Urban foliage Bergamo

Famolo Strano (in autunno) | Urban Foliage Bergamo: 7 luoghi dove fotografare il foliage a Bergamo città

Ho deciso di intitolare questo articolo Urban foliage Bergamo perché in autunno, quando i parchi e i viali di Bergamo si tingono di giallo, rosso, arancione e marrone, la natura ridefinisce la città e la rende magica. Certo, ci sono luoghi della provincia dove il fenomeno del Foliage crea spettacoli unici e irripetibili (ne ho già parlato anche in questo blog ed è il caso della Valle Imagna, della Val Cavallina e della val Brembana, ad esempio), ma basta passeggiare in città per lasciarsi catturare dai colori screziati degli alberi. E scattare qualche foto che finirà immediatamente nei nostri social…

A Bergamo sono diverse le aree a verde che prendono i colori tipici dell’autunno, come il Parco Suardi, il Parco della Trucca con i suoi laghetti, le Mura Veneziane di Città Alta, Il Parco delle Rimembranze alla Rocca, la Greenway e Valmarina o la Valle di Astino. Ecco quindi che vi propongo un itinerario per andarli a scoprire tutti. 

Urban Foliage Bergamo: 4 ore di trekking urbano, ma non troppo.

New England? Maine? Vermont? Macché, per godersi lo spettacolo del Foliage non serve andare troppo lontano. Anzi, non serve neanche uscire dai confini di Bergamo. Per appagare i sensi con una passeggiata immersi nei colori dell’autunno, per la serie Famolo Strano vi propongo un trekking urbano da 4 ore, alla scoperta di 7 luoghi di Bergamo dove fotografare i colori della natura  in autunno. 

Tour Urban Foliage Bergamo

E già che ci sono vi svelo un segreto. Il termine foliage così come lo trovate scritto è di origine inglese. Infatti, nonostante le apparenze il francese in questo caso c’entra ben poco visto che in Francia lo chiamano feuillage.  Con il temine Foliage si definisce il vivace fenomeno naturale per il quale nei mesi autunnali gli alberi a foglie caduche si tingono di giallo, arancione e rosso prima che le loro foglie si abbandonino a terra. I primi a “infiammarsi” sono i larici, alle quote più alte, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, fino ad arrivare alle querce di collina e ai boschi delle pianure dai climi più temperati via via che avanza l’autunno.

Se volete scoprire i segreti per fotografare i colori dell’autunno, leggete Tutti pazzi per il foliage: i segreti per una foto perfetta.


Fotografare il foliage dalle Mura Veneziane di Bergamo

Nella maggior parte dei capoluoghi lombardi ci sono aree colorate dalle tonalità autunnali. Ma uno dei luoghi simbolo di questo fenomeno a Bergamo è sicuramente il percorso sulle Mura Veneziane, Patrimonio Unesco. Tra ippocastani, platani, tigli… e tante altre specie arboree, le tonalità di gialli, rossi e arancioni vi lasceranno senza fiato e vi spingeranno a cliccare continuamente e ovunque per immortalare con la vostra macchina fotografica tanta meraviglia.

Nei quasi cinque chilometri di lunghezza delle Mura Veneziane, gli scenari cambieranno e avrete di che divertirvi con le  fotografie. Se percorrete le Mura dalla parte del Viale delle Mura, troverete un sacco di Ippocastani. Se invece lo percorrerete dalla parte opposta, lungo il Viale della Fara, troverete un sacco di Platani. E il vostro “viaggio all’insegna dell’urban foliage” si riempirà di esperienze sempre diverse. Io ad esempio l’ultima volta che ci sono stata non ho saputo resistere all’idea di abbracciare il mio amico Plà, il platano con la voglia di vivere. Ogni volta che ci passo provo un desiderio fortissimo di stringermi al suo enorme fusto. Se volete conoscere la sua storia non dovete far altro che leggere qui.

Ma c’è un’altra cosa che durante il periodo del foliage è bello fare. Ossia raccogliere una delle lucidissime castagne matte che si trovano lungo il Viale delle Mura. E non solo.  Una tradizione bergamasca dice che se all’inizio dell’autunno vi mettete in tasca una castagna gengia, per tutto l’inverno non avrete il raffreddore. In realtà, questa tradizione è arrivata fino a noi, ma non fa passare nessun raffreddore. A proposito, lo sapete che gli ippocastani che ogni autunno ci regalano le castagne genge sono stati portati a Bergamo al tempo di Napoleone?

Se volete saperne di più leggete: Proteggersi dal raffreddore con una gengia di Città Alta? Tutta la verità.


Fotografare il foliage al Parco della Rocca di Bergamo

Se dalle Mura alzate la testa, vedrete la parte più alta di Città Alta, ossia il Colle di Sant’Eufemia. Lì si trovano la Rocca e il parco delle Rimembranze . Raggiungetelo a piedi, da Piazza Mercato delle Scarpe, imboccando la via Solata.

Qualcuno lo chiama Parco della Rocca, ma il suo nome esatto è Parco delle Rimembranze. Il parco contiene lapidi e memoriali di numerosi corpi militari che hanno combattuto nelle due guerre mondiali. Il parco deve il suo nome al fatto che nell’Ottocento fu teatro della fucilazione di numerosi bergamaschi, arrestati dagli austriaci per reati politici. Sul muro esterno è visibile una lapide che riporta i nomi di alcuni condannati.

Qui, trovate anche degli alberi secolari magnifici che con le loro fronde in estate garantiscono tranquillità e frescura, mentre in autunno offrono la vista di una tavolozza di colori meravigliosi che vanno dal verde al rosso, all’ocra al giallo.

Se poi v affacciate dalle Mura che circondano il parco, potete ammirare i giardini di Palazzo Moroni e la natura fino al Baluardo di Sant’Agostino e anche oltre dall’alto.


Fotografare il foliage al Parco del Baluardo di Sant’Agostino 

Il Baluardo di Sant’Agostino, che comprende l’area su cui si trova l’ex Monastero di Sant’Agostino circondato dalle Mura Veneziane, è uno dei luoghi migliori per fotografare il foliage senza uscire dai confini della città di Bergamo. Da qui è possibile avere una vista stupenda sulla città e vi invito ad andarci: ne rimarrete incantati.

E’ pazzesco come un solo parco possa narrare così tante curiosità, a partire da come è nato questo parco.  L’erezione delle mura, operazione di riassetto urbanistico durata fino al XVI secolo, aveva portato alla distruzione di numerosi edifici storici, soprattutto religiosi. Ma di tutti i monumenti presenti lungo la cinta delle mura si salvò soltanto la chiesa di Sant’Agostino che venne inglobata nelle Mura Veneziane. il Motivo? La conformazione di quello che oggi è il pratone della Fara e che un tempo era un avallamento chiamato Foppone, non permetteva di scavare agevolmente e di costruirci sopra le Mura. Così i Veneziani, decisero di accogliere le richieste dei bergamaschi e risparmiarono il Monastero dalla demolizione.

Questa zona di Bergamo è sempre stata molto amata dagli abitanti di Città Alta: qui si organizzavano picnic, feste e giochi. Nel prato sotto il baluardo di S. Agostino, ad esempio infuriavano i tornei di palla a muro: nel campo ricavato ai piedi delle Mura, i ragazzi si sfidavano in tornei e fu necessario costruire un muretto sopra il “baluardo del Pallone” per proteggere i numerosi tifosi che, seguendo con trasporto il gioco dall’alto,  rischiavano di cadere di sotto.

E cosa dire della facciata della chiesa dell’Ex Monastero che si legge come uno spartito? Se volete saperne di più su questo mistero, leggete qui.


Fotografare il foliage del Parco Suardi

Uno dei più grandi parchi cittadini che vale la pena di essere visitato se amate il foliage è il Parco Suardi. Oggi per molti bergamaschi è una vera oasi nel cuore della città: con i suoi 23.000 metri quadrati è un luogo molto amato per il tempo libero e un passaggio pedonale che collega via San Giovanni e piazzale Oberdan, l’occasione per fare due passi respirando a pieni polmoni, lontano dal traffico.

Forse non tutti sanno che per molti secoli quest’area fu utilizzata come terreno agricolo e in seguito venne trasformata nel giardino della residenza dei conti Suardi, nascosto alla vista della popolazione cittadina dall’austera facciata del palazzo, oggi ai civici 63/65 di via Pignolo.

Verso la metà del Novecento, il conte Guido Suardi, decise di dividere il proprio giardino in tre parti: la prima, confinante col palazzo, sarebbe rimasta alla famiglia (5.800 metri quadri) mentre la restante parte doveva essere divisa in due da una strada che avrebbe collegato via San Giovanni e via San Tomaso: il conte ne avrebbe donato metà alla città come pubblico giardino mentre la terza parte sarebbe stata acquistata dalla Società Dalmine per costruirvi tre edifici con appartamenti destinati ai suoi impiegati ed operai.

La Dalmine tuttavia rinunciò all’acquisto e il parco fu donato alla cittadinanza. Oggi è uno dei polmoni verdi cittadini più apprezzati dalle famiglie con bambini grazie al suo parco giochi sempre molto frequentato. Io stessa quando mio figlio era piccolo ci andavo tutte le domeniche per far giocare il pargolo e per farlo andare sulle macchinine.

Fotografare il foliage nella Valle d’Astino

La Valle d’Astino si trova nel territorio del comune di Bergamo. Si tratta di una piccola valle inserita nel sistema dei colli di Bergamo, strettamente adiacente alla parte occidentale della città. E’ un piccolo scampolo di terra in mezzo ai colli alla periferia occidentale di Bergamo. Alcuni campi coltivati, filari, siepi, un bel bosco dove ancora nidificano uccelli rapaci, qualche casa, un grande monastero fondato nel 1107 dall’ordine vallombrosano e poi più volte ricostruito nel tempo. Una superficie piccola, ma allo stesso tempo preziosa per la sua naturalità a due passi, davvero due passi, dalla città.

Quasi una conca, la Valle d’Astino è un luogo di grande bellezza paesaggistica, è racchiusa a est dal colle della Benaglia, a ovest dai boschi dell’Allegrezza, a nord dai colli della Bastia e di San Vigilio e a sud si allarga verso il quartiere di Longuelo. Il colle della Benaglia la separa dall’anfiteatro su cui campeggia Bergamo Alta permettendone tuttavia la vista.

Dalla valle si raggiunge, attraverso Borgo Canale, Città Alta con una strada panoramica che offre, verso sud, un’ampia visione sulla pianura bergamasca. L’ingresso in Città Alta avviene attraverso Porta Sant’Alessandro superando il sistema difensivo medievale della città.

Se volete saperne di più, leggete: Una passeggiata nella Valle d’Astino, tra storia e natura.

Fotografare il foliage alla Trucca (o Parco della Trucca)

Quando si ha l’esigenza di staccare dalla vita urbana e concedersi qualche ora di relax nel verde, il Parco della Trucca è perfetto: piace ai grandi, ai bambini e anche agli animali. È il parco pubblico più grande della città con 1400 alberi ad alto fusto appositamente piantati, 9000 piante forestali e dei laghetti artificiali capaci di accogliere 85 milioni di litri di acqua. E da marzo 2021 ci trovate anche il Parco della Memoria, dedicato alle Vittime del COVID-19. E’ senza dubbio uno dei parchi più frequentati durante la stagione estiva, ma anche in autunno non è da meno, quando ci si perde tra i colori delle foglie e del cielo.

Lo spazio del parco è molto tranquillo, perfetto di giorno per dedicarsi ad attività sportive (i vialetti sono frequentatissimi da tutte le tipologie di runner), per rilassarsi stendendosi al sole nei prati che costeggiano i suoi laghetti o ammirare gli animali che popolano questi specchi d’acqua, come cigni e anatre. Le sue piante sono relativamente giovani, ma le foglie colorano come una tavolozza questo parco all’interno della circonvallazione di Bergamo.

Se volete saperne di più leggete: Correre (o camminare) al Parco della Trucca, il parco pubblico più grande di Bergamo.

Fotografare il foliage sulla GreenWay a Valmarina

La Greenway è una pista ciclopedonale immersa nel Parco dei Colli di Bergamo (in bergamasco parch di Còi de Bèrghem) è un’area naturale protetta della Lombardia, chiusa tra i fiumi Brembo e Serio. È sovrastata dal monte Canto Alto (1146 m) e arriva fino alle colline della città di Bergamo.

L’area, che comprende la zona storica di Città Alta e delle colline da Bergamo, presenta numerosi terrazzamenti con orti, vigneti e prati. La Greenway si snoda lungo uno dei polmoni verdi della città. Ed è proprio per questo che potete godere dei meravigliosi colori del foliage Questo territorio presenta alcuni caratteri particolari nonostante la sua superficie sia piuttosto limitata. Qui infatti si possono osservare la prevalenza di spazi verdi coltivati a vite o a frutta che si trovano in ambienti sia pianeggianti che collinari che montuosi.

Questo percorso si trova a pochi minuti dal centro di Bergamo, ed è una ciclabile interamente asfaltata e lontana dalle grandi arterie stradali, che saprà regalarti un lungo e piacevole momento di relax o di sport. La lontananza da strade trafficate e il suo percorso quasi sempre pianeggiante, rendono la Green Way una meta perfetta per un’escursione in solitaria o per una tranquilla gita in famiglia. Puoi percorrerla in bici o a piedi godendo dei panorami che via, via ti si apriranno alla vista.

Da Valmarina, seguendo il corso del torrente Morla, percorrerete un gradevole percorso immerso nel verde, silenzioso e costellato di alberi e larghi prati dove fermarsi per concedersi una pausa. Da un lato potrete ammirare Città Alta, arroccata sul colle e circondata dalle sue mura venete; dall’altro la vista si estenderà sui colli retrostanti Bergamo e sulle Orobie. E se pensate che questa sia una gita primaverile, vi sbagliate. I boschi multicolore parleranno per voi e l’ex Monastero di Valmarina sarà una chicca tutta da scoprire.

Se volete saperne di più leggete: Scoprire la storia (e le storie) dell’ex abbazia di Santa Maria di Valmarina, scrigno del romanico lombardo.


Una chicca: fotografare il foliage del Parco Marenzi (appena si potrà)

Parco Marenzi fa parte di quei giardini che hanno accompagnato Bergamo nella storia senza essere snaturati o cementificati (fra gli altri si contano Parco Caprotti e il Parco della Rocca). É un parco di valore storico-artistico completo di laghetto, grotte artificiali e ruscelli che si snodano tra alberi secolari. In questo momento è ad uso esclusivo di una scuola, ma appena si potrà, vi invito a visitarlo sperando che siate ancora in tempo per godere del meraviglioso foliage.

Nato come parco privato dell’omonimo palazzo Marenzi, dimora seicentesca il cui ingresso si trova su via Pignolo, il parco è divenuto proprietà del Comune di Bergamo nel 1973; da allora delizia adulti e bambini con la sua ombra, la frescura dell’acqua e le molte essenze, fra le quali si trovano anche alberi di specie esotiche, soprattutto palme. Vi si respira ancora oggi la cultura e l’amore per l’arte che guidarono le scelte abitative di molte famiglie nobili bergamasche.

Come altri parchi storici è racchiuso fra mura ed edifici che lo nascondono e proteggono – quasi un’oasi segreta. Lo si intravede solo dall’ingresso su Via Frizzoni e da qualche breve tratto in cui i muri perimetrali sono stati sostituiti da recinzioni metalliche.

Nota: le foto sono mie e di Barbarà Savà che mi ha accompagnato coraggiosamente e con pazienza in questo tour e sono state scattate a ottobre 2021. 

 

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