Visitare Villa Faccanoni a Sarnico, capitale del Liberty, una domenica mattina di primavera

Era un po’ che desideravo farlo: visitare tutte le opere architettoniche che hanno permesso a Sarnico di diventare lo scorso anno Capitale del Liberty, battendo al fotofinish la blasonata Milano e altre 3 città che erano in lizza per l’ambito riconoscimento (Trieste, Viareggio e Varese). Per questo quando ho letto sul sito dell’Eco di Bergamo che la Proloco di Sarnico organizzava la visita guidata dedicata al Liberty,  non ci ho pensato due volte e mi sono subito iscritta.

Villa Giuseppe Faccanoni (1907) si trova a Sarnico sulla riva bergamasca del Lago d’Iseo , in Via Veneto, ed è circondata da un grande parco piantumato che protegge da occhi indiscreti la privacy dei suoi abitanti. Abitata da uno degli eredi di Giuseppe Faccanoni e dalla sua famiglia, è delle cinque opere in stile Liberty che si trovano all’interno del Comune di Sarnico.

img_9915img_9947Anche in questo caso, così come era successo durante la visita a Villa Passeri (vi consiglio di leggere anche questo post), all’ingresso siamo stati accolti dal padrone di casa (me ne sono accorta guardando le fotografie nelle cornici in argento che si trovavano sui tavolini del soggiorno) che ci ha seguito in modo discreto durante tutta la permanenza, ascoltando e annuendo e rispondendo a qualche timida domanda.

Credetemi, da fuori si può solo intuire quanto sia splendida questa dimora. Infatti, superata l’originale cancellata in ferro battuto realizzata da Alessandro Mazzuccotelli, si entra in un meraviglioso parco all’inglese caratterizzato da imponenti alberi secolari e da alberi di più piccola dimensione e di dubbi non ce ne sono più: si tratta di un vero e proprio gioiello dell’architettura. E man mano che ci addentravamo non potevamo che ammirare con gli occhi spalancati questa meraviglia del liberty lombardo.

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Già la cancellata è un’opera d’arte: realizzata dal fabbro-scultore Alessandro Mazzuccotelli, è decisamente importante e presenta motivi nastriformi e zoomorfi molto particolari. Come la mosca, che si trova proprio sul cancello principale di ingresso e che, per la sua raffinatezza,  è una delle cifre stilistiche del celebre artigiano.

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Sulla sinistra si trovano la portineria e una casetta che un tempo serviva come rimessa per le carrozze. Oggi è l’abitazione che viene occupata nel periodo invernale dai proprietari.

img_9918Infatti abbiamo scoperto che la villa principale per le sue dimensioni è molto difficile e costosa da riscaldare. L’impianto di riscaldamento è ancora quello originario ed evidentemente non garantisce gli standard cui siamo abituati ai nostri giorni e per questo in inverno non viene utilizzata.

Più che in tutte le altre realizzazioni di Sommaruga di Sarnico, questa villa nasce insieme alla natura circostante, intimamente legata ad essa nelle sue forme principali. Il rigoglioso parco è solcato da sentieri che consentono di raggiungere la villa e di ammirarla da diversi punti di vista. L’architetto impose al paesaggio una rivoluzione morfologica, con la creazione ex novo di una penisola antistante il fronte lago per permettere la disposizione longitudinale della villa e della facciata al lago nella direzione della massima prospettiva. Il paesaggio è ondulato, senza brusche interruzioni, senza spigoli. Niente assi di simmetria. Niente angoli retti. I percorsi serpeggiano fino in fondo al giardino.

Quello che si nota subito è che non esiste un lato principale della villa, ma che, da ogni punto la si osservi, ha un’imponenza e una dignità unica. E’ un edificio a due piani con mansarde, bovindi e un terrazzo torre, posto longitudinalmente rispetto al lago, con l’ingresso principale all’angolo smussato. Si erge sopra un basamento in pietra il cui effetto di solidità è prontamente vivacizzato da scalinate, finestre e balconi.

Animatissima nella pianta, che sviluppa una serie di vani funzionalmente annodati senza corridoi di disimpegno e sui vari livelli; curatissima nell’ideazione architettonica e nella realizzazione delle parti decorative, costituisce forse, fra le tante opere di Sommaruga che sono arrivate fino a noi, il suo capolavoro.

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Si narra che villa fu progettata con grande libertà dall’architetto, poichè il committente era impegnato col lavoro in Austria e non poteva seguire più di tanto i lavori, anche se per come lavorava Sommaruga è certo che si fossero parlati moltissimo e che rimasero in dialogo continuo. L’architetto cambiò molte cose nel corso della progettazione e spesso sembrò che si fosse trovato in difficoltà nello scegliere una soluzione piuttosto che un’altra semplicemente perchè ne era innamorato allo stesso modo. A mettervi un freno ci pensava invece Faccanoni, che era molto più deciso e forse ancora più coraggioso nelle scelte quando si trattava di innovazioni stilistiche.

img_9973E’ il caso delle finestre del lato sinistro verso il lago. Se ci fate caso sono tutte diverse. Questo perché l’architetto aveva portato al committente quattro versioni diverse di finestre e questo decise che andavano bene tutte e quattro… contemporaneamente!
La scelta si rivelò particolarmente felice perché si tratta di una particolarità unica e di un aneddoto succulento. Ma non solo. Alcune fotografie scattate all’epoca della costruzione, mostrano che alcuni particolari (come la forma delle finestre del seminterrato) furono modificate ad opera quasi ultimata.

Il tetto si compone di falde poste su livelli diversi e interrotte da belvedere e da grossi camini. Se guardate la parte più alta della terrazza, noterete dei mattoncini arancioni. Si tratta di piastrelle realizzate in cartone pressato, con una tecnica particolare messa a punto in quegli anni. Una vera chicca.

Elementi di grande fantasia sono il balconcino circolare d’angolo e i “rostri” che dall’alto si protendono verso il lago. E’ davvero particolare e unico. E dall’interno diventa ancora più splendido poichè il vetro si deve adattare alla colonna in finto marmo realizzata in cemento, con il capitello decorato a motivi floreali tipici del liberty.

Importante nella decorazione l’uso di materiali tipici del luogo (pietra di Sarnico e di Credaro) coniugati con il cemento, il cotto, la ceramica, gli stucchi. In particolare si notano le due file a bassorilievo in cemento ideato dallo scultore, fedele collaboratore dell’architetto, Ernesto Bazzaro, con motivi a fiori. Ceramiche colorate dai colori pastello con l’inserto dello stesso disegno floreale che unifica la zona centrale sovrastante. Queste, in particolare, furono un esperimento che non si rivelò particolarmente felice nel tempo, in quanto delle infiltrazioni d’acqua hanno fatto scoppiare alcune formelle e trovare qualcuno che le restaurasse non fu per niente facile.

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Questa villa ha perso l’arredamento originale, di cui rimangono, peraltro spostate dalla posizione originaria, soltanto alcune plafoniere e il bellissimo lampadario in ferro battuto che dominava la sala da pranzo.

Uno scalone a tre rampe ha un soffitto che si raccorda sinuosamente alle pareti e una ringhiera in ferro battuto del Mazzucotelli dove sono replicate, come in altri luoghi , le iniziali G.F. del committente. Le ritroveremo anche sulla ringhiera del terrazzo che dà verso il lago.

La singolarità dell’interno e la reale stupefacente valenza architettonica della villa si rivela nella disposizione dei vani e dei punti di vista che riesce a creare, al suo interno, una continuità di spazi che si snodano a elle intorno all’atrio-vano-scala, avendo come perno e centro focale l’ampio locale che si apre ad angolo verso il giardino.

 

Nel salone il camino, costituito dalla pietra di Sarnico e dei pezzi di marmo grigio scuro con motivi zoomorfi   scolpiti nella pietra e con lavorazione in ferro del Mazzucotelli. Sempre nel salone, una cornice in cemento bianco riporta i motivi zoomorfi del mondo marino. Particolarità di questo ambiente è che si apre sul lago sembrando il ponte di una nave e dimostrando tutto l’amore del proprietario in origine per le imbarcazioni.

Il buon gusto si vede in ogni angolo della casa. Quando mi succede di entrare in queste dimore così straordinarie e di pregio, mi chiedo sempre se ci sia la mano dei proprietari o se sia opera di un architetto-arredatore che ne cura lo stile.

 

Oggi il proprietario è l’ingegner Giuseppe Tobias Faccanoni, presidente dell’Autorità Bacino Lacuale di Laghi d’Iseo, Endine e Moro. Leggendo in Internet ho scoperto che questo signore è stato uno dei primi a incontrare Christo e credere nel progetto artistico The Floating Piers (progetto che ho amato molto e di cui mi piacerebbe parlare a breve in occasione dell’anniversario).

La prima volta che Faccanoni incontrò Christo era l’agosto del 2014. Fu proprio lui a dire sì a Christo per primo e credere alla sua creazione visionaria The Floating Piers, il raggio di sole galleggiante che nel 2015 ha collegato Montisola, Sulzano e l’isolotto di San Paolo: aveva capito che era un’occasione da cogliere al volo per il suo lago e che non andava persa.

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E ha avuto ragione. Nonostante i detrattori, la Passerella di Christo, non ha trasformato il lago. Ne ha invece accentuato la bellezza e ha permesso di farlo conoscere non solo ai bergamaschi e ai bresciani, ma anche al resto d’Italia e addirittura all’Estero. Per troppi anni il Lago d’Iseo è stato considerato il minore di quattro laghi alpini. Sempre una posizione dopo rispetto al lago Maggiore, al Garda e a quello di Como. Ora invece il Sebino lo conoscono tutti. E’ diventato non solo la Romantic Choise, o il luogo dell’evento The Floating Piers, ma anche grazie (in parte, almeno) alla sua disponibilità il luogo che oggi ospita la Capitale del Liberty di cui la sua dimora è un gioiello imprescindibile.

 

Note
Le foto sono mie e sono state scattate durante la visita guidata organizzata dalla Proloco di Sarnico. La visita è costata 15 euro e ha permesso di visitare i 5 monumenti Liberty della cittadina lacustre sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo, entrando in tutti e cinque con una bravissima guida (Annalisa) e di spostarsi con un pulmino.

Durante la visita ci hanno omaggiato della pubblicazione “Il Liberty a Sarnico” di Isa de Luca e Giuseppe Faccanoni. Alcune delle informazioni che trovate in questo post sono tratte dal libretto. 

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27 Comments

  1. Cavolo che bello, stupendo questo palazzo e bellissimo anche il racconto che hai fatto. Eh, si, ho visto le finestre tutte diverse, in effetti non stanno male … ma credo che non siano le finestre ad essere belle, quanto il contorno (se le mettessi a casa mia, direbbero che sono una pazza!) . Il palazzo veramente è una favola, non ne avevo mai sentito parlare prima.

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    1. Hai ragione: sembra proprio un palazzo. E invece è una villa unifamiliare. Pensa che ha “solo” tre stanze da letto. 🙂 Se ne parla poco perchè è una villa privata. Viene aperta solo per alcune visite guidate dedicate al Liberty.

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    1. Pensa che ti stupirò di nuovo. A Bergamo c’è un intero quartiere chiuso al traffico (Quartiere Finardi, detto anche Quartiere Giardino) costruito in quel periodo e pieno di ville liberty. Sto per scriverne. E’ davvero una chicca.

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  2. bellissimo lo stile liberty e fantastiche le tue foto! anche io ho il tuo stesso dubbio se veramente e’ opera dei proprietari o di un arredatore.. e comunque sembra una casa “lussuosa” ma non un museo.. bellissima!

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  3. Si. E’ proprio l’impressione che ho avuto io. Di essere entrata nelle pagine di una casa da copertina. Molto molto bella, ma moderna. E invece devo dire che era piena di spunti Liberty. Più di quanti me ne sarei aspettata dopo l’introduzione e le informazioni che avevo trovato on line.

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  4. Premetto che non conosco né Sarnico né Villa Faccanoni, ma amo lo stile liberty. Questo tuo articolo, come già mi è successo in passato leggendo altri articoli del tuo blog, mi ha davvero proiettata in una realtà nuova ed interessante facendomi sentire davvero lì. Complimenti!

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  5. Bellissimo il Palazzo, adoro lo stile liberty! Anch’io concordo con te sui Floating Piers, hanno avuto un eco mediatico non indifferente sia in Italia sia all’estero e hanno contribuito a far conoscere il lago d’Iseo nel mondo!

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  6. Che bel posto! Me lo sono segnata… vado alla ricerca di luoghi da visitare in giornata nel nord Italia e questa villa direi che è perfetta. Devo solo informarmi se posso portare anche il mio piccolo cagnolino Biagio, di solito nelle nostre gite fuori porta viene con noi.

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    1. Controlla sul sito della Proloco. Come ho scritto è privata e viene aperta al pubblico un paio di volte l’anno. Cagnolini non ne ho visti. Non saprei dirti se si possono portare. Certamente dovrete tenerlo in braccio.

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  7. Adoro il liberty. La Cancellata, che mostri, mi ricorda una cancellata in ghisa davvero spettacolare che si trova a Firenze, un capolavoro di altissimo artigianato. Non conoscevo Sarnico, né tantomeno che potesse essere la capitale del Liberty. Come sempre, il tuo articolo accuratissimo contribuisce davvero a far crescere la conoscenza del tuo territorio.

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  8. Il liberty è uno stile che regala sempre dei piccoli (o meno piccoli!) gioiellini secondo me, ed anche in questi caso non delude per niente! Non avevo mai sentito parlare di questa villa ma ora che ho letto il tuo racconto mi dispiace di non aver potuto essere lì anche io per visitarla!

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