San Pellegrino dall'alto

Gite fuoriporta | Cose da fare a San Pellegrino Terme in Val Brembana assolutamente

San Pellegrino Terme è una splendida località turistica al centro della Valle Brembana (provincia di Bergamo), disposta in modo armonico lungo le rive del fiume Brembo, dove incantevoli paesaggio sovrastano il centro cittadino. Cose da fare a San Pellegrino ce ne sono tantissime e non basterebbe una settimana per farle tutte. Ne ho selezionate alcune: quelle che bisogna fare assolutamente e che si possono fare in un giorno, e quelle che potete programmare in un secondo tempo (ma che vale comunque la pena di fare).

Arrivando a San Pellegrino Terme vi accorgerete subito di alcuni tratti caratteristici di questa cittadina brembana: l’eleganza e l’atmosfera dello stile Liberty si trovano in ogni angolo, in particolare soffermandovi sul Casinò Municipale e sul Grand Hotel recentemente restaurato. Ma non solo. San Pellegrino vi stupirà per cibo e acqua (l’Acqua San Pellegrino, mica bubbole!), birra e biscotti. E sport e giochi per mettersi alla prova o stare semplicemente in compagnia. San Pellegrino in Vetta e San Pellegrino sotto terra, con le grotte che raccontano la storia dell’acqua più famosa nel mondo.

Insomma, ecco un elenco di cose che potete fare a San Pellegrino in un giorno o in un week end. Oppure ogni volte che vorrete, partendo dalla vostra passione o dal desiderio del momento: arte, architettura, sport e tempo libero, fotografia, letteratura e buon cibo. C’è solo l’imbarazzo della scelta!

 

Ammirare il Grand Hotel di San Pellegrino da fuori (o da dentro)

Grand Hotel San Pellegrino ristrutturato

Partiamo dall’edificio più imponente di San Pellegrino: il Grand Hotel. Costruito in soli 22 mesi e inaugurato nel 1904 con i suoi 128 metri di lunghezza e 48 metri di altezza si erge maestoso sulla sponda sinistra del fiume Brembo e domina con uno sguardo tutta San Pellegrino.

L’ingegner Luigi Mazzocchi e l’architetto Romolo Squadrelli riescono a coniugare elegantemente l’imponente struttura, che può essere vista con facilità anche da molto lontano, con delicate decorazioni visibili solamente da vicino.

Nel corso del tempo ha ospitato personaggi illustri come la Regina Margherita di Savoia nel 1905, la Regina Elena con i figli nel 1929, premi Nobel come Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale e personaggi del cinema italiano come Fellini, Tognazzi e Ornella Muti. Ma non solo. Chiuso al termine della stagione estiva nel 1978, ha fatto da sfondo a film e videoclip.

Volete conoscere la storia del Grand Hotel e visitarlo al suo interno? Seguite la pagina dell’Associazione Oter che organizza le visite guidate, sia del Grand Hotel (in alcuni particolari momenti dell’anno), sia del Casinò (martedì e giovedì mattina alle 9.30), sia delle Grotte del Sogno di cui vi parlerò più sotto.

Leggete anche Alla scoperta del Grand Hotel di San Pellegrino Terme: storia e curiosità su un vero gioiello del Liberty lombardo 

Attraversare il Fiume Brembo camminando sul Ponte Umberto

Ponte Umberto San Pellegrino Terme

Dal Grand Hotel potete spostarvi verso il centro di “San Pe” (come lo chiamano familiarmente i giovani della valle) attraversando il Ponte Umberto. La vocazione termale della cittadina si mostra compiutamente in questo ponte, che venne realizzato dall’ingegnere Michele Astori, all’inizio del Novecento, per collegare i luoghi più importanti di una delle principali stazioni turistiche della provincia bergamasca.

Questo ponte sul fiume Brembo, nella sua eleganza formale, doveva servire per andare dal Grand Hotel, concluso nel 1905 dall’Architetto Romolo Squadrelli, al complesso della Fonte Termale, realizzato dall’architetto Luigi Mazzocchi nel 1901, fino al Casinò Municipale opera ancora di Squadrelli datata 1904 di cui vi parlerò sotto. Anche il ponte è di gusto tipicamente liberty, ma con un legame forte a quello della tradizione asburgica, ricordando elementi simili in ambito mitteleuropeo.

L’utilizzo del cemento armato per la realizzazione dei quattro piloni centrali, di forma allungata a sezione ellittica, definiti da motivi scanalati che li snelliscono, va a modellare anche le mensole a voluta che reggono i lampioni e il parapetto in ghisa.  I due ingressi del ponte sono caratterizzati da quattro piloni decorativi in cemento, disegnati dall’architetto Antonio Cavallazzi, costituiti da cascate di fiori con al centro lo stemma della città, definito da scudo gotico allungato contenente due croci bianche in campo rosso e quattro pini in campo bianco.

Bere l’Acqua San Pellegrino direttamente dalla fontanella

Antica Fonte Acqua San Pellegrino

L’acqua San Pellegrino, icona del made in Italy denominata anche lo “champagne delle Acque Minerali” sgorga dalle fonti situate proprio all’inizio del paese e porta in tutto il mondo il fascino della cittadina, riportando l’immagine del Casinò sull’etichetta principale della bottiglia.

Inutile dire che la trovate in ogni bar e ristorante della zona. Ma se volete assaggiare l’acqua San Pellegrino come un vero local, cercate la fontanella che mette a disposizione l’acqua gratuitamente per gli abitanti del paese. Non farete fatica a trovarla. Si trova proprio sotto la stella rossa della San Pellegrino, di fronte all’ingresso del Ponte Umberto. Non è gasata come quella che trovate in bottiglia, ma è buona buona buona.

Volete conoscere e approfondire la storia dell’Acqua San Pellegrino, icona del Made in Italy? Leggete Bottiglia da collezione per festeggiare i 120 anni dell’Acqua S.Pellegrino (1899), icona di stile e record di presenze al cinema e in TV

Visitare il Casinò di San Pellegrino e tuffarsi nella Belle Epoque

Le antiche cure termali lasciano oggi spazio ad una nuova forma di benessere, abbracciata dalle meraviglie del passato, dove affreschi, colonnati e soffitti di inizio Novecento si fondono inaspettatamente  con architetture e installazione di moderno design. Oggi il Casinò Municipale di San pellegrino è integrato nelle Terme CQ San Pellegrino e rimarrete affascinati dall’ottimo recupero che ne è stato fatto. E’ possibile visitare il Casinò con una visita guidata e scoprire la storia di questo monumento nazionale.

Se siete interessati ad approfondire la storia di questo gioiello liberty, leggete: Nel Casinò di San Pellegrino Terme alla scoperta del Liberty lombardo

Passare la serata alle Terme di San Pellegrino

Lo storico Casinò Kursaal, esempio unico della maestosità del Liberty italiano è diventato parte integrante del centro termale. La reception, inserita nell’elegante vestibolo, nel quale si elevano 8 colonne in marmo rosso di verona accoglie con la sua stupefacente monumentalità gli ospiti che possono così immergersi nella suggestiva atmosfera Liberty ed apprezzarne la ricchezza decorativa. Al piano superiore è possibile invece rilassarsi e degustare i prodotti del territorio.

Il percorso benessere è realizzato con l’acqua della fonte “Vita”, ricca di sali minerali e dalle molteplici virtù benefiche. Vasche idromassaggio, esterne ed interne, saune e bagni vapore, sale relax, aree massaggi e percorsi Kneipp, collegati tra loro da imponenti raffinate scalinate, rendono la struttura un luogo esclusivo per vivere appieno le proprietà uniche dell’acqua.

Se siete appassionati di termalismo o semplici curiosi che vogliono trascorrere una giornata o una serata alle Terme di San Pellegrino, leggete: Alle Terme di San Pellegrino, icona del termalismo italiano

Salire sulla Funicolare di San Pellegrino fino a Località Vetta (appena sarà reinaugurata)

Anche San Pellegrino, come Bergamo, ha la sua funicolare. Inaugurata nel 1909 presenta un dislivello di 293 metri oggi percorribili in soli 3 minuti grazie al recente ripristino. Chiusa dal 1989 e riattivata nel 2020 dopo un importante lavoro di restauro e ripristino attende solo l’inaugurazione per tornare a portare i turisti in località Vetta.

La località Vetta, era una zona d’elite dove si trovano ancora oggi molte ville costruite durante la Belle Epoque. E’ anche il punto di partenza per escursioni lungo i numerosi sentieri sia a piedi che in mountain bike, per una sosta nel nuovo parco o per accedere alle Grotte del Sogno.

Se siete interessati ad approfondire la storia della funicolare di San Pellegrino, delle funicolari di Bergamo e di tutte le funicolari italiane ancora in funzione, leggete: Famolo strano (in funicolare) | Scopri le 27 funicolari italiane partendo da quelle di Bergamo e San Pellegrino

Visitare le Grotte del Sogno e la località Vetta

Scoperte nel 1931 da Ermenegildo Zanchi, noto speleologo di San Pellegrino e aperte al pubblico nel 1932, son tra le prime grotte valorizzate turisticamente in Italia. Data la dacilità con cui è possibile raggiungerle, si trovano infatti poco distanti dalla funicolare e grazie alla realizzazione di passerelle, ringhiere e scale sono adatte ad essere visitate anche con i bambini.

Il loro sviluppo verticale le concrezioni calcaree che formano arabeschi naturali, le stalattiti e le stalagmiti lasciano a bocca aperta grandi e piccini.

Se siete interessati ad approfondire la storia di queste grotte, leggete: Alle Grotte del Sogno di San Pellegrino tra sirene, ippopotami, punte di matita e artigli.

Entrare nel Tempio dei Caduti di San Pellegrino

Costruito per sostituire la vecchia chiesa di San Carlo (che impediva un comodo accesso alle fonti termali, simbolo della rampante San Pellegrino-liberty di quegli anni), il Tempio della Vittoria (nominato in seguito Tempio dei Caduti) fu pensato, nel 1921, come monumento che potesse ospitare le salme dei soldati di San Pellegrino caduti durante la Prima guerra mondiale e in cui poter svolgere funzioni religiose. Fu completato nel 1924 da Luigi Angelini.

All’interno, 600 metri di mosaico e opere pittoriche che narrano storie bibliche, tematiche civili e scene militari. E’ un gioiello tutto da scoprire ricordando anche i caduti delle due Guerre Mondiali.

Per approfondire, leggete: Scoprire il Tempio dei Caduti di San Pellegrino Terme in Val Brembana

Fare colazione con i Biscotti di San Pellegrino del Bigio

Biscotto Bigio San Pellegrino

I biscotti del Bigio meritano una sosta dedicata nell’omonima gelateria pasticceria che si trova sul Lungofiume.

Il nome ufficiale del biscotto è Biscotto di San Pellegrino. Quello di Bigio, Luigi Milesi. Il frollino porta il suo nome anche se il pasticciere non ne è l’originario ideatore. A lui si deve, però, l’apertura della pasticceria nel 1934 a San Pellegrino Terme e la codifica della ricetta, rimasta invariata da oltre ottant’anni.

La data, però, è una convenzione: l’anniversario è fatto cadere in occasione dell’apertura del primo laboratorio di San Pellegrino (1934). Il biscotto, in verità, esisteva da molto prima, prima anche di Bigio. Si tratta infatti di una ricetta di famiglia tramandata di generazione in generazione, finché Luigi Milesi non decise di commercializzarla.

Se volete approfondire, leggete: Famolo strano (dolcemente) | 15 dolci tipici bergamaschi: torte, biscotti e gelati che dovete assolutamente provare

Mangiare casoncelli, polenta taragna e formaggi in uno dei ristoranti della zona

La valle Brembana è una terra ricca di tradizioni culinarie. I prodotti tipici come i formaggi, la polenta, i casoncelli diventano eccellenze gastronomiche che potete assaggiare in uno dei ristoranti della zona.

Se volete approfondire, leggete: Famolo strano (a tavola) | Itinerario gastronomico: 10 sapori bergamaschi da provare assolutamente.

Chiudere la serata bevendo una pinta di Birra Via Priula

Dal 2010 è affermata una nuova realtà brembana: la produzione di birra artigianale grazie all’impegno del Birrificio Via Priula, che si sta distinguendo per la qualità e la varietà della propria produzione.

L’offerta del birrificio Via Priula è molto legata a doppio filo al territorio, sia per l’utilizzo di prodotti tradizionali della terra orobica come le more, le castagne, lo zafferano, l’Achillea mille foglie e il mais, sia per richiamare in tutte le produzioni elementi distintivi del territorio.

Dormire all’hotel di design CQ ROOM dove il check in si fa da soli

Distante 400 metri dalle Terme, è oggettivamente bellissimo: arredi di design, innovazione tecnologica e stanze stupende pensate appositamente per coppie (ospitano al massimo due persone) che si vogliono regalare qualche giorno di romanticismo e relax.

Il suo stile è dedicato agli amanti del design. L’hotel è arredato con complementi quali le sofisticate poltrone di Zanotta e i letti sospesi di Lago, appoggiati a pareti decorate da carta da parati riproducente acquarelli di Paolo Galetto – creati in esclusiva – e illuminate dalle luci realizzate da Davide Groppi. Il legno è un elemento dominante, così come la luce negli ambienti. Anche i bagni non sono da meno: i sanitari sono disegnati da Kartell, le docce da Vismaravetro e la rubinetteria da Grohe.

Eppure ha solo una stella!  E sapete perché? Perché non ha la reception, la prenotazione avviene on line e check in e check out vengono fatti in autonomia con i totem che si trovano nella hall. Questo secondo le norme che regolano le stelle degli hotel italiani è un demerito. Ma entrando vi renderete conto che è un “vuoto normativo” che andrà sicuramente colmato.

Se volete sapere quanto costa e prenotare, basta andare su booking.com e cercare tra i B&B di San Pellegrino Terme. Pur non essendo un B&B classico, devono aver deciso che è meglio che essere inseriti tra gli hotel a 1 stella. E come dargli torto?

Trascorrere un paio d’ore giocando a Minigolf

Quando torna l’estate e con lei la voglia di passare intere giornate all’aria aperta a godersi i caldi raggi solari, il Minigolf di San Pellegrino è una delle attrazioni più gettonate del paese. Tutto il complesso sorge dietro al Grand Hotel di San Pellegrino, zona fresca nel periodo estivo e location “privilegiata” che ogni anno attira turisti in gran numero.

Rimesso a nuovo nel 2019 grazie ad un importante intervento di restyling, il minigolf ha 18 buche, il manto in erba sintetica e percorsi interni che eliminano le barriere architettoniche nelle prime cinque buche, accessibili quindi anche ai disabili.
Per informazioni, cliccate qui

Andare in bicicletta sulla Ciclabile della Val Brembana

La pista ciclabile di Val Brembana è molto ben protetta ed è tra le più piacevoli da percorrere in assoluto. Oltre a donare ai ciclisti un senso di libertà, regala dei panorami molto suggestivi e particolari. La pista ciclabile segue il corso del fiume Brembo ed è stata ricavata dalla vecchia linea ferroviaria, ormai dismessa. Quella su cui, per intenderci andava ol trenì della Val Brembana.

Itinerario ideale per una gita di giornata, anche in piena estate visto che il fiume e la quota (si arriva a 536 metri sul livello del mare) assicurano un po’ di refrigerio anche in luglio e agosto. Il percorso è in leggera salita, ma il dislivello totale supera di poco i 200 metri. Sappiate che, una volta fatta questa esperienza, non vedrete l’ora di tornarci di nuovo.

Per approfondire, leggete: Cicloturismo bergamasco: ciclabile della Val Brembana, la vecchia Ferrovia che si percorre in bicicletta

Salire sul Monte Zucco e guardare San Pellegrino dall’alto

Il Monte Zucco è una montagna delle Prealpi Orobiche alta 1.232 m, che si trova nella parte sud del Gruppo del Sornadello. Sorge sulla destra orografica del fiume Brembo in Val Brembana, nel comune di San Pellegrino Terme (provincia di Bergamo). La montagna si erge maestosa, dominante a sud-ovest la cittadina di San Pellegrino Terme .

La località Foppi, dove sorge il rifugio G.E.S.P., è una delle mete preferite dai Sanpellegrinesi, dagli Zognesi i e dagli abitanti dei paesi vicini. Dai Foppi poi, per chi ha buone gambe, si può salire alla cima dello Zucco, dove sorge una croce di ferro, alta circa venti metri, realizzata con moltà abilità dai Soci del G.E.S.P. , utilizzando pezzi di traliccio elettrico.

Esistono principalmente tre vie di salita al Monte Zucco:

• da San Pellegrino Terme (località Foppette, sede del Gruppo Alpini) tramite una via diretta abbastanza impegnativa sulla cresta nord-est, con un tempo di salita di circa 2 h (EE)

• da San Pellegrino Terme (sempre in località Foppette) per mezzo di una via più agevole attraverso la secondaria Valle Merlanga che aggira la cresta nord-est, con un tempo di salita di circa 2h (E)

• da Sant’Antonio Abbandonato, nel comune di Brembilla, seguendo la via meno impegnativa tra le tre, con un tempo di salita di circa 1.30 h

Quest’ultima è davvero facile ed è quella che ho percorso io.  Se volete approfondire, leggete: Trekking per famiglie fino alla croce sul Monte Zucco in Val Brembana (BG) pieno di soddisfazioni

 

Note: Le foto sono in parte mie, scattate durante le esperienze di cui ho parlato e in parte recuperate on line o sui siti ufficiali. 

 

 

 

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