltissimo questo periodo storico.

  7. Non avevo mai sentito parlare di questo posto e ti ringrazio per avermelo fatto conoscere! 🙂 Mi piace visitare questo genere di attrazioni e me la segno…magari un giorno capito di nuovo da quelle parti

  8. L’archeologia mi affascina sempre e si scoprono sempre luoghi nuovi in Italia da visitare! Trovo sia un’ottima idea improntarlo per i i bambini e farli così appassionare allo studio della storia che magari può essere talvolta noiosa se fatta solo sui libri con date e nomi

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